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girl in blue jacket holding red and silver ringMedicina

Entrare a Medicina 2025: semestre-filtro, trasferimenti e estero

Ti stai chiedendo “Come faccio a entrare a Medicina nel 2025 senza dover fare il test a crocette?” Vuoi sapere se basta il diploma, se esistono scorciatoie come il trasferimento o il passaggio da un altro corso, oppure se devi per forza partire per la Spagna, la Romania o la Bulgaria? In questo articolo troverai tutte le risposte: leggerai cos’è il nuovo semestre-filtro, quali crediti servono per i passaggi, dove il test privato resta obbligatorio e in quali Paesi europei puoi studiare Medicina senza l’esame italiano. Il nuovo semestre-filtro: iscrizione libera e selezione dopo 18 CFU La Legge 14 marzo 2025 n. 26 e il primo decreto attuativo (Atto Governo 263) rivoluzionano l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria: Nessun test d’ingresso al 1º semestre dell’a.a. 2025-26. Ogni diplomato può immatricolarsi. Gli iscritti seguono tre insegnamenti di base – Biologia-Genetica, Chimica-Biochimica, Fisica medica – per almeno 18 CFU complessivi. L’elenco delle “discipline qualificanti comuni” è nell’art. 5 del decreto. A gennaio 2026 sostengono gli esami del semestre; chi li supera tutti entra in una graduatoria nazionale che assegna i posti disponibili. Il MUR stima un passaggio di circa un terzo degli iscritti alla fase successiva. Al momento dell’iscrizione si sceglie obbligatoriamente un corso di riserva (Biotecnologie, Farmacia, Scienze motorie, ecc.). Se si resta fuori da Medicina, i 18 CFU vengono automaticamente convalidati in quell’altro percorso, così non si perde tempo né tasse già versate. Semestre-filtro e test non sono sinonimi: la prova a crocette sparisce, ma la selezione rimane, solo spostata a fine semestre e basata su esami veri. Trasferimento da un’altra Medicina (Italia o estero) Chi è già iscritto a Medicina in qualunque ateneo – italiano o straniero – può cambiare sede senza sostenere il test nazionale: Ogni università pubblica a giugno-luglio un bando di trasferimento con i posti rimasti vacanti in 2º, 3º, 4º anno, le date e la documentazione da presentare. Esempio: bando UniMi (3 giugno – 2 luglio 2024) per l’a.a. 2024-25. La graduatoria interna è costruita su CFU già acquisiti e media ponderata; vengono convalidati gli esami sovrapponibili per contenuti e SSD. Gli atenei privati (Humanitas, UniCamillus, ecc.) in genere esonerano i trasferiti dal loro test HUMAT/IMAT interno, purché arrivino già da Medicina. Passaggio da corsi affini: la strada dei 25 CFU Per chiedere il passaggio a Medicina senza rifare il test devi già provenire da un corso “cugino” – Biotecnologie, Biologia, Farmacia, Chimica, Professioni sanitarie o Veterinaria – ed aver maturato almeno 25 CFU convalidabili nei settori BIO/CHIM/FIS/MED; sotto questa soglia le domande vengono scartate, come recita il bando di Parma (“sono escluse le carriere con meno di 25 CFU in materie convalidabili”) (Fonte: Corsi UniPR). Possono fare domanda gli iscritti dal 2º-3º anno in poi, i laureandi e i laureati; l’ateneo redige una graduatoria basata su numero totale di CFU riconoscibili e media ponderata (per i laureati conta anche il voto di laurea). I posti disponibili derivano da rinunce e trasferimenti e vengono pubblicati ogni estate in un bando di trasferimento: l’Università di Milano, ad esempio, apre la finestra online dal 3 giugno al 2 luglio, richiede l’upload dell’autocertificazione esami e un contributo di 75 €. Se la tua carriera è convalidata per un anno successivo al primo, l’immatricolazione avviene direttamente – senza alcun quiz nazionale – e inizi a seguire le lezioni di Medicina dal semestre corrispondente. Atenei privati e corsi in inglese: il test resta Le università non statali e i corsi IMAT delle statali mantengono un esame proprietario: Humanitas University: due sessioni HUMAT online il 5 e 26 febbraio 2025 per l’a.a. 2025-26. (Fonte: Hunimed) IMAT 2025 (la prova per Medicina in inglese delle statali) è confermata a settembre 2025; data precisa da MUR entro l’estate. Unico modo per evitare questi test: arrivare in trasferimento da un altro corso di Medicina già frequentato. Studiare Medicina all’estero senza test italiano Chi preferisce studiare all’estero trova diversi corsi di Medicina senza test italiano: le università private spagnole, come la Universidad Europea, chiedono un dossier scolastico e un colloquio, con rette comprese fra 18 000 e 23 000 € l’anno (Fonte: El País); in Romania atenei come Cluj o Craiova offrono programmi in inglese senza esame d’ingresso e con tasse sui 6 000 € annui; in Bulgaria (Plovdiv, Sofia, Varna) l’accesso avviene con un breve test di Biologia/Chimica in inglese e le rette oscillano fra 7 000 e 9 000 €. I titoli conseguiti nell’Unione europea sono riconosciuti in Italia in base alla Direttiva 2005/36/CE sul mutuo riconoscimento delle qualifiche professionali, per cui al rientro basta sostenere l’esame di Stato italiano per iscriversi all’Ordine dei Medici (Fonte: eur-lex.europa.eu). Domande frequenti degli studenti Posso provare il semestre-filtro più di una volta? Sì, il decreto consente fino a tre immatricolazioni totali al filtro, contando anche eventuali interruzioni degli studi. (Fonte: Documenti Camera) Quanti posti saranno disponibili al 2º semestre 2025-26? Il contingente verrà fissato dal MUR e dal Ministero della Salute a luglio 2025, in base al fabbisogno del SSN; le proiezioni tecniche indicano circa il 30 % degli iscritti al filtro. Vale la pena preparare un corso privato di “pre-filtro”? Non è obbligatorio. Il MUR pubblicherà un Syllabus nazionale entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, per garantire programmi uniformi tra atenei. (Fonte: Documenti Camera)

