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IMAT English certification: what really counts
When preparing for the IMAT, one of the most common sources of confusion is the English requirement. Students often ask whether an English certificate is mandatory, which certificates are accepted, and what happens if they already hold a B2 qualification that is not listed everywhere. This article is meant to clarify what you actually need to do, how the English certification fits into the IMAT process, and how to move forward without unnecessary stress or wrong assumptions. All the information shared here comes directly from the official ministerial documents regulating the IMAT. The purpose is to connect those documents with practical decisions students need to make while preparing for the exam. Is an English certificate required to take the IMAT? For EU and Italian candidates, the answer is no. An English certificate is not mandatory in order to register for the IMAT or to sit the exam. During the application on Universitaly, candidates are simply asked whether they already hold an English language certification. This field is optional. This means that even without any certificate, you can complete your registration and take the IMAT regularly. This point is essential, because many students mistakenly believe that lacking a certificate could block their access to the test. That is not the case. Why does the English certification exist then? The English certification does not increase your score. It does not give extra points and does not improve your ranking directly. Its role is limited to one specific scenario: tie-breaking. If two or more candidates obtain the same total IMAT score, the ranking is decided using additional criteria. After comparing subject scores, if the tie still remains, priority is given to the candidate who declared a recognized English certification, provided it was obtained before the application deadline. So the certification is a secondary criterion, not a performance booster. When and how the certificate must be declared If you have an English certification, it must be declared during the IMAT application on Universitaly. There are two key conditions: the certificate must be already obtained by the application deadline being registered for an exam or waiting for results is not sufficient The declaration is made through self-certification, and universities may later verify the documentation. Which English certifications are accepted for the IMAT For the IMAT, it is not enough to hold a generic “B2” or “C1” level. Only the certifications explicitly included in the official ministerial list are considered valid. Recognized certifications include those issued by institutions such as: Cambridge English IELTS TOEFL ETS Trinity College London Pearson PTE General City and Guilds EDI Each certification corresponds to specific CEFR levels, depending on the test and score achieved. In addition, students who have completed at least one academic year in a program fully taught in English may have their language proficiency recognized automatically, according to the official rules. Is LanguageCert B2 accepted for the IMAT? This is where confusion often arises. LanguageCert B2 is a valid English certification in many academic and professional contexts. However, for IMAT purposes, only certifications included in the official ministerial list are considered. Since LanguageCert is not included in that list, it cannot be used as a valid English certification for IMAT tie-breaking purposes. This does not mean the certificate has no value. It simply means that it is not applicable within this specific admission procedure. What if you only have LanguageCert? If you are an EU or Italian candidate and your only English certification is LanguageCert B2: you can register for the IMAT without issues you can sit the exam normally you just cannot use that certificate as a tie-breaking criterion For most students, this does not affect their chances at all. The IMAT outcome depends primarily on the exam score, not on the presence of a certificate. Students who want full coverage even in tie scenarios should make sure they obtain one of the certifications included in the official list within the required timeframe. Why focusing on preparation matters more than paperwork The English certificate is an administrative detail. What truly determines admission is how well you perform on the IMAT. That is why, while understanding the rules is important, the priority should always be structured preparation, realistic simulations, topic-by-topic practice and continuous performance tracking. This is exactly the gap TestBuddy was created to fill: helping students prepare for admission tests in a clear, organized and low-anxiety way, using simulations, analytics and adaptive study paths that show real progress over time. Official sources All the information in this article is based on official IMAT documentation, including: the IMAT ministerial decree and annexes published by the Ministry of University and Research the Universitaly application guidelines for IMAT candidates The full and updated documents can be consulted through the official IMAT decree and the Universitaly portal.

