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Permutazioni semplici e con ripetizione: tecniche utili per i test di ingresso
Capita spesso, nei test di ingresso, di trovare domande sulle permutazioni, soprattutto quando occorre stabilire in quanti modi n elementi possono essere ordinati in n posizioni o come si contano i possibili anagrammi di un insieme di lettere. È importante sapere calcolare rapidamente sia le permutazioni semplici sia quelle con ripetizione, distinguendo le situazioni in cui alcuni elementi sono identici fra loro. Oggi viene spiegato ciò che serve memorizzare per gestire queste domande in modo efficace. Permutazioni semplici Le permutazioni semplici di n oggetti, prese n alla volta, definiscono l’insieme di tutti i possibili ordini in cui si possono disporre quegli n oggetti. Ogni sequenza differisce dalle altre per la posizione almeno di un elemento. La formula è: $$P_n=n!$$ Questa relazione coincide con il caso delle disposizioni $$D_{n, n}$$ in cui non viene esclusa alcuna posizione. Si usa quando tutti gli n posti vanno interamente occupati e non ci sono elementi ripetuti. Esempio con dati nuovi: Ci sono 5 musicisti e si deve decidere l’ordine in cui suoneranno uno dopo l’altro. Il numero di modi per stabilire la sequenza è calcolato come permutazioni semplici di 5 oggetti: $$P_5=5!=5 \times 4 \times 3 \times 2 \times 1=120$$ Permutazioni con ripetizione Le permutazioni con ripetizione riguardano l’ordinamento di n elementi totali dove un certo sottogruppo di questi è formato da oggetti identici. Se in un insieme di n oggetti, k di essi sono indistinguibili tra loro, la formula diventa: $$\frac{n!}{k!}$$ Se ci sono più gruppi di elementi uguali, si generalizza dividendo per ciascuna molteplicità. Esempio con dati nuovi: La parola SALAS è lunga 5 lettere, di cui 2 “S” e 2 “A”. Per calcolare gli anagrammi (senza considerare il significato) si applica la formula delle permutazioni con ripetizione. Qui n = 5, e ci sono 2 “S” indistinguibili e 2 “A” indistinguibili. Si ottiene: $$\frac{5!}{2!\times 2!}=\frac{120}{2 \times 2}=30$$ Questi calcoli si dimostrano fondamentali quando un test richiede di contare quante disposizioni o quante “parole” (anche prive di senso) si possono formare con lettere o cifre ripetute. Esercitarsi sulle permutazioni Se vuoi esercitarti su problemi di permutazioni (semplici o con ripetizione) e su molti altri argomenti dei test di ingresso, TestBuddy è la piattaforma perfetta. Con migliaia di quesiti ufficiali, simulazioni d’esame e un assistente virtuale 24/7 che ti fornisce supporto e consigli di studio, potrai prepararti in modo completo e tenere sotto controllo i tuoi progressi tramite statistiche dettagliate. Registrati ora per sbloccare tutte le funzionalità Premium e affrontare le prove di ammissione con una marcia in più!

