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Conviene accettare o rifiutare un voto del semestre filtro? La guida completa

Quando ci si ritrova davanti ai voti del semestre filtro, di solito si entra subito nel dubbio: è meglio accettare, oppure vale la pena rifiutare e tentare di migliorare nel secondo appello? Oggi andiamo a chiarire questo punto in modo semplice e diretto, spiegando cosa ha davvero senso fare, quali errori evitare e quali segnali permettono di prendere una decisione lucida invece che impulsiva. L’obiettivo è accompagnare chi sta affrontando il semestre filtro passo dopo passo, così che ogni scelta sia consapevole e coerente con il proprio percorso. Perché è una fase delicata, e capire come muoversi può fare la differenza nell’essere idonei e avere buone probabilità di entrare. La regola di base per non perdere il controllo La prima cosa da tenere a mente è che non conviene mai rischiare più di una materia. Rifiutare due o tre voti insieme significa trovarsi in una situazione molto più stressante, con meno tempo per recuperare e con una probabilità più alta di compromettere l’idoneità. Il semestre filtro richiede lucidità: quando si accumulano troppe materie da ripetere, la pressione aumenta, la gestione del tempo peggiora e la performance ne risente. Meglio ragionare in modo selettivo, non impulsivo. Quando accettare senza pensarci troppo Ci sono situazioni in cui accettare è quasi sempre la scelta più intelligente. Succede quando: Hai superato tutte e tre le materie. In questo caso sei già in una posizione sicura. L’obiettivo è arrivare idonei e, allo stato attuale, essere idonei significa avere ottime probabilità di entrare. Sei disposto a entrare ovunque. Se non hai un ateneo specifico che richiede punteggi più alti, non ha senso puntare a miglioramenti rischiosi. I tuoi voti sono compresi tra 18 e 23. Si tratta di voti in linea o appena sopra la media nazionale di chi supera il 18. Tentare di migliorare potrebbe non portare un reale vantaggio, perché la salita è possibile, ma non garantita. Non sei sicuro di poter fare meglio. Se non hai percezione chiara degli errori o non sai da dove ripartire, ripetere rischia di portarti allo stesso risultato o addirittura a un calo. Chi si trova in questo quadro dovrebbe evitare dubbi inutili: accettare significa consolidare una posizione già favorevole. Quando ha senso rifiutare Ci sono però pochi casi, molto specifici, in cui rifiutare può essere la scelta giusta. Hai preso un voto basso in una materia che conosci molto bene. Questo può succedere per agitazione, stanchezza o una giornata storta. Se sai che il voto non rispecchia la tua reale preparazione, allora migliorare è possibile. Punti a un ateneo molto competitivo. Milano, Pavia, Padova, Bologna, Firenze, Roma: sedi più ambite richiedono una media più alta. In questi casi, salire anche solo di 3 o 4 punti può fare la differenza. Hai un obiettivo realistico di miglioramento. Se nei tuoi allenamenti precedenti stavi già su voti tra 24 e 27, rifare la prova con calma e strategia può funzionare davvero. L’obiettivo più sensato è puntare a collocarsi tra 25 e 27, un range che aumenta le possibilità di ottenere la sede preferita. Tutto ciò ha senso solo se la decisione è razionale e basata su dati reali, non su speranze vaghe. La checklist di 30 secondi per decidere Una delle domande che riceviamo più spesso è: come faccio a capire, davvero, se rifiutare è un rischio inutile? Ecco la checklist più semplice da usare. Se rispondi no anche solo a una delle domande, accettare è quasi sempre la scelta migliore. Ho almeno una materia sotto 18? Sono sicuro di poter migliorare di almeno 4 o 5 punti? So con precisione quali argomenti mi hanno fatto perdere punti? Voglio davvero una sede molto ambita e sono disposto a rischiare? Queste domande servono a evitare errori comuni: rifiutare per impulso, per confronto con gli altri o per semplice paura di non essere abbastanza. Il semestre filtro non premia l’istinto, premia la chiarezza. Il dato che cambia tutto: gli idonei oggi sono meno dei posti disponibili Questo è il punto che molti studenti non considerano. Al momento, gli idonei sono meno dei posti disponibili. Ciò significa una cosa molto semplice: se sei idoneo, hai una probabilità molto alta di entrare. Non è una promessa, ma una condizione reale che cambia la strategia. Prima di rifiutare un voto, è fondamentale ricordare che il livello generale non è altissimo e che un risultato nella norma può essere sufficiente per ottenere un posto. In altre parole, è inutile rischiare quando si è già dalla parte giusta delle statistiche. Capire se il proprio voto è competitivo Le medie degli idonei offrono un riferimento prezioso. Tra chi ha superato il 18, si osservano valori tipici intorno a: Biologia: 21,9 Chimica: 21,2 Fisica: 21,2 Chi si colloca sopra il 22 in una o più materie è già oltre la media nazionale. In questo caso, rifiutare solo per perfezionismo non ha alcun vantaggio concreto. Rifiutare ha senso solo quando si è