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Cosa è il numero programmato e perché non sparisce nel 2025
Spoiler: con la riforma del semestre filtro cambiano le modalità di selezione, ma il "muro" dei posti limitati rimane saldo. Ecco perché conviene ancora prepararsi con metodo (e con TestBuddy). 1. Da dove nasce il numero programmato Il numero programmato – spesso chiamato impropriamente «numero chiuso» – è la quota massima di immatricolazioni fissata ogni anno dal MUR per i corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Nasce con la Legge 264/1999 per evitare squilibri tra fabbisogno di professionisti sanitari e capacità formativa delle università. Dal 2001 il contingente è stato calcolato in concerto con Regioni e Ministero della Salute. 2. Come funzionava fino al 2024 Test a risposta multipla su base nazionale in un’unica data. Graduatoria unica che assegnava i posti disponibili (es. 14.787 nel 2024). Possibilità di scorrimenti ma mai oltre il numero programmato. La logica è sempre stata: posti limitati → serve un filtro iniziale → test. 3. Cosa prevede la riforma 2025 La Legge 26/2025 e il relativo decreto attuativo introducono Semestre filtro aperto a tutti: da settembre a dicembre gli studenti frequentano e sostengono 3 (+1) esami standardizzati (Biologia, Chimica, Fisica e Matematica) (documenti.camera.it). Graduatoria nazionale basata sui CFU e sui voti degli esami. Massimo 3 tentativi di superare il semestre filtro in anni accademici consecutivi (ansa.it). Il punto chiave Il decreto conferma che «il contingente complessivo di posti resta definito annualmente dal Ministero» (senato.it). In parole semplici: sparisce il test a crocette, non sparisce il tetto ai posti. 4. Perché il numero programmato non può essere abolito (per ora) Fattore Spiegazione rapida Capacità formativa Aule, laboratori e reparti non possono raddoppiare dall’oggi al domani. Finanziamento Ogni posto costa in docenti, tutor clinici, borse di specializzazione. Il Fondo di Finanziamento Ordinario copre un massimo prefissato. Fabbisogno SSN Le Regioni inviano al MUR dati su medici realmente necessari. Il contingente si allinea a quel fabbisogno (più 10-15 % di margine). Qualità didattica L’ANVUR richiede un rapporto studenti/docente compatibile con gli standard UE. Tempistiche di cura Tirocini clinici richiedono tutor one-to-few; sovraffollamento ridurrebbe la sicurezza del paziente. 5. Cosa cambia davvero per te Fino al 2024: 1 giorno, 60 quiz Pre-selezione Punteggio minimo variabile Tempo di preparazione ≈ 8-10 mesi Dal 2025 4 mesi, 3-4 esami Post-selezione dopo gli esami Soglia: superare ciascun esame + entrare in graduatoria Preparazione continua + performance universitaria Il numero programmato rimane identico; cambia quando viene applicato (dopo il semestre filtro) e con quali criteri (CFU + voti). 6. Come prepararsi in anticipo Consolida le basi scientifiche (Biologia, Chimica, Fisica, Matematica) prima di settembre. Simula esami universitari a tempo: risolvi 10 quesiti in ≤ 90 minuti. Allena la gestione dello stress: studia in blocchi da 50′ + 10′ pausa. Segui un percorso guidato: con TestBuddy hai quiz e analytics che riproducono il modello semestre filtro. Take-away Il numero programmato non sparisce nel 2025 perché garantisce sostenibilità didattica e copertura finanziaria. La differenza è che ora la selezione avviene dopo un semestre di lezioni, non prima. Preparati per tempo e trasforma il semestre filtro nella tua corsia preferenziale — TestBuddy è qui proprio per aiutarti a farlo.