Certificazione inglese IMAT: cosa conta davvero
Quando ci si prepara all’IMAT, prima o poi arriva sempre lo stesso dubbio. La certificazione di inglese serve davvero? È obbligatoria? La mia certificazione è riconosciuta oppure no? In questo articolo affrontiamo proprio queste domande, una per una, spiegando cosa è richiesto davvero, quando la certificazione conta e cosa succede se si ha una certificazione come LanguageCert B2. L’obiettivo è chiarire le regole in modo semplice, senza tecnicismi inutili, così da sapere esattamente come comportarsi durante l’iscrizione e la preparazione al test. Le informazioni che seguono derivano esclusivamente dai documenti ufficiali del Ministero relativi all’IMAT, in particolare dal decreto ministeriale e dagli allegati pubblicati per l’ultimo anno disponibile. I riferimenti diretti ai documenti sono indicati all’inizio e riepilogati alla fine dell’articolo. La certificazione di inglese è obbligatoria per iscriversi all’IMAT? No. Per gli studenti UE e italiani, la certificazione di inglese non è un requisito obbligatorio per iscriversi all’IMAT né per sostenere la prova. Durante l’iscrizione sul portale Universitaly viene chiesto solo l’eventuale possesso di una certificazione linguistica. Questo significa che è possibile iscriversi e fare l’esame anche senza alcuna certificazione. Questo punto è fondamentale, perché spesso genera ansia inutile. L’IMAT è un test di logica, biologia, chimica, matematica e fisica, svolto in lingua inglese, ma non richiede di presentare una certificazione per accedere alla prova, se si è cittadini UE. Allora a cosa serve davvero la certificazione di inglese? La certificazione di inglese non aumenta il punteggio del test. Non dà bonus, non aggiunge punti, non migliora il risultato della prova. Serve solo in una situazione molto specifica: in caso di parità di punteggio in graduatoria. Se due candidati ottengono lo stesso punteggio finale, la graduatoria viene ordinata seguendo alcuni criteri. Dopo il confronto sui punteggi delle singole materie, se la parità resta, prevale il candidato che ha dichiarato una certificazione linguistica riconosciuta, purché fosse già posseduta entro la chiusura delle iscrizioni. Quindi la certificazione è un criterio di precedenza, non uno strumento per “salire” in graduatoria. Quando e come va dichiarata la certificazione La certificazione, se posseduta, va dichiarata direttamente in fase di iscrizione sul portale Universitaly. Ci sono due regole importanti da rispettare: la certificazione deve essere già stata conseguita entro la data di chiusura delle iscrizioni non basta essere iscritti all’esame o in attesa del risultato La dichiarazione avviene in autocertificazione. Questo vuol dire che l’università può successivamente fare controlli e chiedere la documentazione ufficiale. Quali certificazioni di inglese sono riconosciute per l’IMAT Per l’IMAT non conta il livello in astratto, come “B2” o “C1”. Conta esclusivamente l’elenco delle certificazioni riconosciute indicato nel documento ufficiale del Ministero. Tra quelle accettate rientrano, a seconda del livello, le certificazioni rilasciate da enti come: Cambridge English IELTS TOEFL ETS Trinity College London Pearson PTE General City and Guilds EDI Per ciascuna certificazione sono previsti livelli specifici che corrispondono al B2, C1 o C2 del Quadro Comune Europeo. Un altro aspetto importante è che chi ha frequentato almeno un anno scolastico in un percorso con didattica interamente in inglese può vedersi riconosciuto automaticamente il requisito linguistico, secondo quanto previsto dalle regole ministeriali. LanguageCert B2 è riconosciuta per l’IMAT? Qui serve molta chiarezza. LanguageCert B2 è una certificazione valida in generale, riconosciuta in molti contesti accademici e lavorativi. Tuttavia, ai fini dell’IMAT, quello che conta è solo l’elenco ufficiale previsto dal Ministero. In quell’elenco, LanguageCert non risulta indicata. Questo significa che, per l’IMAT, non può essere utilizzata come certificazione linguistica valida per il criterio di precedenza in graduatoria. Non vuol dire che la certificazione “non valga”. Vuol dire semplicemente che non è utilizzabile in questa specifica procedura, perché non rientra tra quelle previste. Cosa succede se si ha solo LanguageCert Se si è cittadini UE o italiani e si ha una certificazione LanguageCert B2: ci si può iscrivere all’IMAT senza alcun problema si può sostenere regolarmente il test semplicemente non si potrà usare quella certificazione come titolo di precedenza in caso di parità di punteggio Per molti studenti questo non cambia nulla, perché la certificazione incide solo in casi molto specifici. Chi invece vuole coprirsi anche su questo aspetto deve assicurarsi di possedere, entro i tempi previsti, una certificazione tra quelle incluse nell’elenco ministeriale. Perché è importante concentrarsi sul test, non solo sulla certificazione La certificazione di inglese è un dettaglio amministrativo. Il vero fattore che determina l’ammissione è il punteggio dell’IMAT. Per questo, mentre si chiariscono questi aspetti burocratici, ci si deve preparare in modo serio e strutturato sul contenuto del test. Allenarsi con simulazioni realistiche, capire come si distribuiscono i punteggi, individuare i propri punti deboli e monitorare i miglioramenti nel tempo fa una differenza enorme. È proprio per questo che esiste TestBuddy: una piattaforma pensata per studiare in modo organizzato, senza ansia, con simulazioni, esercizi per argomento, statistiche chiare e strumenti che aiutano a capire davvero a che punto si è nella preparazione. Fonti ufficiali Le informazioni contenute in questo articolo derivano dai documenti ufficiali relativi all’IMAT, in particolare: Decreto ministeriale IMAT e allegati pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca Indicazioni operative del portale Universitaly per l’iscrizione alla prova I riferimenti completi e aggiornati sono disponibili nei documenti ufficiali consultabili tramite i link istituzionali del decreto IMAT e del portale Universitaly.