molto sotto la propria media abituale, non quando si è perfettamente dentro gli standard, o persino oltre. Cosa si può fare concretamente dopo aver visto il voto Il percorso si divide in tre possibilità molto semplici: Accettare o rifiutare La decisione va presa con calma, senza farsi influenzare dagli altri. Ognuno ha un percorso diverso, con obiettivi e prestazioni diverse. Continuare a studiare per il secondo appello Chi vuole riprovare il 10 dicembre deve riprendere subito un ritmo realistico. Non serve strafare, serve lavorare sulle lacune vere, non su tutto indistintamente. Usare un simulatore che ti mostra i punti deboli Allenarsi a caso, o basarsi solo sulla teoria, è il modo più lento per migliorare. Noi abbiamo creato TestBuddy proprio per evitare questo problema: un simulatore che analizza i tuoi errori, evidenzia gli argomenti critici e ti fa allenare con migliaia di quesiti aggiornati al semestre filtro. Sapere dove si sta sbagliando è la condizione fondamentale per capire quanto si può davvero migliorare nel secondo appello. Il ruolo di TestBuddy nel prendere una decisione più sicura TestBuddy nasce per questo: aiutare gli studenti a prepararsi in modo chiaro, monitorando i progressi giorno dopo giorno, così da non sentirsi mai persi. Si può capire il proprio livello reale, vedere quali materie tirano giù il voto, simulare con realismo e prepararsi senza ansia. È uno strumento che permette di trasformare la decisione da istintiva a consapevole. Quando si osservano i dati, ci si rende conto che spesso il problema non è la preparazione, ma l’incertezza. Avere una piattaforma che mostra come si sta migliorando rende molto più semplice scegliere se accettare o rifiutare un voto.

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Leo Fulvio Bacchilega
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Commento della prima prova di Fisica del Semestre Filtro

Oggi moltissimi studenti e studentesse hanno affrontato il primo appello di Fisica del Semestre Aperto, e tra chi è uscito dalla prova si è sentito di tutto: qualcuno l’ha trovata scorrevole, altri più impegnativa del previsto, altri ancora si aspettavano quesiti più tecnici. Per capire davvero com’è stata costruita la prova abbiamo analizzato domanda per domanda e questi sono i nostri commenti a caldo. Abbiamo confrontato la struttura del test con quanto stabilito nel syllabus ufficiale, previsto dal decreto ministeriale disponibile qui: 👉 syllabus ufficiale di Fisica e con le domande effettive del test, disponibili qui: 👉 Prova ufficiale di Fisica del Semestre Filtro Da questo confronto emerge una prova coerente, equilibrata e costruita in modo molto prudente. Cosa prevede il syllabus ufficiale di Fisica Il syllabus di Fisica è uno dei più estesi del percorso. Copre tutta la fisica classica, con applicazioni biomediche quando servono. All’interno troviamo blocchi enormi che includono: Meccanica: moto, forze, lavoro, energia, quantità di moto, urti Fluidi: legge di Stevino, Archimede, Bernoulli, Poiseuille Onde e acustica: frequenza, lunghezza d’onda, intensità, decibel Termodinamica: principi, trasformazioni, rendimento, motore di Carnot Elettrostatica e corrente: cariche, potenziale, resistenze, circuiti base Magnetismo: forza di Lorentz, moto di cariche nel campo magnetico Elettromagnetismo: onde EM, campo elettrico e magnetico Ottica: rifrazione, lenti, immagine reale e virtuale Radiazioni e onde: fotoni, energia, spettro Si tratta di un programma notevole, molto più grande di quello di Chimica e Biologia. Non sorprende quindi che i professori abbiano dovuto selezionare solo alcuni temi, senza spingersi nei dettagli più complessi. Cosa compare nella prova La prova riprende gli argomenti principali del syllabus in modo fedele, scegliendo un esercizio rappresentativo per ogni grande capitolo. La selezione è precisa, regolare e pensata per valutare la comprensione delle basi. Meccanica e oscillazioni Molla, periodo, costante elastica Definizione di lavoro come prodotto scalare Quantità di moto e urto anelastico Moto circolare uniforme Proiezione delle leggi della dinamica Fluidodinamica Poiseuille con rapporto ΔP ∝ L / R⁴ Di nuovo densità, massa volumica e galleggiamento Termodinamica Gas perfetti e relazione tra temperatura e energia Rendimento di Carnot Trasformazioni isocore Elettrostatica ed elettromagnetismo Potenziale V = Q/C Legge di Ohm Resistenze in serie e parallelo Moto di una carica in un campo magnetico Indice di rifrazione n = √(ε μ) Onde meccaniche e acustica λ = v/f Frequenza come inverso del periodo Cosa trasporta un’onda sonora Onde elettromagnetiche e ottica Fotoni, energia proporzionale alla frequenza Campo E e B sempre perpendicolari Lenti convergenti: immagine reale e ingrandita Tutto rientra perfettamente negli obiettivi richiesti dal syllabus. Coerenza reale tra syllabus e prova La prova è coerente al cento percento, ma si concentra solo sul livello base e intermedio del programma. Se confrontiamo ciò che c’è nel test con ciò che il syllabus