Laurea più facile per Professioni sanitarie
Scopri quali lauree triennali di Professioni sanitarie sono più accessibili in base a posti, domande e graduatorie ufficiali.

Quando si cerca qual è la facoltà più facile per entrare a Professioni sanitarie, in realtà la domanda corretta è leggermente diversa: qual è il corso di laurea triennale delle Professioni sanitarie più accessibile al test di ammissione.
Non si parla quindi di una singola “facoltà”, ma di tanti corsi diversi: Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia, Ostetricia, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, Igiene dentale, Dietistica, Ortottica, Educazione professionale e altri corsi dell’area sanitaria.
La risposta non è uguale per tutta Italia, perché l’accesso a Professioni sanitarie dipende molto dall’università scelta, dai posti disponibili, dal numero di candidati, dalle preferenze inserite, dai punteggi minimi e dagli scorrimenti di graduatoria.
Quindi non basta dire “Infermieristica è facile” oppure “Fisioterapia è difficile”. Bisogna capire quanti posti ci sono e quante persone provano davvero a entrare in quel corso e in quello specifico ateneo.
Professioni sanitarie è un corso ad accesso programmato
Le lauree triennali delle Professioni sanitarie sono corsi ad accesso programmato. Questo significa che non ci si può iscrivere liberamente, ma bisogna superare una prova di ammissione e rientrare nei posti disponibili.
Il test viene organizzato dagli atenei secondo le regole previste dal decreto ministeriale ufficiale. Per il 2025/2026, la prova era composta da 60 quesiti con 5 opzioni di risposta.
Le domande erano divise in questo modo: competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi, ragionamento logico e problemi, biologia, chimica, fisica e matematica.
Il punteggio massimo era 90 punti. Ogni risposta corretta valeva 1,5 punti, ogni risposta sbagliata toglieva 0,4 punti, mentre ogni risposta non data valeva 0 punti.
Questo è importante perché, per capire dove è più facile entrare, non basta guardare il nome del corso. Conta anche il livello della prova, il punteggio degli altri candidati e il modo in cui l’università costruisce la graduatoria.
Perché non esiste una risposta unica valida per tutta Italia
La cosa più importante da capire è che Professioni sanitarie non funziona come una scelta unica nazionale uguale per tutti.
Ogni università pubblica il proprio bando, indica i corsi attivi, i posti disponibili, le scadenze, le modalità di iscrizione e le regole per la graduatoria. Per questo motivo, lo stesso corso può essere più accessibile in un ateneo e molto più competitivo in un altro.
Per esempio, Fisioterapia può avere tantissime domande rispetto ai posti disponibili in una città, mentre in un’altra può avere un rapporto leggermente meno difficile. Lo stesso vale per Logopedia, Ostetricia, Igiene dentale o Tecniche di radiologia medica.
La domanda giusta quindi non è solo “qual è la laurea più facile?”, ma anche: in quale università ci sono più possibilità reali di entrare in quel corso?
Il dato più importante: posti disponibili e domande
Per capire quale corso è più accessibile bisogna guardare almeno 2 dati: posti disponibili e domande presentate.
Se un corso ha 300 posti e 250 domande, l’accesso può essere molto diverso rispetto a un corso con 15 posti e 100 domande.
Il rapporto tra candidati e posti è uno dei dati più utili perché mostra quanta concorrenza c’è davvero. Più il rapporto è basso, più il corso tende a essere accessibile. Più il rapporto è alto, più il corso tende a essere competitivo.
Questo non significa che un corso con poche domande sia automaticamente facile. Bisogna sempre considerare anche il punteggio minimo, gli scorrimenti e le preferenze indicate dagli studenti. Però il rapporto domande/posti è un primo indicatore molto concreto.
Quali corsi avevano più posti nel 2025/2026
Secondo i dati ufficiali nazionali 2025/2026, il corso con più posti disponibili era Infermieristica, con 20.409 posti per candidati dell’Unione europea e candidati non appartenenti all’Unione europea residenti in Italia.
Questo è un dato molto importante, perché Infermieristica è presente in tanti atenei e in molte sedi. A livello nazionale, è il corso con la disponibilità più ampia.
Sempre nel 2025/2026, Fisioterapia aveva 3.262 posti, quindi molti meno rispetto a Infermieristica. Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia aveva 1.863 posti, mentre Tecniche di laboratorio biomedico aveva 1.660 posti.