Decreto Ministeriale Medicina 1115 e graduatorie: cosa cambia
Quando esce un decreto ministeriale a ridosso delle feste, è normale che crei confusione. Molti studenti si sono trovati a chiedersi cosa cambia davvero, quali regole sono state fissate nero su bianco e, soprattutto, cosa succede adesso dopo il semestre filtro. Con questo articolo andiamo a spiegare il contenuto reale del Decreto Ministeriale 1115, quello pubblicato a fine dicembre, concentrandoci solo sulle modifiche operative: graduatorie, fasce, scadenze, immatricolazioni, ripescaggi e corsi affini. Non parliamo del modello teorico del semestre filtro, ma di come il Ministero ha deciso di farlo funzionare nei fatti. Tutte le informazioni derivano dal decreto ufficiale e dai suoi allegati, citati all’inizio e riepilogati alla fine. Fonti ufficiali di riferimento Le informazioni riportate derivano esclusivamente dal decreto ministeriale e dai relativi allegati ufficiali pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca: Decreto Ministeriale n. 1115 del 22 dicembre 2025 Testo PDF del decreto Allegati ufficiali 1, 2 e 3 Cosa disciplina davvero il Decreto Ministeriale 1115 Il decreto non introduce il semestre filtro. Quello esiste già. Questo provvedimento serve a regolare tutto ciò che succede dopo: pubblicazione delle graduatorie modalità di assegnazione delle sedi scadenze per immatricolazioni e ripescaggi gestione dei posti residui accesso ai corsi affini regole per trasferimenti e anni successivi È il decreto che trasforma i risultati degli esami in posti universitari reali. Le graduatorie nazionali e la divisione in nove sezioni Il decreto stabilisce che le graduatorie nazionali non sono un elenco unico, ma sono articolate in nove sezioni di merito. Le graduatorie riguardano: Medicina e Chirurgia Odontoiatria e Protesi Dentaria Medicina Veterinaria e sono separate tra: studenti UE e non UE residenti in Italia studenti non UE residenti all’estero Ogni studente, accedendo alla propria area riservata su Universitaly, può visualizzare: punteggio totale fascia di appartenenza sede universitaria assegnata o iscrivibile ordine di preferenza utilizzato Questi dati sono usati solo per le procedure di assegnazione e immatricolazione e vengono conservati per un periodo limitato. Come funziona l’assegnazione della sede Lo studente non sceglie liberamente una sede dopo la graduatoria. La sede viene assegnata in base a tre elementi combinati: punteggio ottenuto fascia di merito preferenze indicate in fase di iscrizione L’assegnazione avviene alla prima sede utile, seguendo l’ordine delle preferenze. Se una sede non ha più posti disponibili, il sistema passa automaticamente alla successiva. Questo significa che le preferenze contano davvero e non sono un dettaglio formale. Le scadenze per l’immatricolazione iniziale Il decreto fissa date molto rigide. Dalle ore 16.00 dell’8 gennaio 2026 vengono pubblicate le graduatorie nazionali nominative. Da quel momento parte una finestra precisa: lo studente deve immatricolarsi entro il 14 gennaio 2026 chi non completa l’immatricolazione decade automaticamente la decadenza comporta la perdita del posto, senza possibilità di recupero Non sono previste proroghe individuali. Il sistema è pensato per essere rapido e definitivo. Cosa succede se non ci si immatricola nei tempi Il decreto è molto chiaro su questo punto. Chi non si immatricola entro i termini: perde il diritto al corso assegnato non può recuperare quella sede in seguito può essere indirizzato verso i corsi affini, se rientra nei requisiti Il posto lasciato libero viene immediatamente rimesso in gioco per le assegnazioni successive. Le assegnazioni successive e i ripescaggi A partire dal 16 gennaio 2026, il sistema utilizza i posti rimasti liberi per nuove assegnazioni. Gli studenti che: non risultano immatricolabili nelle sedi scelte oppure non hanno ottenuto una sede utile possono effettuare nuove scelte tra tutte le sedi che presentano disponibilità residua. Questa procedura avviene solo online, tramite Universitaly, ed è limitata nel tempo. Chi ottiene una nuova assegnazione deve: immatricolarsi entro il 24 gennaio 2026 rispettare le procedure amministrative della sede Anche in questa fase, il mancato rispetto delle scadenze comporta la decadenza. La pubblicazione definitiva delle graduatorie Il decreto stabilisce che: le graduatorie definitive dei corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria sono pubblicate il 28 gennaio 2026 dopo questa data, i posti residui vengono gestiti direttamente dagli atenei per casi specifici Non esistono ulteriori scorrimenti nazionali oltre quelli previsti dal calendario ufficiale. L’assegnazione ai corsi affini Gli studenti che non rientrano in posizione utile per i corsi principali vengono assegnati ai corsi affini, secondo: il punteggio ottenuto le preferenze indicate