Le 5 migliori app per test di ammissione nel 2026
Le 5 migliori app per preparare i test di ammissione nel 2026: quiz, simulazioni, studio, AI e strumenti utili per controllare la preparazione.

Scegliere l’app giusta per un test di ammissione non significa cercare quella con più quiz.
Bisogna capire quale app usare per preparare davvero il test, quale può aiutare a memorizzare meglio, quale serve per recuperare l’inglese e quali strumenti usare solo come supporto.
Abbiamo selezionato 5 app con ruoli diversi. Se bisogna scegliere un solo strumento per seguire tutta la preparazione, la nostra scelta è TestBuddy.
| App | Utile soprattutto per |
|---|---|
| TestBuddy | Preparare e controllare tutto il test |
| Anki | Memorizzare formule e nozioni |
| Compitoinclasse.org | Aggiungere quiz gratuiti |
| Duolingo | Migliorare le basi di inglese |
| ChatGPT | Capire meglio concetti difficili |
1. TestBuddy: per preparare tutto il test
TestBuddy è pensato per chi non vuole soltanto fare quiz, ma vuole sapere a che punto è nella preparazione e cosa conviene studiare dopo.
In un’unica piattaforma, disponibile da web, iOS e Android, trovi:
- simulazioni costruite sulle regole della prova;
- esercizi divisi per materia e argomento;
- manuale digitale;
- percorso guidato;
- ripasso degli errori;
- statistiche sui punti forti e deboli;
- TB Score;
- Buddy, l’assistente AI dedicato alla preparazione.
Più di 100.000 studenti si sono registrati su TestBuddy dal lancio.
La piattaforma comprende oltre 60.000 quesiti complessivi e più di 1000 argomenti al 1 settembre 2026 nei diversi percorsi disponibili.
Sapere dove si stanno perdendo punti
Un risultato come “70% di risposte corrette” dice poco se non si capisce da dove arriva il restante 30%.
Per questo le statistiche di TestBuddy scendono fino agli argomenti specifici.
Si può capire, per esempio, se:
- una materia è realmente debole;
- gli errori sono concentrati in pochi argomenti;
- una parte del programma è stata studiata poco;
- alcuni risultati dipendono da poche domande;
- si stanno ripetendo soprattutto quesiti già conosciuti.
L’obiettivo è semplice: trasformare ogni errore in un’indicazione su cosa studiare.
TB Score: quanto si è pronti oggi
Il TB Score prova a rispondere alla domanda più importante durante la preparazione:
“Se facessi il test oggi, a che livello sarei?”
Non mostra soltanto una stima.
Tiene conto anche della quantità di informazioni disponibili, così da non presentare come certa una valutazione costruita su pochi dati.
Più si utilizza TestBuddy, più la piattaforma può costruire una fotografia utile della preparazione.
Buddy: un’AI che conosce lo studio fatto
Buddy non parte ogni volta da una domanda isolata.
Può utilizzare il contesto della preparazione su TestBuddy, come:
- test scelto;
- tempo che manca alla prova;
- attività svolte;
- progressi;
- materie studiate;
- argomenti più deboli.
Quindi non serve soltanto per chiedere:
“Spiegami questo argomento.”
Può aiutare anche a capire:
“Su cosa dovrei concentrarmi adesso?”
Simulazioni aderenti al test
Ogni prova ha regole diverse.
Possono cambiare:
- numero di domande;
- durata;
- sezioni;
- punteggio;
- penalità;
- possibilità di tornare alle domande precedenti;
- tipologia dei quesiti.
Per questo una simulazione utile deve cercare di riprodurre la prova specifica che si dovrà sostenere, non un quiz generico.
Anche i contenuti devono seguire il programma corrente.
Se un argomento viene eliminato dal syllabus, continuare a studiarlo significa perdere tempo che potrebbe essere dedicato a ciò che verrà realmente richiesto.
Evitare l’effetto memoria
Rifare spesso le stesse domande può creare una falsa sensazione di miglioramento.
Si riconosce il quesito, si ricorda la risposta e la percentuale sale.
Per questo su TestBuddy è possibile allenarsi anche concentrandosi sui quesiti non ancora visti.
È particolarmente utile quando si vuole capire se un concetto è stato realmente imparato.
Su TestBuddy si può iniziare gratis, usando simulatore, esercizi, percorso, manuale, statistiche e Buddy entro i limiti del piano gratuito.
2. Anki: per ricordare formule e definizioni
Anki è utile quando il problema non è capire un concetto, ma ricordarlo nel tempo.
Utilizza la ripetizione spaziata, cioè ripropone le informazioni durante il ripasso con una frequenza diversa in base a quanto vengono ricordate.
Può essere utile per:
- formule;
- definizioni;
- vocaboli;
- nomenclatura;
- biologia;
- chimica;
- nozioni che si continuano a dimenticare.
Il modo più utile di inserirlo nella preparazione è partire dagli errori.
Se si sbaglia un quiz perché manca una nozione precisa, quella nozione può diventare una flashcard.