Combinazioni semplici e con ripetizione: formule ed esempi
Capita spesso che, in vari test di ingresso, vengano proposti quesiti sulle combinazioni, chiedendo quante sottoselezioni di un insieme si possono fare quando l’ordine non ha alcun valore. Appaiono domande del tipo: “Quanti gruppi di k elementi si possono formare da n oggetti?” o “Come distribuire k elementi identici fra n soggetti?”. Oggi vengono illustrati gli strumenti necessari per rispondere in modo mirato. Combinazioni semplici Le combinazioni semplici di n oggetti presi k alla volta (indicate spesso come $$C_{n, k}$$ o $$\binom{n}{k}$$) individuano il numero di modi per selezionare k elementi da n totali, senza considerare l’ordine di estrazione. La formula è: $$C_{n, k}=\frac{n!}{(n-k)!k!}$$ Ogni combinazione differisce dalle altre solo per la presenza o l’assenza di un elemento, non per la disposizione. Esempio con dati nuovi: Ci sono 5 studenti e si vuole formare un duo per una presentazione. In questo caso, l’ordine non conta (il primo e il secondo in elenco formano lo stesso duo). Il calcolo si effettua con: $$\binom{5}{2}=\frac{5!}{(5-2)!2!}=\frac{120}{3!\times 2!}=\frac{120}{6 \times 2}=10$$ Significa che ci sono 10 possibili coppie di studenti. Combinazioni con ripetizione Le combinazioni con ripetizione calcolano il numero di modi di scegliere k elementi da un insieme di n possibilità, quando ciascuna di queste può essere usata più volte, ma l’ordine non conta. La formula si scrive come: $$C_{n, k}^{\mathrm{rip}}=\binom{n+k-1}{k}=\frac{(n+k-1)!}{(n-1)!k!}$$ Compare spesso in domande di distribuzione di oggetti indistinguibili a più destinatari o di composizione di gruppi con ripetizioni consentite. Esempio con dati nuovi: Si desidera dividere 5 dolci identici tra 3 persone senza ordine di precedenza. Il numero di modi corrisponde alle combinazioni con ripetizione di 3 oggetti presi 5 alla volta: $$C_{3,5}^{\text {rip }}=\binom{3+5-1}{5}=\binom{7}{5}=\frac{7!}{5!2!}=21$$ Nei test, questi calcoli risultano fondamentali per risolvere problemi di gruppi, suddivisioni e assegnazioni ripetibili. Il trucco è fare esercizi Se desideri esercitarti su combinazioni semplici e con ripetizione, nonché su moltissimi altri argomenti che appaiono nei test di ammissione, TestBuddy è la piattaforma che fa per te. Troverai migliaia di quesiti ufficiali, simulazioni mirate e un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale, disponibile 24/7 per rispondere a ogni tuo dubbio. Accedi alle statistiche per monitorare i tuoi progressi e scopri in quali aree concentrare maggiormente lo studio. Registrati subito e sblocca le funzionalità Premium per un allenamento completo e su misura!

Triangoli rettangoli: formule chiave e teoremi per i test di ingresso
Capita di incontrare domande sui triangoli rettangoli nei test di ingresso. Serve spesso calcolare perimetro, area, ipotenusa, oppure conoscere i teoremi di Pitagora ed Euclide. Ecco una spiegazione chiara con formule evidenziate, pensata anche per chi ha bisogno di un ripasso semplice. Definizione di triangolo rettangolo Un triangolo rettangolo ha un angolo retto (90°). I cateti (che formano l’angolo retto) sono indicati con a e b, mentre il lato opposto all’angolo retto si chiama ipotenusa, indicata con c. Formule fondamentali Perimetro P=a+b+c Area $$A=\frac{a \times b}{2}$$ I cateti funzionano come base e altezza, per questo si divide il prodotto a × b per 2. Altezza relativa all’ipotenusa $$h=\frac{a \times b}{c}$$ È l’altezza che cade sull’ipotenusa, partendo dall’angolo retto. Raggio della circonferenza inscritta $$r=\frac{a+b-c}{2}$$ È il raggio del cerchio che tocca internamente tutti i lati. Raggio della circonferenza circoscritta $$R=\frac{c}{2}$$ È il raggio del cerchio che passa per i tre vertici del triangolo. Teorema di Pitagora Il Teorema di Pitagora afferma: $$a^2+b^2=c^2$$ Invertendo la formula, se si conoscono due lati, si può ricavare il terzo: $$a=\sqrt{c^2-b^2}$$ $$b=\sqrt{c^2-a^2}$$ $$c=\sqrt{a^2+b^2}$$ Terne pitagoriche Una terna pitagorica è un insieme di tre numeri naturali (a, b, c) che soddisfano $$a^2+b^2=c^2$$. Esempi comunemente noti: (3, 4, 5) (5, 12, 13) (9, 12, 15) Ogni multiplo di una terna pitagorica (es. 6, 8, 10, ottenuto raddoppiando 3, 4, 5) è ancora una terna pitagorica. Primo teorema di Euclide Il Primo teorema di Euclide descrive una proporzione tra cateto e ipotenusa. Se b è un cateto e nnn è la sua proiezione su ccc, si ha: $$b2=c×nb^2 = c \times nb2=c×n$$ Secondo teorema di Euclide Il Secondo teorema di Euclide riguarda l’altezza che cade sull’ipotenusa. Se h è l’altezza, mmm la proiezione del cateto aaa e nnn la proiezione del cateto b su ccc, si ottiene: $$h^2=m \times n$$ Come esercitarsi su matematica per i test? Se vuoi mettere in pratica il Teorema di Pitagora e i Teoremi di Euclide con esercizi mirati, TestBuddy è la soluzione perfetta. Migliaia di quesiti ufficiali, simulazioni d’esame complete e un assistente virtuale 24/7 ti permettono di esercitarti in modo personalizzato e tenere traccia dei tuoi progressi con statistiche avanzate. Registrati ora per sbloccare le funzionalità Premium e assicurarti una preparazione solida e mirata per i prossimi test di ammissione!