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Leo Fulvio Bacchilega
A street sign hanging from the side of a buildingArma-dei-Carabinieri

Arma dei Carabinieri nei Concorsi: Storia, Funzioni e Dettagli Essenziali

Spesso, negli esercizi a risposta multipla proposti nei test di ingresso di alcune facoltà o concorsi, viene richiesto di conoscere nel dettaglio come è nata e come si è evoluta l’Arma dei Carabinieri. Qui trovi una spiegazione completa e accessibile, pensata per chi desidera imparare in modo chiaro e immediato ciò che serve per rispondere correttamente alle domande più frequenti. L’Arma dei Carabinieri e i compiti fondamentali L’Arma dei Carabinieri è una forza armata che esercita anche funzioni di polizia. Questo significa che si occupa della difesa nazionale come parte integrante delle Forze Armate e, allo stesso tempo, di ordine pubblico, prevenzione e repressione dei reati su tutto il territorio italiano. Comprendere perché si definisce “Arma” e quali sono i suoi ruoli principali è un requisito spesso presente nei test, per cui è importante padroneggiare alcuni aspetti storici e organizzativi. Origini e primi sviluppi Nel 13 luglio 1814, per volere di Vittorio Emanuele I di Savoia, fu istituito un Corpo sul modello della gendarmeria francese, inizialmente chiamato Carabinieri Reali. Nei primi documenti ufficiali si chiarivano le funzioni di base, cioè polizia giudiziaria, ordine pubblico e compiti militari. Il primo comandante fu il Generale d’Armata Giuseppe Thaon di Revel di Sant’Andrea, mentre il personale venne selezionato accuratamente dall’Armata Sarda. All’inizio, il numero di effettivi era piuttosto contenuto: si contavano 27 ufficiali e poco meno di 800 uomini tra sottufficiali e truppa. Gli ufficiali comprendevano vari gradi, dal colonnello ai sottotenenti, fino alla figura del quartiermastro, responsabile degli aspetti logistico-amministrativi. L’idea di fondo era quella di creare un reparto d’élite, con regole di arruolamento molto selettive: era necessario avere già un addestramento militare e possedere requisiti fisici e di istruzione non comuni per l’epoca. Chi si candidava, infatti, doveva saper leggere e scrivere ed avere una statura non inferiore a una determinata soglia (allora 1,75 m), piuttosto alta per gli standard del periodo. Per fare un esempio pratico in chiave più recente, ancora oggi nelle procedure di reclutamento si valuta con attenzione la capacità di comprensione e la preparazione fisica, pur con parametri adattati alle normative vigenti. Dalle prime imprese militari all’Unità d’Italia Già nei primi anni dalla fondazione, i Carabinieri si misero in luce con azioni di cavalleria ritenute fondamentali in diverse campagne militari. Il ruolo di scorta al re e di difesa territoriale ne incrementò rapidamente il prestigio. Con l’avvio dei moti risorgimentali, il Regno di Sardegna – e con esso i Carabinieri – si impegnò nelle lotte che portarono alla proclamazione del Regno d’Italia (marzo 1861). Il nuovo Stato richiedeva una presenza capillare delle forze di sicurezza, perciò l’originario Corpo dei Carabinieri fu ristrutturato in funzione delle crescenti esigenze demografiche e territoriali. Divenne una vera Arma nel 1873, qualifica che ancora oggi è un segno distintivo. In quegli anni, un’operazione molto significativa fu la lotta al brigantaggio, specialmente nelle regioni meridionali, in cui i Carabinieri si guadagnarono il nome di Benemerita. Questo soprannome venne usato in Parlamento per sottolineare i meriti acquisiti nel contrasto a un fenomeno che minacciava la stabilità del neonato Regno d’Italia. Cambiamenti e prove di coraggio nel XX secolo I Carabinieri hanno partecipato attivamente a ogni conflitto in cui è stata coinvolta l’Italia, distinguendosi in maniera spesso eroica. Nel primo dopoguerra, l’Arma ottenne la medaglia d’oro al valor militare (5 giugno 1920). Durante la Seconda guerra mondiale, diversi militari sacrificarono la propria vita in operazioni di difesa della popolazione civile. Un momento particolarmente drammatico fu l’episodio di Torre di Palidoro (23 settembre 1943), dove un vice brigadiere offrì la propria vita per salvare un gruppo di civili, e quello delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944), in cui caddero anche ufficiali e generali dell’Arma. Terminato il conflitto, con il referendum del 2 giugno 1946 l’Italia divenne Repubblica, e i Carabinieri persero il titolo di “Reali”, prendendo il nome definitivo di Arma dei Carabinieri. Gli anni seguenti furono segnati da interventi in conflitti sociali, nel banditismo in alcune zone del Paese e nelle prime attività antiterrorismo. Con il passare del tempo si svilupparono nuovi reparti e si riorganizzò la presenza dei Carabinieri nei grandi centri urbani, introducendo mezzi motorizzati moderni e numeri di emergenza sempre più accessibili. Negli anni Settanta, la fondazione del Nucleo speciale antiterrorismo dimostrò la volontà di contrastare il fenomeno terroristico di quegli anni in modo più efficace. Personaggi come il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa seppero garantire risultati di rilievo, nonostante le significative perdite subite dall’Arma. Impegno contro la criminalità organizzata Il contrasto alle mafie divenne progressivamente uno degli impegni principali dell’Arma. Furono infatti i Carabinieri a svolgere investigazioni fondamentali, portando all’arresto di figure di spicco nelle principali organizzazioni criminali (mafia, camorra, ’ndrangheta). Dalla fine del 1990, il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), con sede a Roma, si occupa di attività investigative complesse, contro criminalità organizzata ed eversione. Autonomia e missioni internazionali Con la legge delega del 31 marzo 2000, n. 78, l’Arma dei Carabinieri è diventata forza armata autonoma, conquistando il diritto di avere un comandante generale proveniente dai propri ranghi. Questa nuova organizzazione ha permesso di rafforzare l’identità e la capacità di azione su tutto il territorio nazionale. Oltre a operare internamente, l’Arma partecipa a missioni di pace e sicurezza all’estero, fin dall’epoca della spedizione in Crimea (1855). Oggi, con funzioni che vanno dal controllo del rispetto dei diritti umani all’addestramento di forze di polizia locali, i Carabinieri continuano a rappresentare un punto di riferimento per la cooperazione internazionale. Aiuto alle popolazioni e valorizzazione civile Un aspetto spesso richiesto nei test di ingresso riguarda le operazioni di soccorso che i Carabinieri svolgono in occasione di catastrofi naturali. Fin dalla metà del Novecento, si sono distinti nell’assistenza alle popolazioni colpite da alluvioni, terremoti o altre emergenze. Esemplare fu, per citarne uno diverso, il rapido impiego durante nevicate eccezionali che bloccarono alcune zone montane, con la distribuzione di viveri e medicinali agli abitanti più isolati. Sono attività che, insieme alla veste militare e di polizia, confermano il carattere multidisciplinare dell’Arma.