prevede, emerge subito un punto evidente: i professori hanno scelto volutamente gli argomenti meno complessi. Temi presenti nel syllabus ma assenti nella prova Momento angolare Equilibrio dei corpi rigidi Modulo di Young Circuiti RC (carica e scarica) Legge di Gauss Legge di Faraday e induzione Biot–Savart Ondulatoria avanzata Onde stazionarie Effetto Doppler Leggi della radiazione (Wien, Stefan Boltzmann) Ottica avanzata e microscopio Trasmissione del calore Statistica dei gas Questa parte è molto vasta e rappresenta la componente avanzata del syllabus, ma la prova non ne tocca nessun aspetto. I professori hanno preferito rimanere su esercizi consolidati, brevi, lineari e tipici dei percorsi scolastici. Cosa emerge dallo stile dei professori che hanno scritto la prova Analizzando la struttura, emergono tre caratteristiche molto chiare. 1) Preferenza per esercizi numerici semplici e diretti Come: molle Poiseuille galleggiamento rendimento di Carnot resistenze Tutti problemi che richiedono una formula chiara e un ragionamento breve. 2) Rifiuto degli argomenti complicati La prova evita: induzione Gauss circuiti RC ottica avanzata onde stazionarie magnetismo avanzato Scelte molto prudenziali che puntano su ciò che ogni studente può affrontare senza formule troppo complesse. 3) Struttura ordinata: un quesito per ogni macro capitolo Il test sembra progettato con un criterio semplicissimo: un esercizio rappresentativo per ogni blocco del programma, senza approfondimenti. Sbilanciamenti rispetto al programma Temi molto meno rappresentati magnetismo avanzato induzione circuiti complessi ottica avanzata termodinamica avanzata corpo rigido fenomeni di calore e radiazione Temi molto rappresentati meccanica base fluidi base termodinamica base elettricità semplice ottica geometrica La fisiologia dei fluidi, come Bernoulli applicato ai vasi sanguigni o la legge di Laplace, è molto presente nel syllabus, ma nella prova compare solo Poiseuille. Quindi? La prova di Fisica è stata una delle più equilibrate del Semestre Filtro. I professori hanno scelto di rispettare pienamente il syllabus ufficiale, ma senza includere la parte avanzata del programma e concentrandosi solo su esercizi lineari, classici e con una soluzione pulita. Rispetto a Biologia, che è stata profondissima, e Chimica, che ha privilegiato una selezione molto scolastica, Fisica si presenta come un compromesso: ampia quanto basta, precisa, senza voler spingere nessuno fuori zona comfort. All’interno di TestBuddy continuiamo a costruire simulazioni e percorsi che permettono di prepararsi sia sugli argomenti base che su quelli avanzati del syllabus, così da affrontare il test con maggiore sicurezza e senza ansia, avendo una visione chiara di ciò che è più probabile trovare. Scaricalo ora!

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Leo Fulvio Bacchilega
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Commento della prima prova di Chimica del Semestre Filtro 1° sessione

Oggi moltissimi studenti e studentesse hanno affrontato il primo appello di Chimica del Semestre Aperto, e le sensazioni sono state molto diverse tra loro: qualcuno ha trovato la prova scorrevole, altri l’hanno percepita più tecnica del previsto, altri ancora si aspettavano più organica o più biochimica. Per fare chiarezza abbiamo analizzato la prova e questi sono i nostri commenti a caldo. Abbiamo confrontato direttamente il contenuto del test con quanto stabilito nel syllabus ufficiale previsto dal decreto ministeriale, disponibile qui: 👉 Syllabus ufficiale di Chimica e Propedeutica Biochimica e con le domande reali della prova, consultabili qui: 👉 Prova ufficiale di Chimica del Semestre Filtro Da questo confronto emerge una struttura molto precisa, che aiuta a capire cosa i professori abbiano davvero voluto valutare. Cosa prevede il syllabus ufficiale di Chimica e Propedeutica Biochimica Il syllabus è estremamente ampio ed è suddiviso in tre grandi aree. Molto più ampio, in realtà, rispetto a ciò che la prova ha effettivamente selezionato. A) Chimica generale Una parte enorme del syllabus è dedicata alle basi della chimica generale, tra cui: struttura dell’atomo, isotopi, numeri quantici legami chimici, geometrie molecolari, ibridazioni stati della materia e proprietà fisiche leggi dei gas concetti di termodinamica, ΔG, entalpia ed entropia solubilità, legge di Henry soluzioni, concentrazioni, proprietà colligative equilibrio chimico, costanti Kp e Kc reazioni acido base, pH, soluzioni saline, tamponi redox, potenziali standard, equazione di Nernst cinetica chimica, teoria di Arrhenius B) Chimica organica Il programma ufficiale prevede molta più organica rispetto a quella che i professori hanno effettivamente inserito nel test: alcani, alcheni, aromatici carbocationi, nucleofili, reazioni SN1, SN2, E1, E2 alcoli, aldeidi, chetoni acidi carbossilici e derivati addizioni nucleofile, tautomeria isomeria, chiralità, configurazioni E/Z e R/S ossidoriduzioni in organica C) Biochimica propedeutica La parte biochimica