la disponibilità dei posti La graduatoria dei corsi affini viene pubblicata il 28 gennaio 2026 e segue un calendario autonomo, con: nuove finestre di immatricolazione ulteriori scorrimenti eventuali assegnazioni d’ufficio in base alla prossimità geografica Anche qui, il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del posto. Trasferimenti, cambi di sede e anni successivi Il decreto chiarisce anche cosa succede dopo il primo anno. Non vengono programmati posti aggiuntivi negli anni successivi. I posti disponibili derivano solo da: rinunce trasferimenti abbandoni passaggi ad altri corsi Gli atenei pubblicano avvisi specifici e gli studenti possono presentare domanda solo in presenza di un bando ufficiale. Per i trasferimenti da università estere o da altri atenei italiani: vengono valutati i crediti vengono verificate le propedeuticità il tutto è subordinato alla reale disponibilità di posti Non è mai consentita l’iscrizione in sovrannumero. Perché questo decreto cambia il modo di prepararsi Il Decreto Ministeriale 1115 rende evidente una cosa: non basta superare gli esami, serve controllare ogni passaggio. Graduatorie divise in fasce, scadenze ravvicinate, assegnazioni automatiche e decadenze immediate significano che ogni errore organizzativo pesa quanto un errore di studio. È proprio per questo che sempre più studenti scelgono strumenti che permettono di: monitorare costantemente il proprio livello capire in anticipo se il punteggio è competitivo prepararsi agli esami senza navigare alla cieca TestBuddy nasce esattamente per questo: aiutare a studiare con metodo, dati e simulazioni, riducendo l’ansia e aumentando il controllo in un sistema che non lascia spazio all’improvvisazione. Riepilogo fonti ufficiali Decreto Ministeriale n. 1115 del 22 dicembre 2025 Testo PDF del decreto Allegati ufficiali 1, 2 e 3

Analisi della prova di Fisica del Semestre Filtro 2° sessione
Oggi analizziamo insieme la seconda prova di Fisica del Semestre Filtro, pubblicata nei documenti ufficiali del ministero, e cerchiamo di capire come si è trasformata rispetto alla prima sessione, quali parti del syllabus sono state realmente utilizzate e quali invece sono rimaste molto ampie solo sulla carta. L’idea è aiutare chi si sta preparando a orientarsi senza confusione, andando dritti al punto: quali argomenti sono stati scelti dai docenti, dove si è alzata la difficoltà e su cosa conviene concentrarsi per non ritrovarsi spiazzati nelle prossime sessioni. Il nostro obiettivo come team è offrire una guida chiara e ragionata, costruita sulla base del syllabus ufficiale previsto dal decreto ministeriale e sulla prova autentica della seconda sessione di Fisica, disponibile nel documento ufficiale del ministero. Da qui parte tutta l’analisi, così da aiutare gli studenti a collegare ciò che devono studiare con ciò che effettivamente viene chiesto in sede d’esame. Il syllabus ufficiale: un programma enorme e molto più ampio delle domande reali Il programma di Fisica indicato dal decreto è davvero vasto. Comprende praticamente tutta la fisica classica: meccanica, fluidi, onde, termodinamica, elettricità, magnetismo, ottica e radiazioni. Include anche capitoli avanzati come corpo rigido, momento angolare, tensione superficiale, induzione elettromagnetica, radioattività, lenti complesse e microscopio. È importante ricordarlo perché il divario tra quanto è previsto e quanto finisce davvero nelle prove è enorme. Il syllabus fissa il perimetro, ma poi i docenti selezionano solo frammenti molto specifici, in modo spesso ripetitivo tra una sessione e l’altra. Come si collocava la prima sessione e perché la seconda ha cambiato ritmo Nella prima sessione la prova era prudente. Esercizi corti, molto scolastici, nessun concetto avanzato. Una selezione che si poteva affrontare con sicurezza se si conoscevano i fondamentali. Con la seconda sessione, il livello percepito dagli studenti cambia subito. Non è un’impressione: analizzando domanda per domanda si vede che la scelta degli argomenti è più tecnica, più ampia e spesso più concettuale. È come se i docenti avessero deciso di utilizzare davvero parti del syllabus che nella prima prova non erano state toccate. L’esame rimane coerente, ma non più “tranquillo”. Adesso serve una preparazione che non si limiti alla superficie. I capitoli centrali della seconda sessione Termodinamica: la parte che cresce di più La seconda prova introduce una porzione di termodinamica più tecnica e più aderente al syllabus intermedio: Gas reali, con attenzione al fatto che PV = nRT non è più utilizzabile senza correzioni. Energia interna espressa correttamente con n cV ∆T. Capacità termica totale, non solo calore specifico. Entropia come funzione di stato e confronto tra trasformazioni reversibili e irreversibili. Lavoro nelle trasformazioni isobare, inclusa la variazione di segno nella