Dissoluzione e solubilità: guida pratica per superare i quiz di chimica
Prima di addentrarci nei dettagli, rivediamo le domande tipiche che compaiono nei test di ingresso di area scientifica: Che cos’è la dissoluzione? Quando una soluzione si definisce satura o insatura? In che modo temperatura, pressione e natura delle sostanze cambiano la solubilità? Come si fa a prevedere se un sale precipita o resta in soluzione? Queste richieste tornano di continuo e oggi risolviamo una volta per tutte ciò che serve sapere per segnare la crocetta giusta. Che cos’è la dissoluzione La dissoluzione (o solvatazione) è il processo in cui le particelle di soluto si disperdono tra le molecole di solvente fino a esserne completamente circondate. Se il solvente è acqua, si parla di idratazione. Il fenomeno avviene solo quando le forze di attrazione tra soluto e solvente compensano quelle interne ai due sistemi separati. Esempio pratico Immagina di versare cloruro di potassio (KCl) in acqua. Gli ioni K⁺ e Cl⁻ si separano e ognuno viene avvolto da molecole d’acqua orientate in modo opposto: l’ossigeno (parzialmente negativo) circonda K⁺, gli idrogeni (parzialmente positivi) circondano Cl⁻. Solubilità: quanto può sciogliersi davvero? Soluzione satura: contiene la quantità massima di soluto sciogliibile a una certa temperatura. Solubilità: concentrazione della soluzione satura (spesso espressa in mol · L⁻¹). Soluzione insatura: meno soluto della quantità massima. Soluzione sovrassatura: più soluto di quanto l’equilibrio permetta; basta un piccolo disturbo per far precipitare il soluto in eccesso. Diluita e concentrata sono termini qualitativi: indicano, rispettivamente, bassa o alta concentrazione rispetto alla media dei laboratori. Cosa influenza la solubilità Natura di soluto e solvente La regola mnemonica è “il simile scioglie il simile”: Non polare ↔ non polare Esempio: lo zolfo elementare (non polare) si scioglie in toluene (non polare). Polare o ionico ↔ polare Esempio: il nitrato di calcio (ionico) è solubile in acqua (polare). Non polare ↔ polare Esempio: olio vegetale (non polare) non si miscela con acqua. Temperatura Se la dissoluzione è endotermica, la solubilità aumenta con la temperatura. Molti sali, come NaNO₃, seguono questo andamento. Se la dissoluzione è esotermica, la solubilità diminuisce con la temperatura. È il caso dei gas nell’acqua; ecco perché le bibite gassate perdono CO₂ quando si scaldano. Pressione (solo per i gas) La solubilità di un gas in un liquido è proporzionale alla sua pressione parziale sopra la soluzione (legge di Henry). Stappando una lattina, la pressione cala bruscamente → la CO₂ esce → si formano bollicine visibili. Velocità di dissoluzione: come accelerarla Agitazione – Rinnova continuamente il contatto soluto/solvente. Temperatura più alta – Aumenta l’energia cinetica, quindi gli urti efficaci tra particelle. Maggiore suddivisione del soluto – Polverizzare un solido aumenta la superficie di contatto. Soluzioni acquose: regole rapide di solubilità da ricordare Per i quiz conta poter prevedere se un precipitato si forma quando si mescolano due soluzioni. Memorizza queste indicazioni: Sempre solubili Sali di metalli alcalini (gruppo 1A) e NH₄⁺. Composti con NO₃⁻, ClO₄⁻, CH₃COO⁻, o HCO₃⁻. Alogeni (Cl⁻, Br⁻, I⁻) Quasi tutti solubili tranne quelli di Ag⁺, Pb²⁺, Hg₂²⁺. Solfati (SO₄²⁻) Solubili, eccetto con Ca²⁺, Sr²⁺, Ba²⁺, Pb²⁺, Hg₂²⁺. Ossidi e idrossidi Insolubili, a parte quelli dei metalli alcalini; Ca²⁺, Sr²⁺, Ba²⁺ sono poco solubili. Solfuri, carbonati, fosfati Insolubili salvo le combinazioni con NH₄⁺ o con i cationi del gruppo 1A. Tip per l’esercizio Se due ioni che incontri in soluzione compaiono tra le eccezioni insolubili, prevedi precipitazione e quindi soluzione satura rispetto a quel composto.