Altri corsi avevano numeri più bassi: Logopedia aveva 1.112 posti, Igiene dentale 922 posti, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro 921 posti, Educazione professionale 844 posti, Dietistica 623 posti, Assistenza sanitaria 502 posti.
Corsi come Tecniche audiometriche, Podologia, Tecniche di neurofisiopatologia, Tecniche ortopediche e Terapia occupazionale avevano molti meno posti.
Questo però non basta per dire quale sia più facile. Un corso con pochi posti può essere meno richiesto, mentre un corso con tanti posti può avere anche tanti candidati.
Infermieristica è spesso più accessibile?
Dai dati raccolti, Infermieristica è sicuramente il corso con più posti disponibili a livello nazionale tra le lauree triennali delle Professioni sanitarie.
Questo può renderlo più accessibile rispetto a corsi molto richiesti e con meno posti, come Fisioterapia o Logopedia. Però non bisogna confondere “più posti” con “ingresso garantito”.
La difficoltà reale dipende dall’ateneo. In alcune università, Infermieristica può avere un rapporto candidati/posti più favorevole. In altre, può comunque richiedere un buon punteggio, soprattutto se la sede è molto richiesta.
Nell’esempio ufficiale dell’Università di Parma per il 2025/2026, Infermieristica aveva 330 posti disponibili e 239 domande presentate. Il rapporto era quindi inferiore a 1 domanda per posto.
Questo dato mostra che, almeno in quell’ateneo e in quell’anno, Infermieristica risultava più accessibile rispetto a corsi come Fisioterapia e Logopedia.
I corsi che possono risultare più accessibili
Dai dati ufficiali dell’Università di Parma 2025/2026, alcuni corsi avevano un rapporto domande/posti particolarmente basso.
Educazione professionale aveva 40 posti e 17 domande, quindi circa 0,43 domande per posto.
Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro aveva 25 posti e 13 domande, quindi circa 0,52 domande per posto.
Infermieristica aveva 330 posti e 239 domande, quindi circa 0,72 domande per posto.
Ortottica e assistenza oftalmologica aveva 21 posti e 16 domande, quindi circa 0,76 domande per posto.
Tecniche di laboratorio biomedico aveva 36 posti e 35 domande, quindi circa 0,97 domande per posto.
Questi dati non valgono automaticamente per tutti gli atenei italiani, ma aiutano a capire un punto fondamentale: i corsi più accessibili non sono sempre quelli più conosciuti. A volte possono essere corsi meno richiesti, con un numero di candidati più basso rispetto ai posti disponibili.
I corsi che risultano spesso più competitivi
Sempre usando i dati ufficiali raccolti, alcuni corsi risultano molto più competitivi.
Nell’esempio dell’Università di Parma 2025/2026, Fisioterapia aveva 46 posti e 299 domande, cioè circa 6,50 domande per posto.
Logopedia aveva 15 posti e 80 domande, cioè circa 5,33 domande per posto.
Questi numeri spiegano perché molti studenti percepiscono Fisioterapia e Logopedia come corsi difficili da superare. Non è solo una questione di programma del test, ma soprattutto di concorrenza.
Se ci sono pochi posti e molti candidati, il punteggio necessario per entrare tende a salire. Per questo, chi punta a questi corsi deve prepararsi con grande precisione, soprattutto su biologia, chimica, logica, matematica e fisica.
Una preparazione guidata può aiutare molto, perché non basta studiare tanto: bisogna capire dove si perdono punti, quali argomenti pesano di più e come migliorare nelle simulazioni. È proprio qui che strumenti come TestBuddy possono essere utili, perché permettono di allenarsi con quiz, simulazioni, statistiche e intelligenza artificiale per capire il proprio livello senza studiare alla cieca.
Quindi qual è la laurea triennale più facile per entrare?
Con i dati ufficiali disponibili, non si può indicare una sola laurea triennale come “la più facile” in tutta Italia per il 2026, perché i dati completi 2026/2027 non risultano ancora pubblicati nelle fonti raccolte.
Però, basandosi sui dati ufficiali 2025/2026, si può dire che i corsi che possono risultare più accessibili sono quelli con più posti disponibili, meno domande rispetto ai posti e scorrimenti più favorevoli.
