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Due studenti sui pattini si spingono in versi opposti, con frecce uguali e contrarie che illustrano la terza legge di Newton.Test-di-ammissione

Terza legge di Newton: azione e reazione con esempi

Nei test di fisica capita spesso di dover riconoscere la terza legge di Newton, capire la sua formula e applicarla in esempi concreti. Qui vediamo che cosa significa davvero azione e reazione, perché le 2 forze non si annullano, come si usa nei problemi con masse diverse e quali esempi conviene conoscere: pattinatori, rinculo, atleta che spinge sui blocchi, razzi e oggetti appoggiati su un piano. Che cosa dice la terza legge di Newton La terza legge della dinamica dice che: se un corpo esercita una forza su un altro corpo, il secondo esercita sul primo una forza uguale e contraria. In forma semplice: c’è sempre una coppia di forze; le 2 forze hanno stessa intensità; hanno stessa direzione; hanno verso opposto; agiscono su 2 corpi diversi. La frase “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” va letta in senso fisico, non come “azione e conseguenza”. Non significa che a ogni gesto segua una conseguenza generica. Significa che le forze nascono sempre da una interazione tra 2 corpi. Formula della terza legge di Newton Se il corpo 1 esercita una forza sul corpo 2, allora il corpo 2 esercita sul corpo 1 una forza uguale e opposta: $$\mathbf{F}{1 \rightarrow 2}=-\mathbf{F}{2 \rightarrow 1}$$ Il segno meno indica il verso opposto. Quindi: la forza del corpo 1 sul corpo 2 è ( \mathbf{F}_{1 \rightarrow 2} ); la forza del corpo 2 sul corpo 1 è ( \mathbf{F}_{2 \rightarrow 1} ); il modulo è lo stesso; il verso è opposto. La cosa più importante da ricordare è questa: azione e reazione non si annullano, perché agiscono su corpi diversi. Se 2 forze agissero sullo stesso corpo, potremmo sommarle e verificare se si annullano. Ma nella terza legge le forze appartengono a corpi diversi, quindi non si cancellano tra loro. Differenza tra prima, seconda e terza legge di Newton Per non confonderle nei quiz, conviene fissare il ruolo di ciascuna legge. | Legge | Idea principale | Formula o concetto | | ---------------------- | -------------------------------------------------------------------------------------------------- | -------------------------------------------------------------- | | 1ª legge di Newton | Un corpo mantiene il suo stato di quiete o moto rettilineo uniforme se la forza risultante è nulla | principio di inerzia | | 2ª legge di Newton | La forza risultante produce accelerazione | ( \mathbf{F}=m\mathbf{a} ) | | 3ª legge di Newton | Le forze tra 2 corpi compaiono sempre in coppie uguali e contrarie | ( \mathbf{F}*{1 \rightarrow 2}=-\mathbf{F}*{2 \rightarrow 1} ) | La terza legge non serve a calcolare direttamente la forza risultante su un solo corpo. Serve a riconoscere la coppia azione-reazione tra 2 corpi. Perché le accelerazioni possono essere diverse Le 2 forze sono uguali in modulo, ma i corpi possono avere masse diverse. Dalla seconda legge di Newton: $$F=ma$$ quindi: $$a=\frac{F}{m}$$ A parità di forza: il corpo con massa minore accelera di più; il corpo con massa maggiore accelera di meno. Questo è un punto molto frequente negli esercizi. La forza è la stessa. L’accelerazione no, perché dipende anche dalla massa. Esempio svolto: 2 bambini sui pattini Immaginiamo 2 bambini fermi su pattini a rotelle, su un pavimento liscio. Bambino A: massa (30 , kg) Bambino B: massa (45 , kg) Il bambino A subisce un’accelerazione di (3 , m/s^2) Quando si spingono, le forze sono uguali e contrarie. Quindi possiamo