Meglio evitare di affidarsi senza controlli a enormi raccolte di flashcard trovate online: prima viene il programma del test, poi il materiale di studio.
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3. Compitoinclasse.org: per aggiungere quiz gratuiti
Compitoinclasse.org è una piattaforma storica per esercitarsi gratuitamente.
L’interfaccia è molto semplice e risente degli anni del progetto, ma il valore principale rimane il materiale disponibile.
Può essere utile come fonte aggiuntiva di esercizi, soprattutto quando si vogliono fare altri quiz senza costi.
Non lo useremmo però come unico sistema per organizzare tutta la preparazione.
Con qualsiasi archivio di quesiti, soprattutto se esiste da molti anni, bisogna sempre verificare che:
- l’argomento sia ancora nel programma;
- la struttura del test non sia cambiata;
- il quesito sia pertinente alla prova attuale.
Una domanda può essere corretta e comunque non servire più per il test che si sta preparando.
4. Duolingo: per rafforzare l’inglese
Duolingo non prepara direttamente ai test di ammissione.
Può però essere utile quando il problema è la conoscenza dell’inglese, soprattutto per:
- vocabolario;
- grammatica di base;
- comprensione di frasi;
- continuità nello studio della lingua.
Bisogna distinguere 2 attività:
migliorare il proprio inglese e allenarsi alla sezione di inglese del test.
Per la seconda servono comunque esercizi costruiti sul formato della prova.
5. ChatGPT: per farsi spiegare meglio un concetto
ChatGPT può essere utile quando una spiegazione del libro non è chiara.
Si può utilizzare per:
- riscrivere un concetto in modo più semplice;
- chiedere esempi;
- confrontare 2 argomenti simili;
- creare piccoli esercizi;
- controllare se si è capito un passaggio.
Per esempio:
“Spiegami la meiosi in modo semplice.”
Poi:
“Qual è la differenza tra meiosi e mitosi?”
Oppure:
“Fammi 3 domande per verificare se ho capito.”
Non dovrebbe però essere l’unico strumento utilizzato per stabilire cosa rientra nel programma del test.
Per quello bisogna partire dalla struttura reale della prova e dal syllabus aggiornato.
E thefaculty?
thefaculty è una delle piattaforme più conosciute nell’ambito dei test universitari, ma non l’abbiamo inserita nelle nostre 5 scelte.
Raccoglie nello stesso prodotto molte attività diverse legate al mondo universitario, tra cui test, orientamento e gamification.
Durante le prove che abbiamo effettuato, nei percorsi verificati la banca di quesiti ci è sembrata più limitata rispetto a ciò che cercheremmo per una preparazione intensiva e prolungata sullo stesso test.
Per scegliere lo strumento principale con cui studiare per mesi, per noi contano soprattutto:
- profondità sul singolo test;
- quantità di quesiti realmente utilizzabili;
- controllo delle domande già viste;
- statistiche dettagliate;
- simulazioni aderenti alla prova;
- aggiornamento del programma;
- indicazioni su cosa studiare dopo.
Per questo non la inseriamo tra le app che sceglieremmo come strumento principale di preparazione.
Come scegliere un’app per i test di ammissione
Prima di iniziare a studiare con una piattaforma, conviene controllare pochi elementi.
Il programma è aggiornato?
I quiz devono seguire il programma attualmente previsto.
Avere più domande non serve se una parte riguarda argomenti non richiesti.
La simulazione replica la prova?
Controllare:
- numero di domande;
- tempo;
- sezioni;
- punteggio;
- penalità;
- regole di navigazione.
Allenarsi con regole diverse significa allenarsi per una prova diversa.
Mostra gli argomenti deboli?
Un buon sistema non dovrebbe limitarsi al punteggio totale.
Deve aiutare a capire dove si stanno perdendo punti.
Distingue le domande già viste?
Altrimenti il miglioramento potrebbe dipendere dalla memoria delle risposte.
Permette di segnalare gli errori?
Qualunque banca dati abbastanza grande può contenere quesiti da correggere.
Conta che esista un sistema per individuarli e revisionarli.
Viene aggiornato quando cambia il test?
Un cambiamento di bando o syllabus può rendere inutile una parte del materiale precedente.
L’aggiornamento deve quindi riguardare contenuti e simulazioni, non soltanto l’interfaccia.
Dice cosa studiare dopo?
Fare quiz genera dati.
Quei dati diventano davvero utili quando aiutano a decidere:
cosa ripassare, dove esercitarsi e quali argomenti richiedono ancora lavoro.
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Chi ha scritto questo articolo

Leo Fulvio Bacchilega
Founder
Founder di TestBuddy, piattaforma AI per la preparazione ai test di ammissione in ambito medico-sanitario (Semestre Filtro di Medicina, IMAT, Cattolica, Humanitas, San Raffaele). Ho creato TestBuddy dopo aver vissuto in prima persona la frustrazione dei test d’ammissione, con l’idea di trasformare l’ansia in controllo e fiducia. Oggi oltre 100.000 studenti si preparano con un percorso su misura, supportati da un tutor AI e un simulatore avanzato.