del syllabus è altrettanto ampia: amminoacidi e proprietà acido-base peptidi e legami peptidici proteine carboidrati lipidi, inclusi omega-3 e omega-6 nucleotidi, nucleosidi, ATP legame fosfodiesterico Il quadro complessivo è molto impegnativo e copre una quantità enorme di contenuti. La prova reale, però, seleziona soltanto una parte di tutto questo. Cosa compare davvero nella prova La prova di Chimica si mantiene molto aderente al syllabus, ma selezionando soltanto gli argomenti più fondamentali e più scolastici. Molte domande sembrano prese parola per parola dai contenuti base del programma ministeriale. Tra i temi presenti con maggiore continuità troviamo: formula di un sale, come il BaSO₄ numero atomico ibridazione sp³ ossidazione di un alcol secondario a chetone (2-propanolo → acetone) amminoacido principale del collagene (glicina) bilanciamento redox nomenclatura organica semplice relazione ΔG = –nFE orbitale p e numeri quantici (l = 1) pH di soluzioni saline (NaHCO₃ basico, NH₄Cl acido) acidi grassi essenziali: omega-3 e omega-6 differenza tra nucleotide e nucleoside acido arachidonico come omega-6 solubilità dei gas che diminuisce con la temperatura tensione di vapore che aumenta con la temperatura tiroxina da fenilalanina essenziale gruppi amminici in un dipeptide formazione dell’ammonio tramite legame dativo definizione di pH Kc come rapporto tra prodotti e reagenti ATP come adenina + ribosio + tre fosfati ponti disolfuro della cisteina Tutto molto coerente, senza deviazioni, senza sorprese particolari. Confronto diretto: syllabus vs prova L’aderenza tra programma e test è altissima. Le domande estratte coprono quasi esclusivamente le prime tre unità didattiche, ovvero: chimica generale di base organica elementare biochimica propedeutica La sovrapposizione è molto alta, intorno al 70–80 percento. Cosa non c’è nella prova, pur essendo nel syllabus Qui arriva il punto interessante: una parte enorme del programma ministeriale non compare nella prova. Tra gli argomenti assenti troviamo: cinetica chimica (Arrhenius) strutture complesse dei carboidrati aromatici avanzati reazioni SN1, SN2, E1, E2 dettagli avanzati di termodinamica stereochimica avanzata (R/S, E/Z, ottica rotatoria) aromatici e reazioni del benzene gruppi funzionali complessi acidi carbossilici, anidridi, esteri ammidi, tioesteri meccanismi complessi di addizione e sostituzione Praticamente tutta l’organica avanzata è assente. Questo è il primo sbilanciamento evidente rispetto al syllabus. Le “fisse” dei professori: cosa emerge dalla scelta degli argomenti Analizzando la prova si intravedono chiaramente le preferenze della commissione. A) Focus forte sulla chimica generale e acido-base La prova è dominata da: sali soluzioni saline pH solubilità leggi dei gas equazioni di ΔG e potenziali standard Quasi metà dell’esame ruota attorno a questi concetti. B) Organica molto elementare Assenti completamente: SN1 SN2 E1 E2 aromatici avanzati isomeria complessa Presente solo ciò che si studia nei programmi base: ibridazioni alcani ossidazione semplice di un alcol nomenclatura fondamentale C) Biochimica propedeutica Anche qui, selezione molto prudente: acidi grassi nucleosidi legami di peptidi amminoacidi essenziali Niente ciclizazzioni dei carboidrati, niente strutture complesse, niente pathway. Il quadro è molto chiaro: la commissione ha scelto una chimica “tradizionale”, senza entrare nel livello avanzato presente nel syllabus. Sbilanciamenti evidenti tra programma e prova Più semplice del syllabus: organica avanzata stereochimica chiralità gruppi funzionali complessi aromatici reazioni meccanistiche ciclizazzioni zuccherine Completamente assenti. Più difficile del syllabus: bilanciamento redox ben strutturato relazione ΔG e potenziale elettrochimico calcoli di pH su soluzioni saline Questi sono concetti che richiedono una preparazione solida. Conclusioni La prova di Chimica è stata molto coerente con il syllabus ufficiale, ma non lo ha interpretato nella sua interezza. I professori hanno scelto tre aree fondamentali del programma: chimica generale classica organica estremamente di base biochimica introduttiva e hanno evitato completamente tutta la parte più tecnica dell’organica e della stereochimica, che nel syllabus occupa una porzione consistente del materiale previsto. Ne esce una prova solida, ordinata, senza sorprese, che punta molto sulla chimica generale e sui concetti acido-base, con un tocco di biochimica semplice. Gli studenti con una buona base scolastica hanno probabilmente percepito il test come “pulito”, ma resta evidente che una grande parte del programma non è stata toccata. All’interno di TestBuddy continuiamo a lavorare per aiutare gli studenti a prepararsi non solo sugli argomenti della prova, ma sull’intero percorso richiesto dal syllabus, con simulazioni, esercizi e spiegazioni mirate per ridurre l’ansia e costruire una preparazione consapevole e sempre più completa. Scarica TestBuddy per simulare l'esame e sopratutto prepararti in modo personalizzato!