scrivere: $$m_1 a_1=m_2 a_2$$ Sostituiamo i dati: $$30 \cdot 3=45 \cdot a_2$$ $$90=45a_2$$ $$a_2=2 , m/s^2$$ Il bambino più pesante accelera meno. Non perché riceva una forza minore, ma perché ha massa maggiore. Esempio di rinculo Il rinculo è uno degli esempi più chiari della terza legge di Newton. Quando un proiettile viene sparato: l’arma esercita una forza sul proiettile; il proiettile esercita una forza uguale e contraria sull’arma; il proiettile va in avanti; l’arma viene spinta all’indietro. Le forze hanno la stessa intensità, ma gli effetti sono diversi. Il proiettile ha massa piccola, quindi può raggiungere una grande accelerazione. L’arma ha massa maggiore, quindi accelera meno. Questo esempio si collega anche alla quantità di moto, perché il sistema arma-proiettile tende a conservare il proprio bilancio complessivo di moto. Esempio con un atleta Un atleta che parte dai blocchi non “si spinge da solo” in avanti. Succede questo: il piede spinge i blocchi o il terreno all’indietro; i blocchi o il terreno spingono il piede in avanti; l’atleta accelera. La coppia azione-reazione è: $$\text{forza del piede sul terreno} \quad \leftrightarrow \quad \text{forza del terreno sul piede}$$ La forza che fa partire l’atleta è quella esercitata dal terreno sull’atleta. È un esempio utile perché mostra che la terza legge non è astratta: entra in gioco ogni volta che camminiamo, corriamo o saltiamo. Altri esempi di azione e reazione La terza legge di Newton si vede in molte situazioni quotidiane. Camminare: il piede spinge il terreno all’indietro, il terreno spinge il piede in avanti. Nuotare: le braccia spingono l’acqua all’indietro, l’acqua spinge il corpo in avanti. Auto che accelera: le ruote spingono la strada all’indietro, la strada spinge l’auto in avanti. Razzo: il razzo espelle gas all’indietro, i gas spingono il razzo in avanti. Aereo: l’ala devia aria verso il basso, l’aria esercita una forza verso l’alto sull’ala. In tutti questi casi vale sempre la stessa idea: 2 corpi interagiscono, e le forze compaiono in coppia. Errore comune: pensare che peso e reazione normale siano sempre una coppia azione-reazione Un oggetto appoggiato su un tavolo riceve: il peso, cioè la forza della Terra sull’oggetto; la reazione normale, cioè la forza del tavolo sull’oggetto. Queste 2 forze possono avere stesso modulo e verso opposto, ma non sono la coppia azione-reazione della terza legge. Perché? Perché agiscono entrambe sullo stesso oggetto. Le vere coppie azione-reazione sono: Terra che attira l’oggetto verso il basso; oggetto che attira la Terra verso l’alto. E anche: tavolo che spinge l’oggetto verso l’alto; oggetto che spinge il tavolo verso il basso. Nei test questa distinzione è importante. Non basta vedere 2 forze uguali e opposte. Bisogna chiedersi sempre: agiscono su corpi diversi? Come riconoscere la coppia azione-reazione negli esercizi Quando si risolve un esercizio sulla terza legge della dinamica, conviene seguire 3 passaggi. Scegliere il corpo da studiare Prima si decide qual è il corpo su cui vogliamo analizzare le forze. Per esempio: il bambino da (30 , kg); l’atleta; il proiettile; il blocco sul tavolo. Disegnare solo le forze che agiscono su quel corpo Nel diagramma delle forze non bisogna mescolare le forze su corpi diversi. Se stiamo studiando l’atleta, disegniamo le forze sull’atleta. Non anche quelle che l’atleta esercita sul terreno. Trovare la reazione sull’altro corpo Per ogni forza, ci si chiede: chi esercita questa forza? su quale corpo agisce? qual è la forza uguale e contraria? su quale altro corpo agisce? La risposta corretta deve sempre