Foto di Leo Fulvio Bacchilega
Leo Fulvio Bacchilega
city alleyway with Carabineri signage during nighttimeArma-dei-Carabinieri

Struttura e Compiti dell’Arma dei Carabinieri nei Test di Ingresso

Norme fondamentali e riconoscimento dell’Arma La struttura attuale dell’Arma è frutto di diversi provvedimenti legislativi, tra cui i decreti legislativi n. 297/2000 e n. 298/2000, che attuano la legge n. 78 del 31 marzo 2000, volta a riordinare l’Arma dei Carabinieri e ad assegnarle un rango formale come Forza Armata. Tutti questi interventi sono stati recepiti e organizzati nel Codice dell’Ordinamento Militare (d.lgs. 66/2010) e nel relativo Testo Unico Regolamento (d.P.R. 90/2010). In questo modo, è stato riconosciuto in modo ufficiale il ruolo storico svolto dai Carabinieri, inseriti a pieno titolo nelle Forze Armate e con compiti chiaramente definiti. Configurazione generale e compiti primari L’Arma dei Carabinieri rappresenta una Forza Armata con funzioni di polizia a competenza generale, perciò può operare in due ambiti fondamentali: Ambito militare: Difesa della Patria e della collettività in caso di gravi eventi come calamità naturali. Partecipazione a operazioni militari in Italia e all’estero, incluse azioni di polizia militare e supporto alla ricostituzione di forze di polizia locali nelle aree di intervento internazionale. Polizia militare per le Forze Armate italiane, incluse indagini per la giustizia militare. Sicurezza delle nostre rappresentanze diplomatiche all’estero. Supporto ad altri reparti militari in attività istituzionali, oltre al concorso al servizio di mobilitazione. Ambito di polizia: Funzioni di polizia giudiziaria, su incarico dell’Autorità Giudiziaria. Ordine pubblico e sicurezza, con compiti di prevenzione e repressione dei reati. Possibilità di intervenire come struttura operativa di protezione civile, mantenendo l’operatività nelle zone colpite da calamità e prestando soccorso alle comunità. Collocazione nell’apparato dello Stato In base alla legge, l’Arma dei Carabinieri si trova all’interno del Ministero della Difesa, al pari delle altre Forze Armate, ma opera come Forza di Polizia in modo permanente. Il Comandante Generale, figura di vertice, dipende dal Capo di Stato Maggiore della Difesa per i compiti prettamente militari, mentre per le funzioni di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica c’è una dipendenza funzionale dal Ministro dell’Interno. Aspetti tecnico-amministrativi Le questioni legate a personale, amministrazione e logistica sono coordinate dal Ministero della Difesa. Per quanto riguarda l’accasermamento e i fondi destinati al potenziamento delle Forze di Polizia, l’Arma fa riferimento al Ministero dell’Interno. Reparti specializzati e dipendenze funzionali Un tratto distintivo dei Carabinieri è la presenza di reparti specializzati, istituiti presso diversi Ministeri o Organi dello Stato, che dipendono funzionalmente dai loro rispettivi titolari per le competenze di settore: Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Ministero della Salute) Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (Ministero dell’Ambiente) Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali) Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro (Ministero del Lavoro) Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari (Ministero delle Politiche Agricole) Comando Carabinieri Ministero Affari Esteri (Ministero degli Affari Esteri) Altri reparti sono operativi presso Presidenza della Repubblica, Senato, Camera, Corte Costituzionale, Corte dei Conti, Presidenza del Consiglio dei Ministri, C.N.E.L. e dipendono, di fatto, dagli stessi Organi per le attività specifiche di vigilanza, controllo o sicurezza. Dipendenze nelle organizzazioni internazionali I reparti dell’Arma presenti in Comandi e Organismi alleati, sia in Italia sia all’estero, rispondono al Capo di Stato Maggiore della Difesa (tramite i rispettivi Comandanti) o ai Capi di Stato Maggiore delle altre Forze Armate, se l’operazione è di tipo interforze. Qualifiche di polizia Per molti test, è utile ricordare che i Carabinieri possiedono qualifiche di: Ufficiale di polizia giudiziaria: Ufficiali (esclusi i Generali), Ispettori (Marescialli), Sovrintendenti e Appuntati Comandanti interinali di Stazione Agente di polizia giudiziaria: Appuntati e Carabinieri Ufficiale di pubblica sicurezza: Ufficiali e Marescialli Aiutanti quando sostituiscono i superiori nella direzione di reparti Agente di pubblica sicurezza: Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Carabinieri Durante le attività d’indagine, i militari dell’Arma dipendono direttamente dalla magistratura, secondo quanto previsto dal codice di procedura penale. Numeri e organizzazione interna Le leggi di riferimento stabiliscono che la forza organica (tra organico ed extraorganico) dell’Arma sia di 117.920 unità, ripartite in: Ufficiali: 3.969 Ispettori (Marescialli): 30.176 Sovrintendenti (Brigadieri): 20.352 Appuntati e Carabinieri: 63.423 Tale personale è distribuito in un’Organizzazione Centrale, Addestrativa, Territoriale, Mobile, Speciale e in altri reparti creati per compiti specifici. A livello territoriale, le Stazioni rivestono un ruolo centrale poiché rappresentano il primo punto di contatto con i cittadini.

