Certificazione inglese IMAT: cosa conta davvero
La certificazione di inglese è obbligatoria per l’IMAT? Scopri quali sono riconosciute, quando servono e cosa fare se hai LanguageCert.

Quando ci si prepara all’IMAT, prima o poi arriva sempre lo stesso dubbio.
La certificazione di inglese serve davvero? È obbligatoria? La mia certificazione è riconosciuta oppure no?
In questo articolo affrontiamo proprio queste domande, una per una, spiegando cosa è richiesto davvero, quando la certificazione conta e cosa succede se si ha una certificazione come LanguageCert B2.
L’obiettivo è chiarire le regole in modo semplice, senza tecnicismi inutili, così da sapere esattamente come comportarsi durante l’iscrizione e la preparazione al test.
Le informazioni che seguono derivano esclusivamente dai documenti ufficiali del Ministero relativi all’IMAT, in particolare dal decreto ministeriale e dagli allegati pubblicati per l’ultimo anno disponibile. I riferimenti diretti ai documenti sono indicati all’inizio e riepilogati alla fine dell’articolo.
La certificazione di inglese è obbligatoria per iscriversi all’IMAT?
No.
Per gli studenti UE e italiani, la certificazione di inglese non è un requisito obbligatorio per iscriversi all’IMAT né per sostenere la prova.
Durante l’iscrizione sul portale Universitaly viene chiesto solo l’eventuale possesso di una certificazione linguistica. Questo significa che è possibile iscriversi e fare l’esame anche senza alcuna certificazione.
Questo punto è fondamentale, perché spesso genera ansia inutile.
L’IMAT è un test di logica, biologia, chimica, matematica e fisica, svolto in lingua inglese, ma non richiede di presentare una certificazione per accedere alla prova, se si è cittadini UE.
Allora a cosa serve davvero la certificazione di inglese?
La certificazione di inglese non aumenta il punteggio del test.
Non dà bonus, non aggiunge punti, non migliora il risultato della prova.
Serve solo in una situazione molto specifica: in caso di parità di punteggio in graduatoria.
Se due candidati ottengono lo stesso punteggio finale, la graduatoria viene ordinata seguendo alcuni criteri. Dopo il confronto sui punteggi delle singole materie, se la parità resta, prevale il candidato che ha dichiarato una certificazione linguistica riconosciuta, purché fosse già posseduta entro la chiusura delle iscrizioni.
Quindi la certificazione è un criterio di precedenza, non uno strumento per “salire” in graduatoria.
Quando e come va dichiarata la certificazione
La certificazione, se posseduta, va dichiarata direttamente in fase di iscrizione sul portale Universitaly.
Ci sono due regole importanti da rispettare:
- la certificazione deve essere già stata conseguita entro la data di chiusura delle iscrizioni
- non basta essere iscritti all’esame o in attesa del risultato
La dichiarazione avviene in autocertificazione.
Questo vuol dire che l’università può successivamente fare controlli e chiedere la documentazione ufficiale.
Quali certificazioni di inglese sono riconosciute per l’IMAT
Per l’IMAT non conta il livello in astratto, come “B2” o “C1”.
Conta esclusivamente l’elenco delle certificazioni riconosciute indicato nel documento ufficiale del Ministero.
Tra quelle accettate rientrano, a seconda del livello, le certificazioni rilasciate da enti come:
- Cambridge English
- IELTS
- TOEFL ETS
- Trinity College London
- Pearson PTE General
- City and Guilds
- EDI
Per ciascuna certificazione sono previsti livelli specifici che corrispondono al B2, C1 o C2 del Quadro Comune Europeo.
Un altro aspetto importante è che chi ha frequentato almeno un anno scolastico in un percorso con didattica interamente in inglese può vedersi riconosciuto automaticamente il requisito linguistico, secondo quanto previsto dalle regole ministeriali.
LanguageCert B2 è riconosciuta per l’IMAT?
Qui serve molta chiarezza.
LanguageCert B2 è una certificazione valida in generale, riconosciuta in molti contesti accademici e lavorativi.
Tuttavia, ai fini dell’IMAT, quello che conta è solo l’elenco ufficiale previsto dal Ministero.
In quell’elenco, LanguageCert non risulta indicata.
Questo significa che, per l’IMAT, non può essere utilizzata come certificazione linguistica valida per il criterio di precedenza in graduatoria.
Non vuol dire che la certificazione “non valga”.
Vuol dire semplicemente che non è utilizzabile in questa specifica procedura, perché non rientra tra quelle previste.
Cosa succede se si ha solo LanguageCert
Se si è cittadini UE o italiani e si ha una certificazione LanguageCert B2:
- ci si può iscrivere all’IMAT senza alcun problema
- si può sostenere regolarmente il test
- semplicemente non si potrà usare quella certificazione come titolo di precedenza in caso di parità di punteggio
Per molti studenti questo non cambia nulla, perché la certificazione incide solo in casi molto specifici.
Chi invece vuole coprirsi anche su questo aspetto deve assicurarsi di possedere, entro i tempi previsti, una certificazione tra quelle incluse nell’elenco ministeriale.
Perché è importante concentrarsi sul test, non solo sulla certificazione
La certificazione di inglese è un dettaglio amministrativo.
Il vero fattore che determina l’ammissione è il punteggio dell’IMAT.
Per questo, mentre si chiariscono questi aspetti burocratici, ci si deve preparare in modo serio e strutturato sul contenuto del test.
Allenarsi con simulazioni realistiche, capire come si distribuiscono i punteggi, individuare i propri punti deboli e monitorare i miglioramenti nel tempo fa una differenza enorme.
È proprio per questo che esiste TestBuddy: una piattaforma pensata per studiare in modo organizzato, senza ansia, con simulazioni, esercizi per argomento, statistiche chiare e strumenti che aiutano a capire davvero a che punto si è nella preparazione.
Fonti ufficiali
Le informazioni contenute in questo articolo derivano dai documenti ufficiali relativi all’IMAT, in particolare:
- Decreto ministeriale IMAT e allegati pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca
- Indicazioni operative del portale Universitaly per l’iscrizione alla prova
I riferimenti completi e aggiornati sono disponibili nei documenti ufficiali consultabili tramite i link istituzionali del decreto IMAT e del portale Universitaly.
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Chi ha scritto questo articolo

Leo Fulvio Bacchilega
Founder & CEO
Ciao! Sono Leo, il fondatore di TestBuddy. Ho vissuto sulla mia pelle la frustrazione dei test di ammissione e ho deciso di creare una piattaforma che rivoluzionasse la preparazione. Oggi aiutiamo oltre 70.000 studenti a realizzare i loro sogni universitari. La mia missione è trasformare l'ansia da test in fiducia e successo.