trasformazione inversa. Questi argomenti non comparivano nel primo appello, che si era limitato agli aspetti più elementari dei gas perfetti e al rendimento di Carnot. Nella seconda sessione i docenti hanno ampliato il raggio d’azione inserendo domande che richiedono di capire il processo, non solo applicare una formula. Fluidi: blocco fondamentale e ricorrente I fluidi continuano a essere il capitolo più ricorrente e strutturato. In questa seconda sessione compaiono: Galleggiamento con carico aggiuntivo, più complesso della zattera base della prima sessione. Pressione sul sub a 50 m, che richiede sommare pressione atmosferica e idrostatica. Numero di Reynolds, grandezza adimensionale che appartiene alle parti avanzate del syllabus. Frazione immersa calcolata da densità diverse. È evidente che i docenti prediligono esercizi applicativi, spesso con scenari ripetuti tra le sessioni ma con difficoltà crescente. Onde e acustica: dal livello base al livello applicato La seconda sessione introduce una parte più viva e interessante delle onde: Intensità sonora e livello in decibel, con il significato fisico di 0 dB. Potenza trasportata dall’onda quando la frequenza raddoppia. Effetto Doppler calcolato con un aumento percentuale di frequenza. Propagazione del suono e impossibilità di trasmetterlo nel vuoto. Nella prima sessione si vedevano solo frequenza, lunghezza d’onda e piccole definizioni. Qui invece il capitolo onde diventa un vero argomento d’esame. Elettricità e magnetismo: più concetti, meno circuiti Nessuna resistenza, nessun circuito, niente legge di Ohm. La seconda prova sceglie un altro approccio: Equipotenziali di una carica puntiforme. Linee di campo all’interno di un condensatore ideale. Energia di una carica che attraversa una differenza di potenziale. Linee di forza del campo magnetico come curve chiuse. La richiesta è riconoscere la struttura del campo, non fare conti elettrici. Questo è perfettamente in linea con la versione teorica del syllabus. Ottica: fenomeni chiave e molto ricorrenti La seconda sessione porta due elementi molto classici: Rifrazione in una lastra a facce parallele, con la traslazione del raggio. Riflessione totale come principio delle fibre ottiche. Sono concetti importanti e spesso intuitivi, che ritornano perché sono applicazioni chiare delle leggi dell’ottica geometrica. Conversioni e grandezze fisiche: immancabili La seconda sessione contiene numerosi esercizi di: conversione tra unità di misura riconoscimento di grandezze adimensionali trasformazione di velocità e accelerazioni passaggio da Pascal a atmosfere equivalenze tra litri, dm³ e cm³ Sono domande brevi ma decisive, presenti in entrambe le prove e quasi sempre fonte di errori rapidi. Le parti enormi del syllabus che non compaiono neanche nella seconda sessione Ci sono capitoli del syllabus che non sono stati toccati in nessuna delle due prove: Corpo rigido e rotazioni Tensione superficiale e legge di Laplace Modulo di Young e deformazioni Induzione elettromagnetica (Faraday, Lenz, Biot Savart) Circuiti RC Radioattività e decadimenti nucleari Leggi della radiazione (Wien, Stefan Boltzmann) Ottica avanzata, soprattutto il microscopio Sono argomenti che rimangono parte del programma, ma che per ora non entrano nella selezione effettiva delle prove. Il profilo che emerge dai docenti dopo questa seconda sessione Dopo due prove si intravedono scelte molto coerenti: centralità dei fluidi in tutte le loro forme applicate crescita evidente di termodinamica intermedia valorizzazione di onde e acustica passaggio dall’elettricità di base al concetto di campo interesse stabile per l’ottica geometrica presenza costante di unità di misura e conversioni esclusione quasi totale della fisica avanzata del syllabus La seconda sessione non rompe la logica della prima, ma la rende più profonda. Chi studia deve saper andare oltre la fisica da liceo e sviluppare un ragionamento consapevole sulle grandezze fisiche. Come si inserisce TestBuddy in questa preparazione Una prova costruita in questo modo richiede una preparazione ampia ma organizzata. Molti studenti hanno una percezione immediata di difficoltà crescente perché il salto tra prima e seconda sessione è reale, e serve un sistema che aiuti a isolare gli argomenti davvero ricorrenti. Ed è qui che come team abbiamo costruito TestBuddy: per permettere a chi studia di non sprecare tempo, di allenarsi su ciò che conta e di misurare davvero i miglioramenti con simulazioni, percorsi mirati e analisi dei punti deboli. L’idea è rendere la preparazione qualcosa che dà confidenza, non ansia, e aiutare a capire rapidamente se si è pronti per una prova che ora richiede più consapevolezza e meno memorizzazione. Fonti ufficiali utilizzate nell’articolo Prova ufficiale di Fisica della seconda sessione, disponibile nella pagina ministeriale del secondo appello.