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a couple of men standing next to motorcyclesArma-dei-Carabinieri

Struttura Gerarchica dei Carabinieri: Comando Generale e Ruoli nei Test

Quando occorre rispondere a test a risposta multipla che riguardano l’Arma dei Carabinieri, spesso si incontrano quesiti sulla sua organizzazione interna, sul Comando Generale e sui ruoli gerarchici. Capire chi risponde a chi e come è strutturata la scala dei gradi è fondamentale per non sbagliare le domande. Questa guida riassume ciò che serve sapere per superare con sicurezza l’argomento. Il Comando Generale: direzione, coordinamento e controllo Il Comando Generale è l’organo di vertice che sorveglia la direzione, il coordinamento e il controllo di tutte le attività dell’Arma. Si occupa anche di analizzare i fenomeni criminali e di gestire i reparti operativi. Nei suoi elementi principali, si possono distinguere diverse figure e uffici: Comandante Generale: Dirigente Generale responsabile dei Sistemi Informativi Automatizzati Commissione di Valutazione per l’Avanzamento Ufficio rapporti con la Rappresentanza Militare Commissione per il supporto della condizione generale del personale (attiva all’occorrenza) Segreteria Vice Comandante Generale: Ufficio del Vice Comandante Ufficio storico Museo Storico Capo di Stato Maggiore: Ufficio del Capo di Stato Maggiore Reparto Autonomo Direzione di Sanità Direzione di Amministrazione Servizio Assistenza Spirituale Sotto Capo di Stato Maggiore, da cui dipendono: Centro Nazionale Selezione e Reclutamento (CNSR) Ufficio Legislazione Centro Nazionale Amministrativo di Chieti (CNA) Stato Maggiore In pratica, il Comando Generale ha più livelli di responsabilità, ognuno dei quali si dedica a compiti specifici: dalla gestione amministrativa al reclutamento, fino agli aspetti storici e museali dell’Arma. La suddivisione del personale: i ruoli La legge stabilisce che i Carabinieri possano contare su circa 117.943 unità, distribuite su quattro ruoli principali: Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Carabinieri. Ognuno di questi ruoli ha gradi gerarchici ben definiti, che ne scandiscono la progressione di carriera. Ufficiali Gli Ufficiali sono a loro volta classificati nei seguenti gradi: Generale di Corpo d’Armata Generale di Divisione Generale di Brigata Colonnello Tenente Colonnello Maggiore Capitano Tenente Sottotenente Ispettori Gli Ispettori comprendono: Maresciallo aiutante – sostituto ufficiale di pubblica sicurezza (che può acquisire la qualifica di luogotenente secondo le regole stabilite dalla legge) Maresciallo capo Maresciallo ordinario Maresciallo Sovrintendenti Il ruolo dei Sovrintendenti è composto da: Brigadiere capo Brigadiere Vicebrigadiere Appuntati e Carabinieri Infine, tra gli Appuntati e Carabinieri troviamo: Appuntato scelto Appuntato Carabiniere scelto Carabiniere Questa gerarchia assicura un’organizzazione interna molto precisa. Nei test, conoscere il corretto ordine dei gradi e quali funzioni competono ad ogni ruolo spesso fa la differenza tra una risposta esatta e una errata.