Tra questi, Infermieristica è spesso uno dei corsi più accessibili perché ha tantissimi posti a livello nazionale. Nell’anno accademico 2025/2026 aveva oltre 20.000 posti disponibili, un numero molto superiore agli altri corsi delle Professioni sanitarie.
In alcuni atenei, però, possono risultare ancora più accessibili corsi come Educazione professionale, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Ortottica e assistenza oftalmologica o Tecniche di laboratorio biomedico, se hanno poche domande rispetto ai posti disponibili.
La risposta più corretta, quindi, è questa: non esiste una laurea più facile in assoluto, ma in molti casi i corsi con più possibilità di ingresso sono quelli meno richiesti o con tanti posti, mentre Fisioterapia, Logopedia, Ostetricia e alcuni corsi molto desiderati tendono a essere più competitivi.
Perché i dati 2026 vanno controllati con attenzione
Per l’anno accademico 2026/2027, i dati ufficiali completi sui posti disponibili e sui bandi non risultano ancora tutti pubblicati nelle fonti raccolte.
Questo significa che per il 2026 bisogna controllare con attenzione il bando dell’università scelta, perché lì si trovano le informazioni davvero decisive: posti disponibili, corsi attivi, scadenze, modalità di iscrizione, contributo di partecipazione, preferenze, graduatorie, immatricolazione e scorrimenti.
Se il bando 2026/2027 non è ancora disponibile, si possono guardare i dati 2025/2026 per farsi un’idea, ma senza considerarli definitivi. I posti possono cambiare, le domande possono aumentare o diminuire e anche la competitività di un corso può variare da un anno all’altro.
Come scegliere le preferenze in modo intelligente
Nel test di Professioni sanitarie, la scelta delle preferenze è molto importante.
Ogni ateneo gestisce la graduatoria secondo le proprie regole. In generale, il candidato indica i corsi a cui vuole concorrere e l’assegnazione tiene conto del punteggio ottenuto e delle preferenze inserite.
Questo significa che non bisogna scegliere le preferenze solo in base al nome del corso più famoso. Bisogna ragionare su interesse personale, posti disponibili, competitività del corso, sede, possibilità di scorrimento e punteggio realistico nelle simulazioni.
Uno studente che sogna Fisioterapia può inserirla come prima scelta, ma può valutare anche altri corsi sanitari coerenti con i propri interessi. Questo non significa “accontentarsi”, ma conoscere bene le regole del test e aumentare la consapevolezza delle proprie possibilità.
Il ruolo degli scorrimenti
Gli scorrimenti di graduatoria sono fondamentali per capire la difficoltà reale di ingresso.
Un corso può sembrare pieno subito dopo la prima graduatoria, ma liberare posti nelle settimane successive perché alcuni candidati rinunciano, si immatricolano altrove o non completano la procedura.
L’avviso ufficiale dell’Università di Verona sui posti vacanti 2025/2026 mostra proprio questo: dopo le prime assegnazioni possono esserci riassegnazioni e ulteriori candidati ammessi.
Questo dato è utile perché fa capire che non bisogna guardare solo la prima graduatoria. Per valutare davvero un corso bisogna controllare anche scorrimenti, posti vacanti e punteggi degli ultimi ammessi.
Attenzione ai punteggi minimi
Il punteggio minimo è uno dei dati più cercati dagli studenti, ma va interpretato con cautela.
Non sempre gli atenei pubblicano il punteggio minimo in modo semplice e confrontabile. A volte bisogna leggere graduatorie, avvisi di scorrimento e documenti separati.
In più, un punteggio minimo dell’anno precedente non garantisce nulla per l’anno successivo. Se nel 2026 aumentano i candidati per un corso, il punteggio può salire. Se diminuiscono le domande o aumentano i posti, può scendere.
Per questo, il punteggio minimo va usato come riferimento orientativo, non come certezza.
Cosa guardare nel bando dell’università
Per capire se un corso è più o meno accessibile, il bando dell’università è il documento più importante.
Bisogna controllare prima di tutto i posti disponibili per ogni corso. Questo è il dato di partenza.
Poi bisogna verificare le scadenze di iscrizione al test, perché ogni ateneo pubblica date e procedure precise. Saltare una scadenza significa non poter partecipare, anche se si è preparati.
Serve poi controllare il contributo di partecipazione, le modalità di pagamento, la ricevuta richiesta e la conferma dell’iscrizione. Questi passaggi sono pratici, ma fondamentali.