Analisi della prova di Chimica del Semestre Filtro 2° sessione
Oggi andiamo a capire insieme cosa è davvero successo nella prova di Chimica della seconda sessione del Semestre Filtro, quali argomenti sono stati selezionati dai professori, quanto la prova rispecchia il syllabus ufficiale e su cosa ci si deve concentrare mentre ci si prepara. È una domanda che ci è arrivata da tantissimi studenti dopo l’uscita del secondo appello, quindi in questo articolo analizziamo il contenuto effettivo dell’esame e lo mettiamo in relazione con ciò che è previsto dal decreto ministeriale. Le informazioni qui riportate derivano dal syllabus ufficiale previsto dal decreto e dalla prova reale della seconda sessione, consultabile nel documento pubblicato dal Ministero tramite link ufficiale del Ministero. Una seconda sessione più tecnica della prima La prima cosa che colpisce, confrontando la seconda sessione con la prima, è che i professori hanno mantenuto la stessa struttura generale della prova, ma hanno aumentato la profondità degli argomenti. Non vengono introdotti temi nuovi rispetto al syllabus, ma si nota una selezione più precisa e un uso maggiore delle parti applicative della chimica: acidi e basi, tamponi, soluzioni, proprietà colligative, equilibri, biochimica strutturale. È qui che si gioca la difficoltà della prova, non in esercizi numerici complicati o in organica avanzata come potrebbe far temere il syllabus. Come il syllabus incontra davvero la prova della 2° sessione Il syllabus ufficiale è estremamente ampio e sulla carta copre tutto: dall’atomo agli aromatici avanzati, dai gruppi funzionali alla stereochimica complessa, fino alla termodinamica approfondita e alle reazioni organiche a più stadi. Nella realtà della seconda prova, i professori hanno selezionato solo quello che serve davvero per valutare la preparazione di chi si avvia verso un percorso biomedico. Le parti più presenti nella prova sono state: chimica generale, soluzioni e colligative, acidi e basi, tamponi fisiologici, equilibri e redox, biochimica delle molecole fondamentali, organica di base senza meccanismi complessi. La sintonia tra prova e programma è buona, ma non totale: molte parti del syllabus sono formalmente presenti, ma praticamente assenti nell’esame. Gli argomenti più frequenti della seconda sessione Chimica generale chiaramente favorita Gli argomenti richiesti sono rimasti molto simili al primo appello, ma con domande strutturate per verificare una comprensione più solida: isotopi, configurazioni elettroniche, strutture essenziali di sali comuni, stati della materia, solubilità dei gas in acqua, tensione di vapore e comportamento con la temperatura. L’esame privilegia la capacità di leggere i fenomeni chimici, senza sovraccaricare con formule avanzate. Soluzioni e proprietà colligative più presenti In questa seconda sessione le domande su: pressione osmotica, soluzione fisiologica e innalzamento del punto di ebollizione, legge di Henry, legge di Raoult, dipendenza dalla frazione molare, sono state più tecniche rispetto alla prima sessione. È chiaro che la commissione considera questa parte un pilastro della verifica, perché rappresenta la base concettuale di molti fenomeni biologici. Acidi, basi, tamponi e Kw al centro della prova La parte acido base è la più ricorrente in assoluto dell’intero Semestre Filtro, e nella seconda sessione questo è ancora più evidente: pH di acidi forti anche molto diluiti, interpretazione di soluzioni tampone, ruolo del tampone bicarbonato fosfato proteine nel sangue, dipendenza di Kw dalla temperatura, Brønsted e comportamento dei sali, equazione di Henderson Hasselbalch. Non c’è nulla di casuale: questa parte del syllabus è quella che più entra nella fisiologia e nella biochimica, ed è infatti la più valorizzata nella prova. Redox essenziali ma ben inserite Le domande non sono mai complicate, ma richiedono sicurezza: riconoscere reazioni redox, metodo delle semireazioni, numero di ossidazione, relazione tra energia libera e potenziale. Sono concetti chiave per chi affronta esami più avanzati e per questo vengono introdotti già qui. Organica simple e senza dettagli meccanistici L’organica rimane una parte molto ridotta rispetto a quanto previsto dal syllabus. Nella seconda sessione compaiono: epimeri (glucosio e galattosio), rottura dei legami tramite idrolisi, rigidità del doppio legame, insaturazione nei cicloalcheni, nomenclatura semplice di sostituenti. Nessuna traccia di: SN1, SN2, E1, E2, aromatici avanzati, carbocationi e carboanioni, stereochimica R e S, meccanismi complessi. È un dato importante