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Leo Fulvio Bacchilega
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Commento della prima prova di Biologia del Semestre Filtro 1° sessione

Oggi moltissimi studenti e studentesse hanno affrontato il primo appello di Biologia del Semestre Aperto, e fin dai primi minuti abbiamo ricevuto tantissime domande e impressioni sulla difficoltà, sugli argomenti scelti e sul perché alcune domande fossero così tecniche e concentrate sui meccanismi più profondi della cellula. Abbiamo analizzato la prova e questi sono i nostri commenti a caldo. Per farlo abbiamo incrociato il syllabus ufficiale, previsto dal decreto ministeriale disponibile qui: 👉 Syllabus ufficiale di Biologia e le domande del test, che trovate qui: 👉 Prova ufficiale di Biologia del Semestre Filtro Dall’incrocio tra programma e prova si capisce subito quale fosse l’intenzione didattica del docente e in quale direzione ci si deve orientare per prepararsi. Perché la prova è risultata così tecnica e approfondita Molti studenti hanno percepito il test come “complesso” già alla prima lettura, ma bisogna partire da un punto semplice: questo non è un corso introduttivo, è un corso universitario di Biologia Molecolare, e il livello della prova riflette esattamente ciò che il syllabus richiede. La struttura del programma non è pensata per una biologia descrittiva o narrativa, ma per fornire le basi molecolari della vita cellulare. Meccanismi come il trasporto delle proteine, la maturazione dell’RNA, la regolazione genica, la struttura della cromatina, le vie di segnalazione e il ciclo cellulare sono fondamentali per capire la fisiologia e la patologia che gli studenti incontreranno nei moduli successivi. La prova non ha fatto altro che selezionare proprio questi punti chiave. Chi viene da percorsi scolastici più tradizionali può aver percepito il balzo di complessità, ma è esattamente il tipo di preparazione richiesto nella formazione biomedica. La prova segue il syllabus, ma concentra l’attenzione su capitoli specifici Il syllabus ministeriale è ampio e dettagliato, ma la prova non lo ha rappresentato in modo uniforme. Alcune parti sono state utilizzate come perno dell’esame, altre sono rimaste sullo sfondo. Gli argomenti dominanti della prova Trasporto intracellulare Il cuore dell’esame: import nucleare, Ran-GEF e Ran-GAP, nucleoporine, segnali di localizzazione, trasporto regolato. Mitocondri e targeting proteico Domande dirette sui complessi TIM23, TOM, OXA1, sulle sequenze ricche in amminoacidi positivi e sul trasporto post-traduzionale delle proteine. Maturazione dell’RNA Capping, coda poliA, splicing e splicing alternativo, editing e degradazione controllata dell’mRNA. Cromatina e regolazione genica Nucleosomi, fibre da 30 nm, regioni promotrici come la TATA box e fattori generali di trascrizione. Ubiquitinazione e degradazione proteica Ruolo della E3, riconoscimento delle proteine da degradare e marcatura tramite ubiquitina. Mitosi e controllo del ciclo cellulare Fasi mitotiche, metafase, anafase, struttura del fuso, funzione di complessi regolatori. Genetica molecolare e mendeliana Sistema AB0, penetranza, mutazioni puntiformi, aneuploidie come XYY. Tutti questi temi sono centrali nel syllabus e rappresentano il fondamento della biologia cellulare moderna. Le parti presenti nel programma ma quasi assenti nella prova Pur essendo nel syllabus, nella prova si sono viste poco o per nulla: fisiologia generale ecologia botanica e zoologia metabolismo introduttivo immunologia trasferimento genico orizzontale nei batteri Il motivo è semplice: questi temi servono a costruire il contesto, ma non rappresentano il nucleo della formazione biomedica di base. I docenti (secondo noi) hanno scelto di fare una selezione molto precisa, andando a verificare ciò che il syllabus mette davvero al centro: la cellula, le sue dinamiche interne e i meccanismi molecolari che la governano. Perché proprio questi argomenti sono ritenuti fondamentali La medicina moderna, così come la biologia molecolare, non si comprende senza padroneggiare i meccanismi che regolano: la vita di una proteina il flusso dell’informazione dal DNA al fenotipo i segnali che attivano o inibiscono processi cellulari la qualità del ripiegamento delle proteine la divisione cellulare e i suoi punti di controllo le vie metaboliche interne al mitocondrio la comunicazione tra cellule Il syllabus chiarisce che lo studente deve acquisire le basi per interpretare i processi fisiologici e patologici. Per questo il livello della prova non è un eccesso: è l’immagine fedele dell’impostazione ministeriale. Come usare questa analisi per migliorare la preparazione Conoscere la logica della prova aiuta ad orientare lo studio. Il syllabus è vasto, ma il docente ha mostrato chiaramente quali capitoli considera più rilevanti. Concentrarsi sui meccanismi cellulari porta un vantaggio reale nella preparazione del prossimo appello. All’interno di TestBuddy abbiamo sviluppato strumenti per trasformare questa complessità in un percorso chiaro: simulazioni, esercizi divisi per argomento, analisi dei punti deboli e un piano di studio personalizzato creato dall’intelligenza artificiale. Studiare biologia molecolare richiede ordine, continuità e un metodo, e il nostro scopo è proprio accompagnare gli studenti in questo processo, togliendo caos e ansia. Riferimenti consultati Syllabus ufficiale di Biologia Prova ufficiale di Biologia del Semestre Filtro

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Leo Fulvio Bacchilega
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Quanto costa iscriversi al Semestre Filtro di Veterinaria 2025