Formule dei solidi: volumi, superfici e diagonali da ricordare
Alcuni esercizi di matematica richiedono di ricordare le formule fondamentali dei solidi per poterli risolvere rapidamente. In certi test di ingresso, è necessario calcolare superfici, volumi, diagonali e altre misure. Qui sono riportate tutte le relazioni principali che conviene memorizzare. Parallelepipedi Cubo Se a è la misura dello spigolo: Superficie laterale: $$S_l=4 a^2$$ Superficie totale: $$S_t=6 a^2$$ Volume: $$V=a^3$$ Diagonale: $$d=a \sqrt{3}$$ Parallelepipedo rettangolo Se a, b, c sono le lunghezze degli spigoli: Superficie laterale: $$S_l=2 c(a+b)$$ Superficie totale: $$S_t=2(a b+a c+b c)$$ Volume: V=a×b×c Diagonale: $$d=\sqrt{a^2+b^2+c^2}$$ Prisma retto PbP_bPb: perimetro della base SbS_bSb: superficie della base h: altezza del prisma Formule: Superficie laterale: Sl=Pb×hS_l = P_b \times hSl=Pb×h Superficie totale: St=Sl+2SbS_t = S_l + 2 S_bSt=Sl+2Sb Volume: V=Sb×hV = S_b \times hV=Sb×h Piramide e tronco di piramide Piramide retta $$P_b$$: perimetro della base $$S_b$$: superficie della base h: altezza della piramide a: apotema (altezza del triangolo laterale) Formule: Superficie laterale: $$S_l=P_b \times h$$ Superficie totale: $$S_t=S_l+2 S_b$$ Volume: $$V=S_b \times h$$ Tronco di piramide retta $$P_b$$: perimetri delle due basi $$S_b$$′: superfici delle due basi a: apotema del tronco h: altezza del tronco Formule: Superficie laterale: $$S_l=\frac{P_b \times a}{2}$$ Superficie totale: $$S_t=S_l+S_b$$ Volume: $$V=\frac{h}{3}\left(S_b+S_{b^{\prime}}+\sqrt{S_b \times S_{b^{\prime}}}\right)$$ Cilindro r: raggio h: altezza Formule: Superficie laterale: $$S_l=2 \pi r h$$ Superficie totale: $$S_t=2 \pi r h+2 \pi r^2=2 \pi r(h+r)$$ Volume: $$V=\pi r^2 h$$ Sfera r: raggio Formule: Superficie: $$A=4 \pi r^2$$ Volume: $$V=\frac{4}{3} \pi r^3$$ Cono e tronco di cono Cono r: raggio h: altezza a: apotema (segmento obliquo) Formule: Superficie laterale: $$S_l=\pi r a$$ Superficie totale: $$S_t=\pi r a+\pi r^2=\pi r(a+r)$$ Volume: $$V=\frac{1}{3} \pi r^2 h$$ Tronco di cono r, R: raggi delle due basi a: apotema del tronco h: altezza Formule: Superficie laterale: $$S_l=\pi(r+R) a$$ Superficie totale: $$S_t=S_l+\pi r^2+\pi R^2$$ Volume: $$V=\frac{\pi h}{3}\left(r^2+R^2+r R\right)$$ Esercitarsi con le formule Se queste formule ti hanno aiutato a fare chiarezza e vuoi allenarti in modo mirato per superare i test di ammissione, TestBuddy fa al caso tuo. Hai a disposizione migliaia di quesiti ufficiali, simulazioni avanzate e persino un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale, pronto 24/7 per guidarti nello studio. Con TestBuddy puoi scegliere gli argomenti su cui esercitarti (come geometria solida o qualsiasi altra materia), vedere le tue statistiche in tempo reale e confrontare i risultati con altri utenti. Registrati ora e sblocca tutte le funzionalità Premium per affrontare le prove con la massima sicurezza!