coinvolgere 2 corpi diversi. Come si usa negli esercizi numerici Negli esercizi con la terza legge, spesso si combina: terza legge di Newton; seconda legge di Newton; formula dell’accelerazione; masse diverse; forze uguali e contrarie. Il ragionamento base è: $$F_1=F_2$$ ma anche: $$F=ma$$ Quindi, se 2 corpi si spingono con la stessa forza: $$m_1a_1=m_2a_2$$ Attenzione ai segni. Se il problema lavora con i vettori, le accelerazioni hanno versi opposti. Se invece si lavora solo con i moduli, si usano valori positivi e si confrontano le intensità. Unità di misura da ricordare Negli esercizi bisogna usare unità coerenti. La massa si misura in (kg). L’accelerazione si misura in (m/s^2). La forza si misura in (N), cioè newton. Poiché: $$F=ma$$ allora: $$1N=1kg \cdot m/s^2$$ Il peso non è una massa. È una forza. Quindi si misura in newton, non in chilogrammi. Cosa studiare per i test di ammissione Nei programmi di fisica per i test universitari, la dinamica newtoniana resta un argomento da conoscere bene. Per la terza legge di Newton bisogna saper fare soprattutto 4 cose: riconoscere la coppia azione-reazione; usare la formula vettoriale; distinguere le forze che agiscono su corpi diversi; collegare forza, massa e accelerazione negli esercizi. Gli esempi più utili da allenare sono: 2 corpi che si spingono; pattinatori o carrelli; rinculo; atleta che parte; oggetto su un piano; automobile che accelera; razzo; nuotatore. Su TestBuddy ci si può allenare con esercizi per argomento, simulazioni fedeli alla prova reale, manuale digitale e statistiche. Il vantaggio è capire subito dove si sbaglia e controllare il livello con il TB™ Score, senza studiare alla cieca. Esercizio guidato Due pattinatori sono fermi su una superficie senza attrito. Pattinatore A: (50 , kg) Pattinatore B: (75 , kg) Dopo la spinta, A accelera con (1,5 , m/s^2) Troviamo l’accelerazione di B. Le forze sono uguali in modulo: $$m_Aa_A=m_Ba_B$$ Sostituiamo: $$50 \cdot 1,5=75 \cdot a_B$$ $$75=75a_B$$ $$a_B=1 , m/s^2$$ Il pattinatore B accelera con modulo: $$1 , m/s^2$$ Il verso è opposto a quello del pattinatore A. Mini-check per non sbagliare Prima di rispondere a un quiz sulla terza legge, controlliamo sempre questi punti: le 2 forze hanno lo stesso modulo? hanno verso opposto? agiscono su corpi diversi? non vanno sommate come se fossero sullo stesso corpo? se le masse sono diverse, le accelerazioni possono essere diverse? il peso è stato trattato come forza e non come massa? Se anche solo una risposta non torna, probabilmente la coppia azione-reazione è stata identificata male. Per esercitarsi in modo ordinato, su TestBuddy si possono fare quiz mirati di fisica, simulazioni complete e controllo degli errori con statistiche aggiornate. Si può iniziare gratis e capire subito quali argomenti vanno rinforzati. Riepilogo finale delle fonti usate Le informazioni sui contenuti di fisica per l’anno accademico 2026/2027 derivano dal materiale ufficiale del Ministero dell’Università e della Ricerca e dal relativo syllabus di Fisica. La definizione della terza legge, la formula vettoriale e gli esempi sulle coppie di forze sono stati aggiornati seguendo fonti didattiche autorevoli come OpenStax University Physics e OpenStax College Physics. La distinzione tra i principi della dinamica, il ruolo di (F=ma) e il contesto della dinamica newtoniana sono stati verificati con l’enciclopedia Treccani. Gli esempi su razzi, ali, eliche e propulsione sono coerenti con la spiegazione didattica della NASA. Le unità di misura, tra cui newton, chilogrammo e (m/s^2), sono state controllate tramite le indicazioni del NIST.