Il semestre filtro di Veterinaria 2025 è ormai confermato come parte integrante della riforma dell’accesso programmato nazionale. In molti, però, si chiedono quanto costa davvero iscriversi, come funzionano le tasse, se ci sono riduzioni con l’ISEE e quali differenze esistono rispetto a Medicina e Odontoiatria. In questa guida vediamo tutto: dai costi iniziali fino alle spese successive al filtro, passando per materie, appelli e corsi affini, con le informazioni aggiornate al DM 418/2025, DM 431/2025 e DM 557/2025 pubblicati sul sito del MUR. Il costo d’iscrizione: €250, ma può scendere a zero Per accedere al semestre filtro di Veterinaria nelle università statali italiane, è previsto un contributo unico nazionale di €250. Questo importo si paga una sola volta al momento dell’iscrizione, direttamente sul portale dell’ateneo scelto dopo la registrazione su Universitaly. Il contributo è uguale per tutti, ma viene modulato in base al valore ISEE dello studente: Fino a €22.000 ISEE → esenzione totale (0 €). Tra €22.000 e €30.000 → riduzione fino a circa €200. Oltre €30.000 o senza ISEE → importo pieno di €250. Molte università come Catania, Padova e Firenze applicano queste soglie quasi identiche. Chi rientra nella no tax area o beneficia di borse DSU può essere esentato completamente o ottenere rimborso del contributo. Cosa copre e cosa non copre Il contributo da €250 copre: la partecipazione al semestre filtro; le lezioni obbligatorie di Chimica, Fisica e Biologia (6 CFU ciascuna); la partecipazione ai due appelli nazionali di novembre e dicembre; la gestione amministrativa nel sistema Universitaly e nell’ateneo. Non copre invece: le tasse universitarie annuali (che si pagheranno da febbraio se si entra in Veterinaria); le tasse del secondo semestre del corso affine (per chi non rientra in graduatoria). Calendario e scadenze principali Iscrizioni: dal 23 giugno al 25 luglio 2025 (su Universitaly e poi sul portale dell’ateneo). Lezioni: dal 1° settembre al 30 novembre 2025. Appelli nazionali: 20 novembre 2025 e 10 dicembre 2025, alle ore 11, identici per tutta Italia. Pubblicazione graduatorie nazionali: gennaio 2026. Il pagamento dei 250 euro avviene al momento dell’iscrizione, mentre le tasse universitarie vere e proprie si pagano solo da febbraio, dopo la pubblicazione della graduatoria. Cosa succede dopo il filtro 🔹 Se entri in Veterinaria Pagherai le tasse annuali dell’ateneo (calcolate in base all’ISEE), decurtate dei 250 € già versati. Gli atenei permettono quasi sempre la rateizzazione, e chi ha una borsa di studio DSU può ottenere esonero o rimborso completo. 🔹 Se non entri e prosegui sul “corso affine” Pagherai solo le tasse relative al II semestre del corso affine (il primo è gratuito e senza obbligo di frequenza). In questo caso, i 250 € del semestre filtro non vengono scalati, perché il corso affine è considerato separato a livello amministrativo. In sintesi: chi entra a Veterinaria paga le tasse “piene meno 250 €”, chi resta nell’affine paga “solo metà anno, senza sconto”. Struttura del semestre filtro Il semestre filtro è identico per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, sia per materie, sia per CFU e struttura degli esami. Si studiano tre materie fondamentali: Chimica e propedeutica biochimica Fisica Biologia Ogni materia prevede un esame da 31 quesiti: 15 a scelta multipla e 16 a completamento, per un totale di 45 minuti. Le risposte corrette valgono +1, le errate −0,10, le non date 0. Per essere ammessi in graduatoria bisogna ottenere almeno 18/30 in tutte e tre le prove. Chi supera tutte le soglie entra nella graduatoria nazionale dedicata esclusivamente ai corsi di Veterinaria (LM-42). Il “corso affine”: cosa significa davvero Durante il semestre filtro ci si iscrive anche a un corso affine, che serve come “ponte” nel caso non si venga ammessi a Veterinaria. Nel primo semestre è gratuito e senza obbligo di frequenza; nel secondo semestre, se non si entra in graduatoria, si pagano le tasse riparametrate per metà anno. Tra i corsi affini più coerenti con Veterinaria ci sono: Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (L-38) Biologia (L-13) Biotecnologie (L-2) Farmacia e Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (LM-13) Questo consente di non perdere l’anno: gli esami sostenuti restano validi e possono essere riconosciuti se si riprova il semestre filtro l’anno successivo. Confronto con Medicina e Odontoiatria Il semestre filtro funziona allo stesso modo per tutti e tre i corsi: le materie, i CFU, le modalità d’esame, le date e il contributo di 250 euro sono identici. Ciò che cambia è solo la graduatoria: Veterinaria ha la sua separata (LM-42), con un numero di posti definito a livello nazionale. Gli iscritti concorrono solo tra loro, e i punteggi non si incrociano con quelli di Medicina (LM-41) o Odontoiatria (LM-46). Anche il sistema di decurtazione delle tasse è identico: chi passa entra al secondo semestre con sconto di 250 €, chi resta nell’affine continua a condizioni ridotte e indipendenti. Come prepararsi in modo efficiente Il semestre filtro è intenso: tre mesi di lezioni e due appelli a distanza di venti giorni. Serve metodo, non solo quantità. È utile allenarsi con simulazioni a tempo da 45 minuti per materia, alternando verifiche complete e correzioni sugli errori più frequenti. Le aree più delicate, in Veterinaria come in Medicina, restano stechiometria, fisica applicata ai sistemi biologici e biologia cellulare/genetica. Per questo abbiamo creato TestBuddy, una piattaforma di simulazione che riproduce lo stesso formato ufficiale del semestre filtro, con report automatici, statistiche per argomento e allenamenti adattivi. È pensata per far arrivare gli studenti ai due appelli con stabilità di punteggio sopra il 18/30, riducendo ansia e incertezze.