Infine, bisogna leggere bene le regole sulle preferenze, sulla graduatoria, sugli obblighi di immatricolazione e sugli scorrimenti.
Sono dettagli che spesso sembrano burocratici, ma decidono concretamente se uno studente riesce a entrare o perde il posto.
Come cambia la preparazione in base al corso scelto
Il test è lo stesso per i corsi attivati nello stesso ateneo, ma la preparazione deve tenere conto dell’obiettivo.
Chi punta a un corso molto competitivo come Fisioterapia o Logopedia deve cercare di ottenere un punteggio alto e stabile nelle simulazioni.
Chi punta a corsi con rapporto candidati/posti più favorevole non deve comunque sottovalutare la prova, perché basta un errore nella graduatoria, nelle preferenze o nella gestione del tempo per complicare l’accesso.
La preparazione migliore è quella che permette di capire quanto si è vicini al punteggio necessario, quali materie abbassano il risultato e quali argomenti conviene ripassare prima.
Con TestBuddy si può studiare in modo più ordinato, facendo simulazioni, esercizi per argomento e controllando le statistiche di miglioramento. L’obiettivo non è solo fare quiz, ma capire davvero dove si sta migliorando e dove serve intervenire prima del test.
Quali corsi controllare se si cerca una possibilità più accessibile
Se l’obiettivo è aumentare le possibilità di ingresso, ha senso controllare con molta attenzione i corsi che, nei dati disponibili, mostrano meno concorrenza rispetto ai posti.
Tra questi possono rientrare, a seconda dell’ateneo, Educazione professionale, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Infermieristica, Ortottica e assistenza oftalmologica, Tecniche di laboratorio biomedico e altri corsi meno richiesti rispetto a Fisioterapia o Logopedia.
Questo non significa che siano corsi “facili” dal punto di vista universitario o professionale. Significa solo che, in alcuni atenei e in alcuni anni, possono avere una concorrenza più bassa al momento dell’accesso.
La scelta deve comunque restare coerente con ciò che si vuole studiare. Entrare in un corso sanitario significa iniziare un percorso universitario serio, con tirocini, esami e responsabilità professionali.
Cosa possiamo dire con i dati disponibili
Con i dati ufficiali raccolti, la risposta più onesta è questa: Infermieristica è il corso con più posti disponibili a livello nazionale e può essere spesso una delle opzioni più accessibili.
In alcuni atenei, però, corsi come Educazione professionale, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Ortottica e assistenza oftalmologica o Tecniche di laboratorio biomedico possono avere un rapporto domande/posti ancora più favorevole.
Al contrario, Fisioterapia e Logopedia risultano spesso più competitive, perché hanno meno posti rispetto alla domanda degli studenti.
Per il 2026/2027 bisogna aspettare e controllare i bandi ufficiali aggiornati, perché solo quei documenti permettono di sapere con precisione quanti posti ci sono, quali corsi sono attivi e come funziona la graduatoria in ogni ateneo.
Riepilogo finale delle fonti
I dati sull’accesso programmato derivano dalla pagina ufficiale del Ministero dell’Università e della Ricerca.
I posti disponibili nazionali 2025/2026 derivano dal riepilogo ministeriale ufficiale dei posti.
La struttura della prova 2025/2026 deriva dal decreto ministeriale ufficiale sulla prova.
I dati su domande e posti per singolo corso usati come esempio derivano dalla pagina ufficiale dell’Università di Parma sui test di ammissione 2025/2026.
Le informazioni sulle preferenze e sulla graduatoria di ateneo derivano dal bando Professioni sanitarie dell’Università degli Studi di Milano.
Le informazioni sugli scorrimenti e sui posti vacanti derivano dall’avviso ufficiale dell’Università di Verona.
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Chi ha scritto questo articolo

Leo Fulvio Bacchilega
Founder
Founder di TestBuddy, piattaforma AI per la preparazione ai test di ammissione in ambito medico-sanitario (Semestre Filtro di Medicina, IMAT, Cattolica, Humanitas, San Raffaele). Ho creato TestBuddy dopo aver vissuto in prima persona la frustrazione dei test d’ammissione, con l’idea di trasformare l’ansia in controllo e fiducia. Oggi oltre 100.000 studenti si preparano con un percorso su misura, supportati da un tutor AI e un simulatore avanzato.