Termoregolazione umana: guida per test di ammissione
Nei test d’ingresso di Medicina, Professioni sanitarie e Scienze motorie compaiono spesso domande come: “Qual è il centro nervoso che controlla la temperatura corporea?” “Quali ormoni aumentano la produzione di calore?” “Cosa accade ai vasi sanguigni cutanei quando la temperatura sale?” Se non sai rispondere in pochi secondi, il punteggio scende. Oggi vediamo cosa devi sapere – né più né meno – per marcare la crocetta giusta ogni volta. Che cos’è la termoregolazione L’essere umano mantiene la temperatura interna attorno a 37 °C. Questo valore rimane stabile grazie a un “termostato” naturale situato nell’ipotalamo. Quando il termometro interno si scosta, il cervello attiva: meccanismi che producono calore; meccanismi che dissipano calore. Sapere quali sono e come funzionano è ciò che i quiz vogliono da te. Come il corpo produce calore Tiroide in azione L’ipotalamo stimola l’ipofisi a rilasciare TSH. Il TSH spinge la tiroide a secernere ormoni tiroidei (T3 e T4). Risultato: metabolismo più veloce, più ossigeno consumato, calore in aumento. Brividi muscolari I muscoli scheletrici si contraggono involontariamente. L’energia meccanica si trasforma in calore come quando sfregi le mani d’inverno. Vasocostrizione cutanea Il sistema nervoso simpatico stringe le arteriole della pelle. Meno sangue in superficie = meno dispersione = temperatura interna che risale. Esempio pratico: entri in una stanza a 10 °C, partono i brividi, le mani diventano pallide, ma dopo pochi minuti senti di nuovo caldo. Come il corpo dissipa calore Sudorazione Il simpatico stimola le ghiandole sudoripare. Il sudore evapora sottraendo energia termica: ogni grammo d’acqua sottrae circa 0,58 kcal. Vasodilatazione cutanea Il sistema parasimpatico allarga i vasi periferici. Più sangue arriva alla pelle, più calore passa all’esterno. Riduzione del tono muscolare Meno contrazioni = meno calore prodotto. Esempio pratico: corri sotto il sole, il viso arrossa e inizi a sudare; se ti fermi all’ombra, la temperatura scende e la sudorazione cala. Il ruolo chiave degli ormoni Ormoni tiroidei: accelerano il metabolismo basale; risposta rapida al freddo. Adrenalina e noradrenalina: rilasciate dal midollo surrenale; aumentano battito e glicemia, fornendo carburante extra per produrre calore. Cortisolo: sostiene il metabolismo dei nutrienti nei periodi prolungati di stress termico. Ricorda: nei quiz può capitare l’accoppiata “freddo → tiroide” o “stress termico → catecolamine”. Febbre: quando il set-point si alza Stimolo: tossine batteriche, virus, tessuti lesionati. Interleuchine (rilasciate dai leucociti) raggiungono l’ipotalamo. Vengono prodotte prostaglandine che spostano il set-point a un valore superiore. Il corpo si comporta come se avesse freddo: brividi, vasocostrizione, aumento del metabolismo. Una volta eliminato lo stimolo, il set-point torna a 37 °C e subentra la sudorazione per smaltire il calore in eccesso. Esempio pratico: dopo un vaccino potresti avvertire brividi e 38 °C di temperatura; sono segni che il sistema immunitario sta lavorando, non guasti del termostato.