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Leo Fulvio Bacchilega
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Legge di Gravitazione Universale: teoria per test di ingresso

In diversi test di ingresso è frequente trovare quesiti sulla legge di gravitazione universale, come la domanda su come varia la forza al modificarsi della distanza tra le masse, o sulla costante G. Qui si illustra in modo completo ciò che occorre sapere per risolvere gli esercizi. Cos’è la legge di gravitazione universale Due corpi di massa qualunque, separati da una distanza rrr, esercitano forze di attrazione reciproca. Questa forza gravitazionale è descritta dalla formula: $$\mathbf{F}=G \frac{m_1 m_2}{r^2}$$ dove: $$m_1$$​ e $$m_2$$​ sono le masse dei due corpi, r è la distanza tra i centri, G è la costante di gravitazione universale, con valore medio di circa $$6,67 \times 10^{-11} \mathrm{~N} \cdot \mathrm{~m}^2 / \mathrm{kg}^2$$ La forza agisce lungo la linea congiungente i due centri e tende sempre ad avvicinarli. Si tratta di una forza attrattiva. Massa gravitazionale e massa inerziale Il termine massa può riferirsi a: Massa gravitazionale, legata alla forza di attrazione che il corpo sperimenta o esercita. Massa inerziale, legata alla resistenza che il corpo oppone a una variazione del suo stato di moto. Per gli scopi di molti test, queste masse si considerano equivalenti e si indicano in chilogrammi. Variazione della forza con la distanza La legge mostra che la forza gravitazionale è inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Se la distanza tra i due corpi raddoppia (r→2r), la forza si riduce a un quarto. Se invece i corpi si avvicinano, la forza aumenta rapidamente. Esempio di un quiz Immaginiamo due pianetini, uno di massa $$5,0 \times 10^4 \mathrm{~kg}$$ e l’altro di massa $$8,0 \times 10^4 \mathrm{~kg}$$, posti alla distanza di 1000 km $$\left(1,0 \times 10^6 \mathrm{~m}\right)$$. La forza di attrazione risulta: $$F=6,67 \times 10^{-11} \times \frac{\left(5,0 \times 10^4\right) \times\left(8,0 \times 10^4\right)}{\left(1,0 \times 10^6\right)^2}$$ Da un rapido calcolo, si ottiene un valore molto piccolo, ma sempre positivo e diretto a far avvicinare i due corpi. Fai altri esercizi del genere! Desideri un metodo veloce per esercitarti su questo argomento e affrontare con sicurezza i test di ammissione? Con TestBuddy hai oltre 30.000 domande, inclusi quiz sulle leggi della gravitazione universale, simulazioni d’esame e il tutor virtuale Buddy sempre pronto a rispondere ai tuoi dubbi. Traccia i tuoi progressi con le statistiche avanzate, perfeziona la teoria con il manuale digitale e costruisci un piano di studio mirato in vista del test. Prova subito TestBuddy e preparati ad arrivare al giorno dell’esame con la certezza di avere tutte le carte in regola per superarlo!

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Forza Peso: differenza tra massa e peso nei Test di Ingresso

In molti test di ingresso compare la domanda su come calcolare il peso di un corpo, distinguendo questa grandezza dalla sua massa. Spesso vengono proposti esercizi che coinvolgono la formula P = m · g, dove g rappresenta l’accelerazione gravitazionale terrestre, approssimata a 9,8 m/s². Di seguito si chiariscono i concetti fondamentali da ricordare. Definizione di forza peso La forza peso (indicata con P) è la forza che agisce su un corpo in prossimità della superficie terrestre, generata dall’attrazione gravitazionale. In formule: $$\mathbf{P}=m \mathbf{g}$$ dove: m è la massa del corpo, in chilogrammi; g è l’accelerazione gravitazionale (~9,8 m/s² in prossimità della superficie terrestre); P si misura in newton (N). Massa e peso: due grandezze diverse La massa è una proprietà intrinseca dell’oggetto, indipendente da dove si trovi. È una grandezza scalare espressa in chilogrammi (kg). Il peso, invece, dipende dal campo gravitazionale. Se ci si sposta su un altro pianeta o sulla Luna, il valore di g cambia, quindi cambia anche il peso. Non cambia, invece, la massa. Esempio di un esercizio e applicazione formule Si consideri un oggetto con massa pari a 3 kg. Sulla Terra, la forza peso si ricava con: $$P=3 \mathrm{~kg} \times 9,8 \mathrm{~m} / \mathrm{s}^2=29,4 \mathrm{~N}$$ Su un pianeta immaginario con un’accelerazione gravitazionale di 6 m/s², lo stesso oggetto peserebbe: $$P_{\text {altro pianeta }}=3 \mathrm{~kg} \times 6 \mathrm{~m} / \mathrm{s}^2=18 \mathrm{~N}$$ La massa resta 3 kg, ma il peso risulta minore. Unità di misura Massa (m) in kg. Peso (P) in N (newton). Per avere un riferimento numerico, 1 N è circa la forza con cui la Terra attrae una massa di 0,102 kg (poco più di 100 g). Stai già facendo esercizi? Se desideri esercitarti su questi concetti ed essere pronto ad affrontare qualsiasi domanda su massa e peso nei test di ammissione, TestBuddy è il supporto giusto. Con un simulatore ricco di migliaia di quesiti e banche dati ufficiali, potrai allenarti in modo mirato su formule come P = m · g e monitorare i tuoi progressi attraverso statistiche avanzate. Inoltre, l’assistente virtuale Buddy è disponibile 24/7 per fornirti consigli personalizzati e chiarimenti immediati. Iscriviti ora a TestBuddy e trasforma lo studio in un percorso più semplice ed efficace!