Moto rettilineo accelerato: legge oraria e velocità
Capita spesso, in diversi esercizi di ingresso, di incontrare domande legate al moto rettilineo uniformemente accelerato. Viene richiesto di calcolare la velocità dopo un certo tempo, lo spazio percorso o di riconoscere i diversi andamenti grafici. Di seguito è spiegato come funziona e quali sono le formule fondamentali, con esempi semplici per chiarire i calcoli e le caratteristiche principali. Definizione e velocità finale Il moto si definisce rettilineo uniformemente accelerato quando l’accelerazione resta costante nel tempo. L’accelerazione descrive quanto cambia la velocità per ogni secondo che passa. Se un oggetto parte con velocità iniziale $$\mathbf{v}_{\mathbf{0}}$$ e subisce un’accelerazione costante a\mathbf{a}a, dopo un tempo t\mathbf{t}t la velocità finale si ottiene con: $$\mathbf{v}_{\mathbf{f}}=\mathbf{v}_{\mathbf{0}}+\mathbf{a} \times \mathbf{t}$$ Come esempio, se un oggetto parte da una velocità iniziale di 2 m/s e subisce un’accelerazione di 3 m/s² per 4 secondi, la velocità finale diventa: $$v_f=2+3 \times 4=14 \mathrm{~m} / \mathrm{s}$$ Legge oraria: spazio percorso La legge oraria indica la posizione dell’oggetto in funzione del tempo. In un moto rettilineo uniformemente accelerato, se si conoscono la posizione iniziale s0\mathbf{s_0}s0 e la velocità iniziale v0\mathbf{v_0}v0, lo spazio s\mathbf{s}s dopo un tempo t\mathbf{t}t si calcola con: $$\mathbf{s}=\mathbf{s}_{\mathbf{0}}+\mathbf{v}_{\mathbf{0}} \times \mathbf{t}+\frac{1}{2} \mathbf{a} \mathbf{t}^2$$ Per semplificare, si può osservare che: $$\mathbf{v}_0$$ è la velocità di partenza. a è l’accelerazione costante. t è l’intervallo di tempo trascorso. Se, per esempio, un oggetto parte da $$\mathbf{s}_{\mathbf{0}}=5$$ con velocità iniziale $$\mathbf{v}_0=0 \mathrm{~m} / \mathrm{s}$$ e subisce un’accelerazione di 2 m/s² per 3 secondi, la posizione finale diventa: s=5+0×3+12×2×32=5+0+12×2×9=5+9=14 m Rappresentazioni grafiche Spazio-tempo Nella rappresentazione spazio-tempo, l’asse orizzontale è il tempo t e l’asse verticale è la posizione s. La formula: $$s=s_0+v_0 \times t+\frac{1}{2} a t^2$$ indica che lo spazio varia in maniera parabolica rispetto al tempo. Se il moto inizia con $$s_0=0 \text { e } v_0=0$$, il grafico è una parabola che parte dall’origine. Velocità-tempo Nella rappresentazione velocità-tempo, l’asse orizzontale è il tempo t e quello verticale è la velocità v. Se l’accelerazione è costante, la velocità cambia in modo lineare: $$v=v_0+a \times t$$ Se $$v_0=0$$, il grafico è una retta che parte dall’origine e cresce con pendenza pari al valore di a. Accelerazione-tempo Nella rappresentazione accelerazione-tempo, si pone l’asse orizzontale come tempo t e quello verticale come accelerazione a. Poiché l’accelerazione è costante, il grafico è una linea orizzontale al valore di a. Esercitarsi su fisica al test di ingresso Se vuoi mettere subito in pratica quanto hai imparato e prepararti al meglio per i test d’ammissione, prova TestBuddy: una piattaforma all-in-one con migliaia di quesiti ufficiali, simulazioni avanzate e un assistente virtuale 24/7. Avrai la possibilità di allenarti su argomenti specifici come il moto rettilineo uniformemente accelerato e tenere sotto controllo i tuoi progressi con statistiche dettagliate. Grazie a TestBuddy, potrai focalizzare lo studio sui tuoi punti deboli e migliorare in modo mirato, confrontandoti con altri utenti in tempo reale. Registrati ora per sbloccare tutte le funzionalità premium e affrontare i test con una marcia in più!