Arterie, Vene e Capillari: Guida Completa per Superare i Test di Ingresso
I Vasi Sanguigni: Arterie, Vene e Capillari Quando si studiano i vasi sanguigni, è essenziale comprendere le differenze tra arterie, vene e capillari. Questi sono i principali componenti del sistema circolatorio e sono responsabili di far circolare il sangue in tutto il corpo. Capire come funzionano, in che modo sono strutturati e quali ruoli svolgono è fondamentale non solo per superare quiz o esami, ma anche per rispondere con precisione a domande tipiche di test di ingresso in ambito medico o scientifico. Arterie: Trasporto del Sangue dal Cuore Le arterie sono vasi sanguigni che trasportano il sangue dal cuore verso i vari organi e tessuti del corpo. Sono caratterizzate da pareti spesse ed elastiche che consentono loro di sopportare la pressione sanguigna molto alta che si genera con ogni battito del cuore. Le pareti delle arterie sono costituite da tre strati principali: Tonaca intima: è lo strato interno, formato da un singolo strato di cellule epiteliali chiamato endotelio. Tonaca media: è lo strato intermedio, composto principalmente da tessuto muscolare liscio che consente alle arterie di contrarsi e spingere il sangue in avanti. Tonaca avventizia: è lo strato esterno, formato da tessuto connettivo ricco di fibre elastiche che dà forza alla parete arteriosa. Il sangue che scorre nelle arterie è sottoposto a una pressione elevata, e il flusso sanguigno ha un movimento pulsante che segue il ritmo del battito cardiaco. Questo movimento è favorito dalla capacità delle arterie di contrarsi grazie al loro strato muscolare. Vene: Il Ritorno del Sangue al Cuore Le vene sono vasi sanguigni che trasportano il sangue dalla periferia del corpo verso il cuore. Rispetto alle arterie, le vene hanno pareti più sottili ed estensibili. Queste pareti sono composte anche da tre strati, ma a differenza delle arterie, le vene hanno meno tessuto muscolare e poche fibre elastiche. La pressione sanguigna nelle vene è molto più bassa rispetto alle arterie, e per favorire il flusso del sangue, le vene sono assistite dalla contrazione dei muscoli scheletrici che si trovano vicino ad esse. Questi muscoli spingono il sangue verso il cuore. Un’altra caratteristica delle vene è la presenza di valvole a nido di rondine, specialmente nelle vene più grandi, che impediscono al sangue di rifluire nella direzione sbagliata. Capillari: Dove Avvengono gli Scambi I capillari sono i vasi sanguigni più piccoli e sottili. Le loro pareti sono formate da un singolo strato di cellule epiteliali, chiamato endotelio, che permette uno scambio diretto tra il sangue e i tessuti circostanti. La funzione principale dei capillari è facilitare lo scambio di sostanze nutritive, ossigeno, anidride carbonica e rifiuti metabolici tra il sangue e le cellule. Il flusso sanguigno nei capillari è molto lento, il che consente a queste sostanze di attraversare facilmente le pareti sottili per diffusione o altri meccanismi di trasporto. Questo scambio è essenziale per mantenere in salute i tessuti del corpo e per eliminare i prodotti di scarto del metabolismo. Riassunto delle Differenze Fondamentali Arterie: Trasportano sangue dal cuore, hanno pareti spesse ed elastiche, e il flusso è pulsante. Vene: Portano il sangue al cuore, con pareti sottili ed estensibili, e il flusso sanguigno è aiutato dalla contrazione dei muscoli scheletrici. Capillari: Vasi molto sottili dove avvengono gli scambi di gas, nutrienti e rifiuti tra il sangue e i tessuti. Questi concetti sono fondamentali per affrontare con successo i test di ingresso nelle facoltà di medicina, biologia o in ambiti sanitari. Comprendere bene la struttura e le funzioni di ciascun tipo di vaso sanguigno ti permetterà di rispondere con precisione anche alle domande più specifiche sui sistemi circolatorio e cardiovascolare.