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Momento di una Forza: Calcolo ed Effetti Rotazionali nei Test di Ingresso

Nei test di ingresso in ambito fisico, capita che venga richiesto come si calcola il momento di una forza rispetto a un punto o a un asse, oppure di riconoscere quando una forza genera una rotazione. Qui si trovano le informazioni indispensabili per affrontare esercizi di questo tipo, basati sul concetto di torque o momento. Definizione e formula del momento Il momento di una forza (indicato spesso con τ\o M) misura la capacità della forza di provocare o impedire una rotazione. Si definisce come prodotto vettoriale tra il vettore posizione r\mathbf{r}r, che va dal punto di rotazione all’applicazione della forza, e la forza F. In modulo: $$|\tau|=r \cdot F \cdot \sin (\theta)$$ dove: r è la distanza tra il punto di rotazione e la linea d’azione della forza, F è l’intensità della forza, $$\theta$$ è l’angolo tra i vettori r e F Se la direzione della forza è perpendicolare a r, θ\thetaθ = 90°, sin⁡(90∘) = 1 e la formula diventa τ = r⋅F. Braccio della forza Il braccio (b) è la distanza perpendicolare dall’asse di rotazione alla direzione della forza. Se si conosce b, si scrive: $$|\tau|=b \cdot F$$ Il prodotto tra la forza e il braccio determina l’effetto di rotazione. Verso e segno del momento Il verso di τ\mathbf{\tau}τ è perpendicolare al piano di rotazione definito da r\mathbf{r}r e F\mathbf{F}F. Una rotazione può essere considerata antioraria (con asse uscente dal piano) o oraria (con asse entrante nel piano), a seconda della convenzione scelta. Esempio con valori diversi Si immagini un’asta di lunghezza 1,2 m, incernierata a un’estremità, su cui agisce una forza di 15 N perpendicolare all’asta, a 0,80 m dal punto di rotazione. Il braccio risulta 0,80 m: $$\tau=0,80 \mathrm{~m} \times 15 \mathrm{~N}=12 \mathrm{~N} \cdot \mathrm{~m}$$ Questo valore rappresenta il momento (o torque) generato dalla forza. Sistemi di forze Un sistema di più forze può produrre una resultante nulla e tuttavia esercitare un momento complessivo non nullo, in grado di ruotare un corpo esteso. Al contrario, si può avere un momento complessivo nullo se le tendenze a ruotare si compensano a vicenda. Hai ancora dubbi? Se vuoi approfondire i concetti appena letti e metterti alla prova con quesiti specifici sul momento di una forza (e su molti altri argomenti di fisica), TestBuddy è la piattaforma che fa per te. Avrai a disposizione un simulatore avanzato, lezioni teoriche interattive e migliaia di domande aggiornate per studiare in modo mirato. Inoltre, grazie al tutor virtuale Buddy, potrai chiarire i tuoi dubbi 24/7 e ricevere consigli personalizzati sulle aree in cui hai più bisogno di migliorare. Accedi subito a TestBuddy e preparati al meglio per il tuo test di ammissione!

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Esercizi e teoria sulle leve per i Test di Ingresso

Negli esercizi di fisica applicata che compaiono nei test di ingresso, può essere richiesto di classificare la leva in base alla posizione del fulcro, della forza motrice e della resistenza, nonché di determinare la relazione tra i bracci e le forze in equilibrio. Qui si propone una spiegazione chiara di ciò che conviene ricordare per rispondere correttamente. Struttura e specie di leve Una leva è un’asta rigida capace di ruotare attorno a un punto fisso detto fulcro. Le due forze in gioco sono: Forza motrice (Fm), che tende a imprimere il movimento. Forza resistente (Fr), che si oppone al movimento. La distanza dal fulcro al punto di applicazione di ciascuna forza è detta braccio: bm per la forza motrice. br per la forza resistente. Le leve si classificano in: Prima specie: fulcro tra Fm e Fr (esempio: forbici). Seconda specie: resistenza tra fulcro e forza motrice (esempio: schiaccianoci). Terza specie: forza motrice tra fulcro e resistenza (esempio: braccio umano). Condizione di equilibrio Quando la leva è in equilibrio, la somma dei momenti rispetto al fulcro è niente. Per due forze contrapposte si scrive: $$F_m \cdot b_m=F_r \cdot b_r$$ Se questa relazione è rispettata, la leva non ruota. Esempio con dati diversi Si consideri una leva di prima specie con fulcro a 20 cm dal punto di applicazione della forza motrice e a 30 cm dalla forza resistente. Se la forza motrice è 10 N, la forza resistente necessaria per mantenere l’equilibrio è: $$F_m \cdot b_m=F_r \cdot b_r \quad \Longrightarrow \quad 10 \mathrm{~N} \times 0,20 \mathrm{~m}=F_r \times 0,30 \mathrm{~m}$$ $$F_r=\frac{10 \times 0,20}{0,30}=\frac{2}{0,30} \approx 6,67 \mathrm{~N}$$ Vuoi fare altri esercizi? Se vuoi assicurarti di comprendere a fondo il funzionamento delle leve e di altre macchine semplici prima di affrontare il test di ammissione, TestBuddy è la soluzione su misura per te. Tra migliaia di quesiti spiegati, simulazioni realistiche e l’innovativo tutor virtuale Buddy, potrai verificare passo dopo passo la tua comprensione e correggere eventuali lacune in tempo reale. Gestisci il tuo studio con esercitazioni personalizzate, valuta i progressi nelle statistiche avanzate e resta motivato con un sistema di punteggi e simulazioni sempre aggiornate. Prova TestBuddy ora e metti subito in leva la tua preparazione!