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Leo Fulvio Bacchilega
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Quanto costa iscriversi al semestre filtro di Medicina 2025

Quando si sente parlare del semestre filtro di Medicina, la prima domanda che sorge spontanea è: quanto costa davvero iscriversi? E subito dopo: come funzionano le tasse, cambiano da università a università? Oppure: una volta superato il filtro, quanto si paga per entrare in Medicina? Il costo d’iscrizione: quanto si paga all’inizio Per partecipare al semestre filtro nelle università statali italiane (cioè tutti i corsi in italiano, non privati) si deve versare un contributo nazionale di €250. Questo è l’unico costo fisso e uguale in tutta Italia. È come una quota d’ingresso: ti consente di frequentare i corsi, sostenere gli esami del filtro e rientrare nel sistema di graduatoria nazionale. Si paga una sola volta al momento dell’iscrizione di solito tra la fine di luglio e l’inizio di settembre seguendo la procedura online del proprio ateneo, che viene collegata direttamente dal portale Universitaly. In molti casi, però, non tutti devono pagare i 250 euro per intero: la cifra può ridursi o azzerarsi grazie alle agevolazioni ISEE. Riduzioni e fasce ISEE: quando si paga meno Ogni ateneo pubblica un proprio regolamento tasse che stabilisce le fasce ISEE per eventuali esoneri. Tuttavia, il modello è ormai abbastanza uniforme in tutta Italia: ISEE fino a 22.000 € → quasi sempre esonero totale, quindi 0 € da pagare. ISEE tra 22.000 € e 30.000 € → pagamento ridotto, spesso intorno ai 200 €. ISEE sopra 30.000 € o senza ISEE → pagamento intero di 250 €. È importante controllare la pagina “Tasse e contributi” dell’università dove si intende iscriversi, perché la soglia può cambiare leggermente da sede a sede. Ad esempio, Padova, Pavia e Catania hanno pubblicato regolamenti molto simili tra loro ma con differenze minime sulle fasce intermedie o sulle modalità di rimborso. 🔎 In sostanza: il contributo di €250 è un biglietto d’ingresso nazionale, ma quanto effettivamente si paga dipende dal proprio ISEE e dalle regole locali dell’ateneo. Cosa include il contributo (e cosa non include) Quel pagamento di €250 copre l’intero primo semestre il cosiddetto semestre filtro cioè: l’iscrizione amministrativa, la frequenza delle lezioni di Chimica, Fisica e Biologia, l’accesso alle due sessioni d’esame nazionali, la gestione della carriera nel sistema universitario e nel portale Universitaly. Ma attenzione: non copre tutto. Quel contributo serve solo per partecipare al semestre filtro e non sostituisce le tasse universitarie vere e proprie, che si pagheranno da febbraio in poi, dopo la pubblicazione della graduatoria nazionale. Cosa succede dopo: tasse da febbraio in poi Il secondo blocco di spese arriva dopo gli esami del filtro, quando si conosce il risultato. A quel punto ci sono due possibilità molto diverse e quindi due scenari economici da considerare. 1️⃣ Se si entra in Medicina, Odontoiatria o Veterinaria Chi supera il semestre filtro e ottiene un posto nel corso di laurea desiderato a febbraio deve completare l’immatricolazione e pagare le tasse universitarie annuali dell’ateneo. La buona notizia è che i 250 euro già versati vengono scalati dal totale. Quindi, se ad esempio le tasse annuali della tua università sono 1.000 €, ne pagherai 750 €. Ogni università stabilisce le proprie fasce di contribuzione (in base all’ISEE) e quasi tutte permettono di rateizzare il pagamento in più tranche. Se si ha diritto a una borsa di studio DSU, si può ottenere l’esonero completo o il rimborso integrale dei 250 euro. 2️⃣ Se non si entra e si prosegue sul corso affine Nel caso in cui non si rientri nella graduatoria utile, si può continuare senza perdere tempo sul cosiddetto corso affine (di solito Biologia, Chimica o Scienze naturali). Il primo semestre, quello che coincide con il filtro, è gratuito e senza obbligo di frequenza. Dal secondo semestre in poi si pagano le tasse ridotte, calcolate solo per metà anno accademico. In questo caso, però, i 250 euro del filtro non vengono scalati, perché si tratta di due carriere amministrative diverse. In breve: i 250 euro si “recuperano” solo se si entra