Contrazione muscolare: actina, miosina, ATP e calcio
Ti chiedono spesso: “Quali proteine fanno scivolare i filamenti?”, “Perché serve il calcio?”, “Che differenza c’è tra contrazione isometrica e isotonica?” Nei test d’ingresso di Medicina, Professioni sanitarie, Scienze Motorie (e non solo) queste domande compaiono di continuo. Oggi le ripassiamo una volta per tutte, con spiegazioni lineari ed esempi nuovi, così quando vedrai le crocette saprai dove mettere la X senza esitare. I filamenti sottili: actina, troponina e tropomiosina I filamenti sottili sono composti da due catene elicoidali di actina avvolte insieme. Su di esse si adagiano: Tropomiosina, lunga proteina che copre il sito di legame per la miosina. Troponina, complesso proteico che cambia forma quando lega Ca²⁺. Da ricordare per il quiz: senza calcio, la tropomiosina resta al suo posto e la miosina non può agganciarsi. I filamenti spessi: miosina con coda e testa Ogni filamento spesso contiene circa 200 molecole di miosina. Ogni miosina possiede: una coda che si dispone parallela alle altre code; una testa globulare mobile che si piega come un braccio. Le teste si attaccano all’actina, formano ponti trasversali e con un colpo di leva trascinano il filamento sottile verso il centro del sarcomero. Dallo stimolo nervoso allo scorrimento dei filamenti Il potenziale d’azione raggiunge la fibra muscolare. Il reticolo sarcoplasmatico rilascia Ca²⁺. Il calcio lega la troponina → la tropomiosina si sposta → il sito sull’actina si libera. Le teste di miosina, cariche di ATP, si agganciano all’actina e tirano. Le linee Z si avvicinano: il sarcomero si accorcia, la banda I si riduce, la zona H scompare. Quando lo stimolo finisce, la pompa del calcio riporta Ca²⁺ nel reticolo e il muscolo si rilassa. Contrazione isometrica e contrazione isotonica Contrazione isometrica: la lunghezza del muscolo resta invariata mentre il tono aumenta. Esempio: tenere una valigia ferma all’altezza del ginocchio. Contrazione isotonica: il muscolo si accorcia mentre il tono rimane costante. Esempio: sollevare la valigia dal pavimento fino al tavolo. ATP: carburante indispensabile L’idrolisi dell’ATP permette alla testa di miosina di staccarsi dall’actina, ricaricarsi e riattaccarsi più avanti. In assenza di ATP i ponti miosina-actina restano bloccati, causa del rigor mortis. Come si rigenera l’ATP Sforzo leggero e prolungato → respirazione aerobica → produzione abbondante di ATP, poco lattato. Sforzo intenso e rapido → glicolisi anaerobica → ATP veloce, formazione di acido lattico → affaticamento. L’acido lattico raggiunge il fegato, dove viene riconvertito in glucosio consumando ulteriore ossigeno: è il famoso debito di ossigeno. Mioglobina: deposito di ossigeno interno Proteina con un solo gruppo eme e affinità per l’O₂ più alta di quella dell’emoglobina: Cattura l’ossigeno dal sangue. Lo rilascia quando la fibra ne ha più bisogno, prolungando la produzione aerobica di ATP. Fibre rosse e fibre bianche: caratteristiche chiave Fibre rosse (a contrazione lenta) Contrazione: più lenta e continua. Mitocondri: numerosi. Mioglobina: abbondante (colore rosso scuro). Funzione: postura, resistenza di lunga durata (maratona, stabilità). Fibre bianche (a contrazione rapida) Contrazione: rapida e potente. Mitocondri: pochi. Mioglobina: scarsa, ma molto glicogeno e enzimi di glicolisi. Funzione: sprint, sollevamento pesi, movimenti esplosivi. Confronto essenziale tra muscolo striato e muscolo liscio Muscolo striato (scheletrico) Cellule polinucleate fuse in fibre cilindriche di 10–100 μm. Bande chiare e scure visibili. Controllo volontario tramite sistema nervoso centrale. Contrazione rapida per muovere lo scheletro e interagire con l’ambiente. Muscolo liscio (viscerale) Cellule singole, mononucleate e fusiformi di 2–10 μm. Aspetto uniforme, privo di striature visibili. Controllo involontario via sistema nervoso autonomo, ormoni o fattori locali. Contrazione lenta che regola peristalsi, calibro dei vasi, apertura dell’iride, ecc. Nota frequente nei quiz: il muscolo che regola il flusso sanguigno è liscio.