La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA): Un Ponte Verso l’Inclusione
La comunicazione è una componente essenziale della vita sociale e relazionale e, soprattutto in ambito scolastico, costituisce un momento di apprendimento e socializzazione di primaria importanza. Essa permette di esprimere sé stessi, rivelare e mostrare al prossimo la propria personalità e condividere pensieri, emozioni e desideri. In ambito scolastico, la comunicazione assume un ruolo ancora più centrale, poiché funge da punto di incontro tra studenti, docenti e compagni di classe. Tuttavia, per alcune persone con Bisogni Comunicativi Complessi (BCC) (che spesso ricadono anche sotto la categoria dei BES, Bisogni Educativi Speciali), l’uso del linguaggio verbale può risultare difficoltoso o addirittura impossibile. È qui che entra in gioco la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Cos’è la Comunicazione Aumentativa Alternativa? In breve La CAA non sostituisce il linguaggio verbale, bensì lo potenzia. Essa si avvale di strumenti e strategie che affiancano la comunicazione orale, senza inibirla, con l’obiettivo di facilitare l’interazione e lo sviluppo delle competenze comunicative. In pratica, il linguaggio verbale viene supportato da simboli, immagini, gesti o dispositivi tecnologici che rendono la comunicazione più accessibile. Secondo la Dott.ssa Aurelia Rivarola, presidente e responsabile clinico-scientifica del Centro Benedetta D’Intino (fondazione milanese che si occupa dei bisogni dei bambini con problemi psicologici e difficoltà nella comunicazione), la CAA è definita come: "Un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare e incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà a usare i più comuni canali comunicativi, ossia quello orale e quello scritto." Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link CAA: Non solo strumenti, ma una strategia comunicativa Spesso si commette l’errore di considerare la CAA come un semplice utilizzo di tabelle di simboli o software di scrittura in immagini. In realtà, questo approccio sarebbe sicuramente riduttivo: l’efficacia della CAA dipende dalla costruzione di una base solida per la comunicazione. Questo significa creare occasioni di comunicazione differenti da quello che è lo standard e favorire lo sviluppo di competenze come: Il desiderio di comunicare La capacità di scegliere cosa comunicare La presenza di partner comunicativi preparati L’uso di strumenti adeguati per esprimersi La CAA non richiede prerequisiti di sorta, ma solo la possibilità di creare contesti inclusivi in cui la persona possa meglio esprimersi e interagire con gli altri in maniera più agevole. Il Ruolo della Famiglia e della Scuola Un intervento efficace di CAA non può limitarsi a poche ore di terapia alla settimana, ma deve essere integrato nella vita quotidiana della persona con BCC. Per questo motivo, il ruolo della famiglia è centrale. Il Modello Family Centered, sviluppato da Rosenbaum nel 2004, evidenzia la necessità di un coinvolgimento attivo dei familiari nella riabilitazione comunicativa, superando il tradizionale rapporto gerarchico tra specialisti e genitori. Anche la scuola deve farsi carico delle esigenze comunicative degli studenti con BCC, elaborando strategie personalizzate con il supporto di specialisti e famiglie. L’utilizzo della CAA a scuola favorisce: L’inclusione degli studenti con disabilità : ricordando che, non tutte le disabilità sono uguali e non tutte si manifestano o esprimono allo stesso modo; L’apprendimento degli alunni con DSA, ADHD o difficoltà linguistiche La partecipazione degli studenti stranieri in fase di apprendimento dell’italiano, con particolare attenzione a quelli che possono essere gli aspetti di fragilità psicologica relativi all’arrivo in un Paese nuovo; Il miglioramento della comunicazione e della collaborazione tra compagni di classe CAA e Inclusione Sociale Per essere veramente efficace, la CAA deve essere adottata non solo in famiglia e a scuola, ma anche in ambienti pubblici e contesti ricreativi. In alcuni paesi, esistono già progetti di comunicazione urbana facilitata, in cui negozi, ospedali e uffici pubblici adottano strategie di CAA per garantire accessibilità e autonomia alle persone con difficoltà comunicative. Anche in Italia, è auspicabile un maggiore impegno in questa direzione, con l’introduzione di segnaletica inclusiva, strumenti di