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Pressione e unità di misura: come passare da pascal a bar, atm e baria

Quando si studia la pressione per un test di ingresso, le domande più comuni sono sempre le stesse: che cos’è la pressione, qual è la sua unità di misura nel Sistema Internazionale, quanto vale 1 atm in pascal, come si passa da bar a pascal e perché 1 atm non è proprio uguale a 1 bar. Qui mettiamo ordine con formule, equivalenze e conversioni essenziali, senza complicare quello che deve restare rapido da usare negli esercizi. Che cos’è la pressione La pressione misura quanto una forza “spinge” su una superficie. Più precisamente, è il rapporto tra: la forza perpendicolare alla superficie; l’area su cui quella forza si distribuisce. La formula è: $$p=\frac{F_n}{A}$$ Dove: p è la pressione; Fₙ è la componente della forza perpendicolare alla superficie, misurata in newton; A è l’area, misurata in metri quadrati. Se la forza è già perpendicolare alla superficie, si può scrivere anche: $$p=\frac{F}{A}$$ Quindi: a parità di forza, se l’area diminuisce, la pressione aumenta; a parità di area, se la forza aumenta, aumenta anche la pressione. È una relazione molto usata nei test, perché collega subito fisica, proporzioni e unità di misura. Pascal: l’unità di misura della pressione nel Sistema Internazionale Nel Sistema Internazionale, l’unità di misura della pressione è il pascal, con simbolo Pa. Un pascal corrisponde a: $$1\ Pa=1\ \frac{N}{m^2}$$ Cioè: 1 newton di forza; distribuito su 1 metro quadrato di superficie. Il pascal è quindi un’unità derivata, perché nasce da altre unità del Sistema Internazionale. In unità fondamentali si può scrivere anche così: $$1\ Pa=1\ kg\cdot m^{-1}\cdot s^{-2}$$ Per gli esercizi, però, la forma più importante da ricordare è: $$1\ Pa=1\ \frac{N}{m^2}$$ Le principali unità di misura della pressione Le unità che compaiono più spesso negli esercizi sono queste: | Unità | Simbolo | Valore da ricordare | | -------------------------- | -------: | -----------------------------: | | Pascal | Pa | $$1\ Pa=1\ N/m^2$$ | | Bar | bar | $$1\ bar=10^5\ Pa=100000\ Pa$$ | | Atmosfera standard | atm | $$1\ atm=101325\ Pa$$ | | Millimetro di mercurio | mmHg | circa $$1\ atm=760\ mmHg$$ | | Torr | torr | $$1\ atm=760\ torr$$ | | Baria | Ba | $$1\ Ba=0,1\ Pa$$ | La cosa più importante è non confondere atm e bar. Sono molto vicini, ma non identici. Quanto vale 1 atm Il valore esatto da ricordare è: $$1\ atm=101325\ Pa$$ Quindi: $$1\ atm=1,01325\cdot10^5\ Pa$$ Nei test può comparire anche l’approssimazione: $$1\ atm\approx10^5\ Pa$$ Questa approssimazione è utile per fare calcoli veloci, ma non è il valore esatto. Il valore corretto è: $$101325\ Pa$$ 1 atm è uguale a 1 bar? No. 1 atm non è uguale a 1 bar. Le equivalenze corrette sono: $$1\ atm=1,01325\ bar$$ e: $$1\ bar=0,986923\ atm$$ Quindi: 1 bar = 100000 Pa; 1 atm = 101325 Pa; 1 atm è leggermente più grande di 1 bar. Negli esercizi semplici si può trovare l’approssimazione: $$1\ atm\approx1\ bar$$ Ma va usata solo quando il testo permette una stima. Se viene chiesto il valore preciso, bisogna usare: $$1\ atm=101325\ Pa$$ Conversioni principali tra pascal, bar e atm Questa tabella è quella da memorizzare meglio: | Conversione | Risultato | | ------------------ | ---------------------------: | | $$1\ Pa$$ in bar | $$10^{-5}\ bar$$ | | $$1\ Pa$$ in atm | $$9,86923\cdot10^{-6}\ atm$$ | | $$1\ bar$$ in Pa | $$100000\ Pa$$ | | $$1\ bar$$ in atm | $$0,986923\ atm$$ | | $$1\ atm$$ in Pa | $$101325\ Pa$$ | | $$1\ atm$$ in bar | $$1,01325\ bar$$ | | $$1\ Pa$$ in barie | $$10\ barie$$ | | $$1\ baria$$ in Pa | $$0,1\ Pa$$ | Per evitare errori: da bar a pascal, si moltiplica per $$10^5$$; da pascal a bar, si divide per $$10^5$$; da atm a pascal, si moltiplica per $$101325$$; da pascal ad atm, si divide per $$101325$$. Da bar a pascal La conversione più semplice è: $$1\ bar=10^5\ Pa$$ Quindi: $$1\ bar=100000\ Pa$$ Esempi: $$2\ bar=2\cdot10^5\ Pa=200000\ Pa$$ $$3,5\ bar=3,5\cdot10^5\ Pa=350000\ Pa$$ Regola pratica: bar → Pa: moltiplicare per 100000; Pa → bar: dividere per 100000. Da pascal a bar Per passare da pascal a bar si usa: $$1\ Pa=10^{-5}\ bar$$ Oppure: $$bar=\frac{Pa}{100000}$$ Esempio: $$250000\ Pa=\frac{250000}{100000}\ bar=2,5\ bar$$ Questa conversione è molto frequente perché nei test la pressione può essere data in pascal, ma le risposte possono essere in bar. Da atm a pascal Per convertire le atmosfere in pascal si usa: $$1\ atm=101325\ Pa$$ Esempio: $$2\ atm=2\cdot101325\ Pa=202650\ Pa$$ Se l’esercizio chiede una stima, spesso si può usare: $$1\ atm\approx10^5\ Pa$$ Quindi: $$2\ atm\approx2\cdot10^5\ Pa$$ Attenzione però: 101325 Pa è il valore esatto, 100000 Pa è solo un’approssimazione. Da pascal ad atm Per passare da pascal ad atmosfere si divide per 101325: $$atm=\frac{Pa}{101325}$$ Esempio: $$101325\ Pa=1\ atm$$ Altro esempio: $$202650\ Pa=\frac{202650}{101325}\ atm=2\ atm$$ Se il numero è