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Piano Inclinato: Come Calcolare la Forza Motrice nei Test di Ingresso

Nei test di ingresso, può capitare una domanda sul piano inclinato, per verificare se si conosce come scomporre la forza peso e calcolare la forza motrice necessaria a mantenere l’equilibrio o a sollevare un oggetto lungo il piano. Ecco ciò che conviene sapere per affrontare gli esercizi in modo sicuro. Struttura del piano inclinato Un piano inclinato ha lunghezza l e dislivello h rispetto all’orizzontale. Un corpo di massa m poggiato sul piano è sottoposto a una forza peso P=m⋅g diretta verticalmente. Questa forza si scompone in: P1: componente ortogonale al piano (bilanciata dalla reazione vincolare). P2: componente parallela al piano, che tende a far scivolare il corpo verso il basso. Forza da applicare per l’equilibrio La forza motrice Fm, disposta parallelamente al piano (e diretta verso l’alto), deve equilibrare la componente parallela del peso. In un approccio geometrico, se l’oggetto è in equilibrio, si ottiene una relazione del tipo: $$F_m=F_r \cdot \frac{h}{l}$$ dove Fr è il peso del corpo (o meglio, la forza resistente effettiva), h l’altezza del piano, l la lunghezza della superficie inclinata. In ambito trigonometrico, se α è l’angolo di inclinazione con l’orizzontale, allora la componente parallela del peso risulta: $$F_m=m g \sin (\alpha)$$ Vantaggio meccanico Il piano inclinato è spesso detto macchina vantaggiosa: a parità di lavoro, si può usare una forza minore Fm per sollevare il carico, a patto di aumentare la distanza lungo la quale si esercita la forza (cioè la lunghezza l del piano). Il vantaggio si misura con il rapporto l / h. Più l è grande rispetto a h, più piccola risulta la forza Fm necessaria. Esempio con dati diversi Si ipotizzi un piano inclinato lungo 3 m, con un dislivello di 1 m, su cui è posto un oggetto di massa 5 kg. Se per mantenerlo in equilibrio serve una forza F<sub>m</sub> parallela al piano, geometricamente si può scrivere: $$F_m=m g \times \frac{h}{l}=5 \times 9,8 \times \frac{1}{3} \approx 16,3 \mathrm{~N}$$ Se si preferisce la via trigonometrica, si calcola α come $$\sin (\alpha)=h / l=1 / 3$$, da cui $$\alpha \approx 19,47^{\circ}$$, e si ottiene lo stesso risultato usando $$m g \sin (\alpha)$$. TestBuddy e gli esercizi di fisica Se vuoi padroneggiare la fisica del piano inclinato (e non solo) in vista del tuo test di ammissione, TestBuddy è la piattaforma ideale. Con migliaia di quesiti aggiornati, simulazioni personalizzabili e un tutor virtuale basato su intelligenza artificiale, avrai a disposizione tutto ciò che ti serve per consolidare le nozioni appena lette e allenarti in modo efficace. Dalle esercitazioni rapide al ripasso degli errori, fino alle statistiche di avanzamento che ti mostrano dove migliorare, TestBuddy ottimizza il tuo studio e ti segue passo dopo passo. Accedi ora, sfrutta il vantaggio di un piano inclinato digitale su misura per te e avanza spedito verso l’obiettivo: superare il test di ammissione!

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