comunicazione assistita nei luoghi pubblici e una formazione più diffusa su questi temi. CAA: Potenziare, non sostituire, il linguaggio verbale Un punto chiave della CAA è che essa non sostituisce il linguaggio orale, ma lo affianca e lo stimola. Durante le sessioni di apprendimento, il partner comunicativo pronuncia ad alta voce le parole associate ai simboli, creando uno stimolo verbale in entrata, che può portare alla successiva ripetizione da parte della persona con difficoltà comunicative. Questo metodo è particolarmente efficace per: Persone con disturbi dello spettro autistico Individui con disabilità intellettive Bambini con aprassia del linguaggio Late talkers e studenti con difficoltà nell’apprendimento della lingua L’uso di immagini e simboli facilita il mantenimento dell’attenzione, rendendo le lezioni scolastiche più accessibili e favorendo la collaborazione all’interno della classe. Esistono due principali categorie di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA): CAA assistita – In questo caso, la comunicazione è supportata dall’uso di strumenti esterni, che possono essere di tipo tecnologico (tablet, dispositivi di comunicazione) o non tecnologico (oggetti o anche giocattoli, libri, immagini, carta, penna o colori di vario tipo). CAA non assistita – Questo tipo di comunicazione non richiede l’uso di strumenti esterni, poiché la persona si esprime esclusivamente attraverso il proprio corpo. Esempi di CAA non assistita includono il contatto visivo, le espressioni facciali, il linguaggio del corpo anche attraverso danze o movimenti coordinati, i segni manuali e la gestualità. Uno dei metodi più efficaci per supportare la comunicazione nei bambini autistici è il PECS (Picture Exchange Communication System), ovvero il Sistema di Comunicazione mediante Scambio per Immagini. Questo approccio, articolato in sei fasi, aiuta i bambini a sviluppare abilità comunicative progressive. Il metodo si articolo in fasi distinte che prevedono fra l’altro lo stabilire un sistema di comunicazione efficace, la discriminazione dell’immagine e la strutturazione di una frase dapprima breve e poi più complesso, se necessario con l’aiuto di un operatore formato. Nella fase iniziale, il bambino impara a scambiare un’immagine con un interlocutore per ottenere l’oggetto desiderato: si va ad agire quindi anche sui meccanismi cerebrali della ricompensa. Successivamente, viene incoraggiato a utilizzare un libro con simboli per comunicare, a distinguere tra diverse immagini e a effettuare scelte consapevoli. Prospettive future: Come migliorare l’accessibilità comunicativa? Negli ultimi anni, la scuola italiana ha fatto progressi nell’inclusione scolastica, ma rimangono ancora molte sfide da affrontare. Uno degli ostacoli principali è la scarsa disponibilità di materiali didattici specifici e la mancanza di una formazione adeguata per docenti e famiglie. Per rendere la CAA un vero strumento di inclusione, è necessario: Aumentare la formazione per insegnanti e operatori scolastici; Implementare materiali e software specifici per la comunicazione assistita: ciò è reso possibile dalla sempre maggiore diffusione dei device multimediali nelle scuole; Coinvolgere l’intera comunità (famiglie, scuole, luoghi pubblici) nell’adozione di strategie CAA: si stanno sviluppando ad esempio in alcune città del nord Europa, applicazioni della CAA nell’utilizzo dei mezzi pubblici; Integrare la CAA in tutte le attività scolastiche, anche extrascolastiche. Seguendo l’esempio di altri paesi, sarebbe utile introdurre progetti di comunicazione accessibile negli ambienti urbani, per garantire alle persone con BCC una maggiore autonomia e partecipazione sociale. La CAA come futuro della comunicazione La Comunicazione Aumentativa Alternativa non è una semplice tecnica, ma una vera e propria strategia per favorire l’inclusione e il benessere di chi ha difficoltà comunicative e perchè no, un metodo differente per esprimersi anche per chi non le ha. La sua applicazione in famiglia, scuola e società può fare la differenza nella vita delle persone con BCC, permettendo loro di esprimersi, relazionarsi e autodeterminarsi. Adottare un approccio inclusivo non significa solo fornire strumenti, ma creare una cultura della comunicazione accessibile per tutti, in un lento ma inarrestabile processo di accettazione della diversità e di inclusione

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