vicino a $$10^5$$ Pa, di solito siamo vicini a 1 atm. Pressione atmosferica in pascal La pressione atmosferica standard vale: $$101325\ Pa$$ Cioè: $$1\ atm$$ Questo valore rappresenta una pressione di riferimento. Nella realtà, la pressione atmosferica cambia in base a: altitudine; temperatura; condizioni meteo. Per gli esercizi, però, il valore da usare di solito è: $$1\ atm=101325\ Pa$$ Oppure, se il testo lo permette: $$1\ atm\approx10^5\ Pa$$ Millimetri di mercurio e torr Nei test si possono incontrare anche mmHg e torr. Le equivalenze più usate sono: $$1\ atm=760\ torr$$ e, in molti esercizi scolastici: $$1\ atm\approx760\ mmHg$$ Queste unità compaiono spesso quando si parla di: pressione atmosferica; pressione dei gas; pressione sanguigna. Da ricordare: $$1\ atm=101325\ Pa\approx760\ mmHg$$ Baria: l’unità CGS della pressione La baria, detta anche barie, è l’unità di misura della pressione nel sistema CGS. Nel sistema CGS: la forza si misura in dyne; la superficie si misura in centimetri quadrati. La baria è definita così: $$1\ baria=1\ \frac{dyne}{cm^2}$$ Il collegamento con il pascal è: $$1\ baria=0,1\ Pa$$ Quindi: $$1\ Pa=10\ barie$$ Questo passaggio è utile perché il pascal usa newton e metri quadrati, mentre la baria usa dyne e centimetri quadrati. Da pascal a baria Partiamo da: $$1\ Pa=1\ \frac{N}{m^2}$$ Nel sistema CGS: $$1\ N=10^5\ dyne$$ e: $$1\ m^2=10^4\ cm^2$$ Quindi: $$1\ Pa=1\ \frac{10^5\ dyne}{10^4\ cm^2}=10\ \frac{dyne}{cm^2}$$ Perciò: $$1\ Pa=10\ barie$$ Viceversa: $$1\ baria=0,1\ Pa$$ Da ricordare anche: $$1\ bar=10^6\ barie$$ perché: $$1\ bar=100000\ Pa$$ e: $$1\ Pa=10\ barie$$ Attenzione ad ata La sigla ata può creare confusione. In metrologia, ata può indicare l’atmosfera tecnica assoluta, pari a: $$1\ ata=98066,5\ Pa$$ Questo valore non coincide con 1 atm, perché: $$1\ atm=101325\ Pa$$ In altri contesti, soprattutto quando si parla di pressione assoluta in ambito subacqueo o iperbarico, ATA può essere usato come “atmosfere assolute”. Per gli esercizi di fisica e chimica, se il testo parla di atm, si usa: $$1\ atm=101325\ Pa$$ Se invece compare ata, bisogna leggere bene il contesto. Esempio pratico: 2 bar in pascal e atm Un manometro misura una pressione di: $$2\ bar$$ Per convertirla in pascal: $$2\ bar=2\cdot10^5\ Pa=200000\ Pa$$ Per convertirla in atmosfere: $$1\ atm=1,01325\ bar$$ Quindi: $$2\ bar=\frac{2}{1,01325}\ atm\approx1,97\ atm$$ Risultato: 2 bar = 200000 Pa; 2 bar ≈ 1,97 atm. Come evitare errori negli esercizi Quando compare una conversione di pressione, conviene seguire sempre 3 passaggi: Capire l’unità di partenza Per esempio Pa, bar, atm o baria. Scrivere l’equivalenza giusta Per esempio: $$1\ bar=100000\ Pa$$ Moltiplicare o dividere senza saltare passaggi Così si evitano errori con le potenze di 10. Le conversioni più rischiose sono: confondere 1 atm con 1 bar; usare 100000 Pa come valore esatto di 1 atm; dimenticare che 1 Pa = 10 barie; invertire la conversione tra bar e pascal. Su TestBuddy ci si può allenare su questi passaggi con esercizi per argomento, simulazioni e statistiche. Il TB™ Score aiuta a capire quanto si è pronti oggi, senza studiare alla cieca. Valori da memorizzare Per rispondere velocemente nei test, i valori più importanti sono: $$p=\frac{F_n}{A}$$ $$1\ Pa=1\ N/m^2$$ $$1\ bar=10^5\ Pa=100000\ Pa$$ $$1\ atm=101325\ Pa$$ $$1\ atm=1,01325\ bar$$ $$1\ bar=0,986923\ atm$$ $$1\ atm\approx760\ mmHg$$ $$1\ atm=760\ torr$$ $$1\ Pa=10\ barie$$ $$1\ baria=0,1\ Pa$$ La regola più utile è questa: 1 bar è esattamente 100000 Pa; 1 atm è esattamente 101325 Pa; quindi 1 atm è circa 1 bar, ma non sono la stessa cosa. Allenarsi con TestBuddy Le unità di misura della pressione sembrano semplici, ma negli esercizi fanno perdere punti quando si sbaglia una potenza di 10 o si confonde atm con bar. Con TestBuddy ci si può esercitare in modo mirato su: formule di fisica; conversioni tra unità di misura; esercizi per argomento; simulazioni fedeli alla prova; statistiche sui punti deboli; manuale digitale e percorso guidato. Si può iniziare gratis e controllare i progressi con il TB™ Score, così la preparazione resta chiara, misurabile e senza ansia. Riepilogo finale delle fonti aggiornate Le definizioni del Sistema Internazionale e del pascal derivano dalla brochure ufficiale del BIPM e dal SI Digital Framework. La definizione fisica di pressione, il valore dell’atmosfera standard e la definizione di bar sono stati verificati sul Gold Book IUPAC. Le conversioni tra atm, bar, pascal, torr e altre unità di pressione sono state controllate nelle tabelle del NIST. Le informazioni su baria e atmosfera tecnica assoluta derivano dalle voci scientifiche di Treccani. La distinzione tra pressione atmosferica standard e pressione reale, variabile con quota e condizioni dell’atmosfera, è coerente con il materiale divulgativo della NASA. La nota sull’uso di ATA nei contesti di pressione assoluta è stata confrontata con materiale didattico della NOAA.