Test Medicina Cattolica: domande di religione e simulatore
Ti stai chiedendo quante sono le domande di religione nel test di Medicina Cattolica, che cosa chiedono davvero, quali libri consiglia l’Ateneo e, soprattutto, dove puoi allenarti online con un simulatore che le riproduce in modo fedele? Qui trovi una spiegazione chiara della sezione di cultura etico-religiosa, il programma ufficiale aggiornato al bando 2025-26 e una guida passo-passo per usare TestBuddy, il simulatore avanzato che concentra in un’unica piattaforma tutta la pratica di cui hai bisogno. Che cosa sono le domande di religione e quanto pesano Nel test di ammissione dell’Università Cattolica 5 quesiti su 60 sono dedicati alla cultura etico-religiosa (nel bando 2025/26: 60 minuti di prova, +1 punto risposta esatta, –0,25 errore). Anche se il loro peso è “solo” l’8 %, sbagliare significa perdere punti preziosi in una graduatoria spesso decisa da frazioni di punto. Tema degli argomenti Fondamenti del Catechismo (Creazione, Sacramenti, Comandamenti) Dottrina sociale: dignità della persona, solidarietà, bene comune Bioetica cattolica: inizio e fine vita, fecondazione assistita, eutanasia Encicliche contemporanee (Caritas in veritate, Laudato Si’, Fratelli Tutti) Il bando rimanda a un elenco di testi disponibili sul portale istituzionale come “bibliografia consigliata” : tienilo sottomano per verificare ogni anno eventuali aggiornamenti. Programma ufficiale: i testi da avere sulla scrivania L’elenco pubblicato dall’Università Cattolica include, di regola, il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, la Nuova carta degli operatori sanitari, il documento Dignitas Personae e le encicliche sociali più recenti. Aggiungi la costituzione conciliare Gaudium et Spes per coprire la parte antropologica. Segna i capitoli, evidenzia le definizioni e abbina subito la teoria ai quiz in piattaforma per “cementare” le nozioni. Dove allenarti: il simulatore avanzato di TestBuddy L’Universo dei test è vasto, ma per la sezione religiosa del test Cattolica ti serve soprattutto un simulatore che riproduca: domande a risposta multipla con cinque opzioni timer da 60 minuti totali + cronometro individuale per ogni quesito report dettagliato con percentuali, tempi medi e confronto con la community TestBuddy nasce proprio con questo scopo: 30 000+ quesiti in banca dati, di cui migliaia mappati su †700 micro-argomenti per allenamento mirato Modalità Allenamento Rapido, Personalizzato, Ripasso Errori e Simulazioni identiche al giorno del test Statistiche avanzate (grafico radar, cronologia, graduatorie mensili) che isolano i punti deboli materia per materia Buddy, assistente AI 24/7 che spiega il perché di ogni risposta e suggerisce il prossimo step di studio Come usare TestBuddy passo a passo Registrazione e scelta corso Entra su testbuddy.it o nell’app (iOS/Android), crea l’account e seleziona Test Cattolica per Medicina. Home personalizzata Cambia corso in alto a sinistra se vuoi provare altre facoltà, accedi al profilo e – se vuoi tutte le funzioni – passa a Premium con un clic. Sezione “Esercitati” Allenamento Veloce: spunta solo Cultura etico-religiosa e imposta 10 domande, cronometro 8 minuti per simulare la pressione reale. Allenamento Personalizzato: filtra su “Bioetica” o “Encicliche” per sessioni mirate. Ripassa i tuoi errori per ripetere finché raggiungi il 90 % di risposte corrette. Simulazioni: genera prove complete da 60 domande o usa le simulazioni ufficiali dello staff. Lezioni teoriche integrate Oltre 1 000 articoli, 175 mnemofrasi e formulari: ideale per rivedere la differenza tra magistero ordinario e straordinario o la definizione di bene comune senza aprire decine di libri. Statistiche Grafico radar per visualizzare in rosso le lacune (religione diventa un “petalo” del grafico): ripeti allenamenti finché il petalo si estende oltre l’80 %. Buddy AI Chatta con l’assistente: chiedigli un riassunto di Caritas in veritate o un trucco mnemonico per i sette Sacramenti; lui attinge al Manuale Digitale interno e ti restituisce spiegazioni sintetiche.

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