per organizzare lo studio. Biochimica strutturale molto presente In questa seconda sessione la biochimica è stata più ricca della prima. Le domande ruotano attorno a: glicogeno come forma di riserva nel fegato e nei muscoli, colesterolo come steroide non ormonale, omega 3 e omega 6, urea come diammide dell’acido carbonico, glicina nel collagene, nucleosidi e nucleotidi, ATP e struttura base. Si tratta sempre di contenuti introduttivi, ma fondamentali per tutto quello che verrà dopo nel percorso di studio. Dove il syllabus è sproporzionato rispetto alla seconda sessione La seconda prova conferma in modo definitivo che una parte ampia del syllabus è sovradimensionata rispetto a ciò che viene valutato. Le sezioni quasi del tutto assenti nell’esame includono: organica avanzata, reazioni con meccanismi, aromatici complessi, stereochimica di alto livello, equilibri multipli di termodinamica, cinetica di Arrhenius, carboidrati nelle loro forme avanzate, derivati complessi degli acidi carbossilici. Questa sproporzione crea spesso confusione negli studenti, ma le prove reali mostrano chiaramente dove i professori vogliono concentrarsi. Dove invece il syllabus viene applicato alla lettera Le parti che governano la seconda sessione, e che il programma ufficiale tratta in modo preciso, sono: acidi e basi, soluzioni e proprietà colligative, tamponi e pH, equilibri e redox, stati della materia, solubilità dei gas, biochimica strutturale, organica di base senza complessità. È qui che bisogna costruire la preparazione. Che cosa implica tutto questo per chi ora si deve preparare La seconda sessione ha reso ancora più evidente che l’esame non premia la memoria, ma la solidità concettuale. Per questo serve un modo di studiare che non sprechi energie su parti che non vengono testate e che permetta di monitorare con precisione i progressi. Proprio per questo abbiamo creato TestBuddy, una piattaforma pensata per aiutare gli studenti a prepararsi al Semestre Filtro in modo chiaro e personalizzato, con simulazioni, percorsi su misura e un sistema intelligente che identifica subito gli argomenti da rinforzare. L’obiettivo è permettere di avvicinarsi al test con meno ansia e con più consapevolezza, costruendo una preparazione solida proprio sugli argomenti che stanno nel cuore delle prove ministeriali. Riferimenti ufficiali citati nell’articolo Prova ufficiale della 2° sessione di Chimica del Semestre Filtro

Analisi della prova di Biologia del Semestre Filtro 2° sessione
Oggi affrontiamo insieme uno dei temi che più ha dato da pensare agli studenti del Semestre Filtro: la seconda sessione della prova di Biologia, pubblicata dal Ministero e consultabile nella versione integrale qui: Prova di Biologia del 10 dicembre. Ci siamo chiesti cosa abbia reso questa prova più complessa della prima, quali parti del programma siano state davvero centrali, quali risultino secondarie e come ci si deve orientare per prepararsi senza sprecare tempo ed energie. In questo articolo approfondiamo tutto: come il syllabus ufficiale viene tradotto nella selezione, dove i docenti concentrano maggiormente le domande e quali capitoli diventano discriminanti per chi vuole superare l’esame. Una prova molto più tecnica della prima sessione La percezione generale è stata immediata: la seconda prova di Biologia è stata più tecnica, più ragionata e più selettiva rispetto alla prima. La spiegazione è semplice. Il syllabus ministeriale richiede non di ricordare concetti generali di biologia, ma di comprendere i meccanismi molecolari e cellulari che permettono alla vita di funzionare. La domanda che guida la costruzione del test è sempre la stessa: lo studente sa descrivere davvero cosa succede dentro una cellula? Per questo l’esame punta su argomenti che richiedono precisione e padronanza dei meccanismi, più che memoria pura. Dall’import delle proteine alla cromatina, dalla maturazione dell’RNA ai secondi messaggeri, la struttura della prova ripete con coerenza gli stessi blocchi centrali del syllabus, ma nella seconda sessione li sviluppa con un livello di dettaglio maggiore. Le aree del syllabus più presenti nella 2° sessione Osservando attentamente la prova emergono sette grandi capitoli, che rappresentano la parte viva del programma. Qui i docenti hanno costruito la selezione in modo costante tra primo e secondo appello, con un incremento di complessità nella seconda prova. 