in Medicina, Odontoiatria o Veterinaria. Se si resta nell’affine, si paga il secondo semestre come un normale studente, ma non si perde il semestre già fatto. Quando si paga e quando si studia Iscrizione e pagamento del filtro → estate 2025 (indicazioni sui portali di ateneo). Lezioni del semestre filtro → da 1 settembre a 30 novembre 2025. Appelli nazionali → 20 novembre e 10 dicembre 2025, entrambi alle ore 11, uguali per tutta Italia. Graduatoria nazionale → pubblicata a dicembre, con immatricolazioni da gennaio/febbraio 2026. Questo calendario mostra perché il pagamento delle tasse “vere” slitta a febbraio: si attende la pubblicazione delle graduatorie nazionali prima di completare l’immatricolazione definitiva. Struttura del semestre: cosa si studia e cosa si paga per Durante il semestre filtro, ogni studente segue tre insegnamenti fondamentali: Chimica e propedeutica biochimica, Fisica, Biologia. Ognuno di questi vale 6 CFU, per un totale di 18 CFU nel semestre. Gli esami sono uguali in tutta Italia e si basano su 31 quesiti per materia: 15 a scelta multipla e 16 a completamento (cioè con risposta aperta breve). Si hanno 45 minuti a prova, e per passare serve almeno 18/30 in tutte e tre le materie. Solo chi supera tutte le prove con voto sufficiente viene inserito nella graduatoria nazionale, che assegna i posti in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in base al punteggio e alla preferenza di sede. Perché il costo varia da università a università È normale notare che un amico paghi meno o più in un altro ateneo. Non è un errore, ma dipende da come ciascuna università applica la contribuzione studentesca. Il Ministero (MUR) stabilisce solo le linee guida generali, come la “no-tax area” fino a 22.000 € ISEE o la possibilità di rimborso per chi ottiene una borsa di studio. Tutto il resto (rate, soglie intermedie, modulistica ISEE) viene definito a livello locale. Per questo motivo è sempre utile tenere aperta la pagina ufficiale del proprio ateneo nella sezione “Tasse e contributi”, dove vengono pubblicate ogni anno le fasce aggiornate e i bandi completi. Quante volte si può rifare il semestre filtro La legge prevede che ci si possa iscrivere al semestre filtro fino a tre volte, anche in anni non consecutivi. Dopo tre tentativi, non si può più ripetere il filtro per lo stesso corso. È un modo per mantenere la selezione equa e per spingere gli studenti a prepararsi al meglio già nei primi due anni di tentativo. Come pianificare il budget reale Se vogliamo mettere tutto nero su bianco, ecco la stima completa: Estate 2025: iscrizione e contributo nazionale €250 (eventualmente ridotto con ISEE). Febbraio 2026: pagamento delle tasse universitarie annuali (meno i 250 € già versati) oppure pagamento delle tasse del II semestre del corso affine. Altri costi eventuali: tassa regionale per il diritto allo studio (in genere 140–160 €), marche da bollo (16 €), e l’eventuale contributo DSU (se richiesto). Con questi dati, uno studente medio può stimare una spesa iniziale tra 0 e 250 €, e una spesa successiva tra 700 e 1.500 € per chi entra a Medicina (variabile in base all’ateneo e all’ISEE). Prepararsi in modo strategico (e senza ansia) Il semestre filtro è intenso ma breve: tre mesi di corsi, due appelli, e tutto si decide in poco tempo. La parte più difficile non è tanto lo studio in sé, ma la gestione del tempo e la concentrazione durante le prove a tempo. È proprio per questo che abbiamo creato TestBuddy, una piattaforma sviluppata insieme ad altri studenti universitari per allenarsi con simulazioni identiche a quelle ufficiali, tracciare i progressi, capire dove si sbaglia e ridurre l’ansia da test. L’obiettivo non è solo passare, ma farlo al primo colpo, con la sicurezza di sapere esattamente dove si è forti e dove migliorare. Allenandosi in condizioni simili agli appelli nazionali 45 minuti, 31 domande per materia, report di punteggio e tempo per domanda si costruisce una preparazione che valorizza ogni euro speso nel filtro. Così i 250 € di iscrizione non diventano solo un costo, ma il primo passo per entrare davvero nel corso desiderato.

Foto di Leo Fulvio Bacchilega
Leo Fulvio Bacchilega

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