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Leo Fulvio Bacchilega
Contenitore cubico trasparente su scrivania con quaderno, righello e smartphone, per spiegare la conversione da metri cubi a litri.Test-di-ammissione

Da metri cubi a litri: conversioni facili per i test

Nei test di ingresso capita spesso di dover passare da metri cubi a litri, oppure da litri a metri cubi. La domanda di base è sempre la stessa: quanto vale 1 metro cubo? E quanto vale 1 litro se lo trasformiamo in metri cubi? Qui vediamo le conversioni essenziali, gli errori da evitare e un esempio pratico, così il calcolo diventa immediato anche negli esercizi di fisica, chimica e geometria solida. Unità di misura del volume Il volume indica lo spazio occupato da un corpo, da un liquido o da un gas. Le unità più usate sono: metro cubo: $$\mathrm{m}^3$$ litro: $$\mathrm{L}$$ decimetro cubo: $$\mathrm{dm}^3$$ centimetro cubo: $$\mathrm{cm}^3$$ millilitro: $$\mathrm{mL}$$ Nei test bisogna ricordare soprattutto queste equivalenze: $$1 \mathrm{~m}^3 = 1000 \mathrm{~L}$$ $$1 \mathrm{~L} = 1 \mathrm{~dm}^3 = 0{,}001 \mathrm{~m}^3$$ $$1 \mathrm{~cm}^3 = 1 \mathrm{~mL}$$ Quindi: 1 metro cubo contiene 1000 litri 1 litro corrisponde a 0,001 metri cubi 1 decimetro cubo corrisponde a 1 litro Meglio usare L maiuscola per indicare il litro, così non si confonde con il numero 1. Come convertire metri cubi in litri Per passare da metri cubi a litri, si moltiplica per 1000: $$\mathrm{m}^3 \times 1000 = \mathrm{L}$$ Esempi: | Volume | Calcolo | Risultato | | ----------------------- | --------------------: | ---------------------: | | $$1 \mathrm{~m}^3$$ | $$1 \times 1000$$ | $$1000 \mathrm{~L}$$ | | $$100 \mathrm{~m}^3$$ | $$100 \times 1000$$ | $$100000 \mathrm{~L}$$ | | $$0{,}3 \mathrm{~m}^3$$ | $$0{,}3 \times 1000$$ | $$300 \mathrm{~L}$$ | | $$0{,}9 \mathrm{~m}^3$$ | $$0{,}9 \times 1000$$ | $$900 \mathrm{~L}$$ | | $$0{,}2 \mathrm{~m}^3$$ | $$0{,}2 \times 1000$$ | $$200 \mathrm{~L}$$ | Il trucco mentale è semplice: da $$\mathrm{m}^3$$ a L si sposta la virgola di 3 posti a destra da L a $$\mathrm{m}^3$$ si sposta la virgola di 3 posti a sinistra Come convertire litri in metri cubi Per passare da litri a metri cubi, si divide per 1000: $$\mathrm{L} \div 1000 = \mathrm{m}^3$$ Esempi: $$1 \mathrm{~L} = 0{,}001 \mathrm{~m}^3$$ $$10 \mathrm{~L} = 0{,}01 \mathrm{~m}^3$$ $$100 \mathrm{~L} = 0{,}1 \mathrm{~m}^3$$ $$1000 \mathrm{~L} = 1 \mathrm{~m}^3$$ $$6500 \mathrm{~L} = 6{,}5 \mathrm{~m}^3$$ Attenzione all’errore più comune: $$1 \mathrm{~L} \neq 1 \mathrm{~m}^3$$ La relazione corretta è: $$1 \mathrm{~L} = 0{,}001 \mathrm{~m}^3$$ Perché 1 litro è uguale a 1 decimetro cubo Un decimetro corrisponde a 10 cm. Un cubo con lato di 1 dm ha volume: $$1 \mathrm{~dm} \times 1 \mathrm{~dm} \times 1 \mathrm{~dm} = 1 \mathrm{~dm}^3$$ E questo volume è esattamente: $$1 \mathrm{~dm}^3 = 1 \mathrm{~L}$$ Quindi un cubo di lato 10 cm contiene 1 litro. Questo passaggio è molto utile nei test, perché collega: geometria fisica unità di misura conversioni rapide “Un cubo” quanti litri contiene? Dipende dal lato del cubo. Non basta dire “un cubo”: bisogna sapere quanto misura il lato. Esempi: cubo con lato 1 m: $$V = 1^3 = 1 \mathrm{~m}^3 = 1000 \mathrm{~L}$$ cubo con lato 1 dm: $$V = 1^3 = 1 \mathrm{~dm}^3 = 1 \mathrm{~L}$$ cubo con lato 50 cm: prima si converte il lato, poi si calcola il