1. Sistema endomembranoso e traffico intracellulare Il cuore dell’esame. Ancora una volta è la parte più presente e la più selettiva. La prova insiste su: lisosomi, idrolasi e segnali come il mannosio 6 fosfato reticolo endoplasmatico liscio e rugoso apparato di Golgi, maturazioni, smistamento autofagia e fagocitosi come processi distinti import mitocondriale tramite complessi come TOM e TIM, con attenzione ai segnali ricchi in residui positivi esempi applicati come SREBP, che collega traffico, Golgi e regolazione genica Sono domande che richiedono di conoscere i percorsi, i segnali e i meccanismi. Non basta sapere cosa è un organello, serve capire come comunica con gli altri. 2. Flusso dell’informazione genetica La seconda prova è ancora più netta nello spingere su questo capitolo. Vengono richiesti in modo esplicito: replicazione del DNA, con distinzione corretta tra replicazione e trascrizione ruolo di elicasi, primasi, topoisomerasi, SSB composizione e funzione di amminoacil tRNA sintetasi legame peptidico e suoi gruppi coinvolti rRNA sia procariotico sia mitocondriale codone di inizio e amminoacido iniziale Questa parte diventa critica perché le domande usano spesso affermazioni simili per introdurre errori sottili, e ci si deve allenare a riconoscerli. 3. Cromatina, compattamento ed epigenetica Presentissima, e nella seconda prova ancora più articolata. Si passa da nozioni strutturali come: fibre a 11 nm, 30 nm e cromosoma metafasico a concetti funzionali come: metilazione del DNA modifiche istoniche DNA altamente ripetitivo e comportamento in rinaturazione È un capitolo dove si nota subito chi ha studiato solo superficialmente. Le domande chiedono la comprensione della struttura e della sua relazione con l’espressione genica. 4. Genetica mendeliana e variazioni del genoma Un altro pilastro della selezione. La seconda prova inserisce definizioni e ragionamenti più fini: cosa è un allele come si contano cromosomi e cromatidi in organismi aploidi in metafase mutazioni puntiformi come transversioni concetti come penetranza e differenze tra omologhi Qui non servono calcoli complessi, ma una logica pulita che permetta di non cadere nei tranelli. 5. Matrice extracellulare e proteine di adesione Un tema spesso sottovalutato, ma molto presente. La prova tocca: acido ialuronico come glicosamminoglicano fibronectina come ponte tra integrine e collagene degradazione della matrice tramite metalloproteasi Sono concetti fondamentali nei tessuti e nella fisiologia cellulare. 6. Comunicazione cellulare e secondi messaggeri La seconda prova approfondisce il tema della segnalazione. Compariono: differenza tra ormoni steroidei e peptidici ruolo di cAMP, IP3, DAG, Ca2+ definizione di cascata di segnalazione esempi applicati che collegano recettori, membrana e regolazione genica È un capitolo dove i meccanismi devono essere chiari, non solo ricordati. 7. Ciclo cellulare, meiosi e morte cellulare Un classico sempre presente. La seconda sessione insiste su: fasi mitotiche separazione dei cromosomi omologhi in anafase I ruolo della fase S differenze tra apoptosi e necrosi, con attenzione agli effetti fisiologici Anche qui, lo scopo è verificare la comprensione dei processi, non l’elenco delle definizioni. Le parti del syllabus quasi assenti nella prova Il syllabus è molto più ampio della prova. Alcune parti emergono pochissimo o per nulla. In particolare: evoluzione, albero della vita, One Health classi virali e cicli dettagliati bioenergetica completa citoscheletro nei suoi aspetti più avanzati genetica complessa come epistasi e mappe segnalazione molto specifica (Ras, insulinico) Questo permette di redistribuire meglio il tempo di studio. Non significa che questi argomenti vadano ignorati, ma che la selezione non si gioca qui. Come usare al meglio questa analisi nello studio del Semestre Filtro Uno degli obiettivi del nostro team è aiutare chi si prepara a non sentirsi sopraffatto dal volume di informazioni. La prova del 10 dicembre mostra chiaramente che la selezione non è casuale: punta sui capitoli più tecnici del syllabus, quelli dove si costruiscono le basi della biomedicina moderna. Per prepararsi servono: esercizi mirati sugli argomenti che il test ripete simulazioni realistiche che imitano la struttura delle domande un metodo che riduca la confusione e faccia emergere subito dove si è più deboli È esattamente il motivo per cui abbiamo costruito TestBuddy: una piattaforma che permette di studiare in modo ordinato, con il supporto dell’intelligenza artificiale e con statistiche che accompagnano passo dopo passo, così da trasformare una prova impegnativa in un percorso gestibile e chiaro. Riferimenti ufficiali citati nell’articolo Prova di Biologia del 10 dicembre

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