volume. Vediamolo. Esempio pratico: contenitore cubico da 50 cm Supponiamo di avere un contenitore cubico con lato di 50 cm. Vogliamo sapere quanti litri può contenere. Convertiamo il lato in metri: $$50 \mathrm{~cm} = 0{,}50 \mathrm{~m}$$ Calcoliamo il volume: $$V = (0{,}50 \mathrm{~m})^3$$ $$V = 0{,}125 \mathrm{~m}^3$$ Convertiamo in litri: $$0{,}125 \mathrm{~m}^3 \times 1000 = 125 \mathrm{~L}$$ Il contenitore può contenere 125 litri. Prima il volume, poi la conversione In molti esercizi non viene dato subito il volume. Prima bisogna calcolarlo. Le formule più comuni sono: cubo: $$V = l^3$$ parallelepipedo: $$V = a \times b \times c$$ cilindro: $$V = \pi r^2 h$$ sfera: $$V = \frac{4}{3}\pi r^3$$ Se le misure sono in metri, il volume esce in metri cubi. Poi si converte: $$\mathrm{m}^3 \times 1000 = \mathrm{L}$$ Da ricordare: il quadrato misura una superficie il cerchio misura una superficie per parlare di volume serve un solido, come cubo, cilindro, sfera o parallelepipedo Metri cubi e litri nei gas La conversione vale anche per i gas: $$1 \mathrm{~m}^3 = 1000 \mathrm{~L}$$ Quindi 1 metro cubo di gas corrisponde a 1000 litri di gas, se stiamo parlando solo di volume. Nei contesti tecnici, però, possono comparire unità come: standard metro cubo normal metro cubo normal litro Qui bisogna fare attenzione: per i gas, il volume dipende anche da temperatura e pressione. Nei test di ingresso, se l’esercizio chiede solo una conversione tra unità di volume, si usa il rapporto: $$1 \mathrm{~m}^3 = 1000 \mathrm{~L}$$ Se invece il testo specifica condizioni particolari di temperatura o pressione, bisogna leggere bene la consegna. Metodo rapido per non sbagliare nei test Quando compare un esercizio sui volumi, conviene seguire sempre questo ordine: Controllare l’unità di partenza Convertire le lunghezze, se servono Calcolare il volume Convertire il risultato Controllare se il numero ha senso Esempio di controllo mentale: $$1 \mathrm{~m}^3$$ è grande: contiene 1000 L $$1 \mathrm{~L}$$ è piccolo: vale 0,001 m³ $$1 \mathrm{~dm}^3$$ è esattamente 1 L Queste conversioni sono piccole, ma nei test fanno perdere punti quando si va troppo veloci. Su TestBuddy ci si può allenare con esercizi per argomento, simulazioni, manuale digitale e statistiche di avanzamento. Il TB™ Score aiuta a capire quanto si farebbe oggi al test e dove conviene migliorare, senza studiare a caso. Si può iniziare gratis. Errori da evitare Gli errori più frequenti sono: pensare che 1 L = 1 m³ dimenticare che 1 m³ = 1000 L confondere dm³ con m³ non convertire i cm in m prima di calcolare il volume usare il volume del cubo senza conoscere il lato trattare i gas tecnici senza considerare temperatura e pressione, quando indicate La regola più sicura resta questa: $$1 \mathrm{~L} = 1 \mathrm{~dm}^3 = 0{,}001 \mathrm{~m}^3$$ $$1 \mathrm{~m}^3 = 1000 \mathrm{~L}$$ Riepilogo finale Le equivalenze tra litro, decimetro cubo e metro cubo seguono le definizioni metrologiche indicate da BIPM e NIST. Il chiarimento su gas, standard metro cubo e condizioni di riferimento segue le indicazioni di ARERA e il glossario tecnico IUPAC. Il collegamento con le competenze richieste nei test scientifici è coerente con gli aggiornamenti del MUR e con i sillabi CISIA.

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Leo Fulvio Bacchilega

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