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Test Scienze Formazione Primaria 2026: graduatoria

Guida chiara al test di Scienze della Formazione Primaria 2026: punteggio, graduatoria, posti, risultati e scorrimenti spiegati in modo semplice.

Scritto daTeam TestBuddy
7 min lettura

Quando si inizia a pensare al test di ammissione a Scienze della Formazione Primaria, la prima sensazione è quasi sempre la stessa: si studia, ma non è chiaro come funziona davvero il punteggio, come vengono assegnati i posti, che tipo di graduatoria esiste e se si può entrare anche dopo il primo risultato.

In questa guida affrontiamo in modo ordinato e concreto tutte le domande che uno studente si pone mentre si prepara alla prova. Parliamo di come si calcola il punteggio, di quale punteggio serve realisticamente, di come funzionano graduatoria e scorrimenti, di quando escono i risultati e di cosa succede se non si rientra subito.
L’obiettivo è dare una visione chiara del meccanismo, così da studiare con maggiore consapevolezza e meno ansia.

Come si calcola il punteggio del test

Per l’anno 2026, al momento, non è ancora stata pubblicata la disciplina ufficiale del test. In assenza di novità, il riferimento corretto resta l’ultimo anno regolamentato, ovvero il 2025, che segue una struttura ormai consolidata.

Nel 2025 il punteggio è stato calcolato in modo molto lineare. Ogni risposta corretta vale 1 punto, mentre le risposte errate e quelle non date valgono 0 punti. Non esistono penalizzazioni.

Il test è composto da 80 quesiti, quindi il punteggio massimo ottenibile è 80. Questo significa che rispondere conviene sempre, perché un errore non fa perdere punti.

Al punteggio della prova può aggiungersi un bonus per la certificazione di lingua inglese, se posseduta e riconosciuta. Il bonus varia in base al livello della certificazione e non è cumulabile: viene considerato solo il livello più alto dichiarato.

Per chi studia, questo implica una cosa precisa: il punteggio finale non dipende solo da quante domande si azzeccano, ma anche da eventuali punti aggiuntivi che possono fare la differenza in graduatoria.

Qual è il punteggio minimo e come stimarlo

Per il 2026 non esiste ancora un punteggio minimo ufficiale pubblicato. In generale, per Scienze della Formazione Primaria, non esiste una soglia fissa valida per tutti, perché l’accesso dipende dal numero di posti e dal livello medio dei candidati.

Negli ultimi anni, però, è stata indicata una soglia di 55 punti su 80 come livello di idoneità. Questo non significa entrare automaticamente, ma essere considerati idonei ai fini della graduatoria e degli scorrimenti.

Guardando alle graduatorie reali del 2024 e del 2025, emerge un dato molto chiaro: in diversi atenei si è entrati anche con punteggi inferiori a 55, grazie alle rinunce e agli scorrimenti successivi. In alcune sedi l’ultimo ammesso finale aveva un punteggio intorno a 45–50.

Questo è il motivo per cui, mentre si studia, è fondamentale monitorare il proprio punteggio medio e capire realisticamente dove ci si colloca. Fare simulazioni complete aiuta proprio a questo, perché permette di capire se il livello è competitivo senza aspettare il giorno dell’esame.

Quanti sono i posti disponibili e come sono ripartiti

Per l’anno 2026, il numero ufficiale dei posti non è ancora disponibile. Verrà pubblicato con un provvedimento ufficiale che indicherà il dettaglio per ogni università.

Nel 2025, i posti complessivi sono stati oltre 11.800, suddivisi tra candidati dell’Unione Europea e candidati non europei residenti in Italia, più un contingente riservato ai candidati non europei residenti all’estero.

Il punto chiave è che i posti non sono assegnati tramite una graduatoria nazionale unica. Ogni ateneo riceve un numero preciso di posti e costruisce la propria graduatoria locale.

Questo significa che lo stesso punteggio può avere esiti diversi in università diverse. La distribuzione dei posti è uno degli elementi che incide di più sulle possibilità reali di ingresso.

Come funziona la graduatoria

Per Scienze della Formazione Primaria la graduatoria è locale, non nazionale. Ogni università gestisce la propria graduatoria in base ai risultati del test svolto in quella sede.

Le graduatorie sono separate per tipologia di candidato e possono prevedere più sedi formative interne, con un sistema di preferenze definito dal bando dell’ateneo.

In pratica, si compete solo con chi ha sostenuto il test nella stessa università. Non esiste un confronto diretto con i candidati delle altre sedi, almeno nella fase iniziale.

Capire questo meccanismo è essenziale, perché chiarisce subito perché non basta “fare un buon punteggio”, ma serve anche sapere come funziona la graduatoria della sede scelta.

Come funzionano gli scorrimenti

Gli scorrimenti sono il momento in cui molte situazioni cambiano.

Dopo la prima graduatoria, chi risulta ammesso deve immatricolarsi entro una scadenza precisa. Chi non lo fa viene considerato rinunciatario e il posto passa al candidato successivo.

Questo processo si ripete più volte. Nel 2025 gli scorrimenti sono proseguiti per settimane e, in alcuni casi, fino a ottobre.

Se una graduatoria locale si esaurisce e restano posti disponibili, l’università può aprire a candidati che hanno sostenuto la prova in altre sedi, sempre in ordine di punteggio.

Per questo motivo, non entrare subito non significa essere esclusi. Restare in graduatoria e seguire gli aggiornamenti è fondamentale.

In questa fase, avere sotto controllo il proprio livello attraverso simulazioni e statistiche, come quelle disponibili su TestBuddy, aiuta a vivere l’attesa con maggiore lucidità e meno stress.

Come leggere risultati e punteggi ufficiali

I risultati non vengono pubblicati su un portale unico nazionale. Ogni università li rende disponibili sul proprio sito istituzionale, di solito nell’area dedicata all’accesso programmato.

Le graduatorie riportano un codice identificativo, il punteggio totale e lo stato del candidato. Accanto alla graduatoria vengono pubblicati anche gli avvisi ufficiali, che indicano le scadenze per l’immatricolazione.

Saltare una scadenza equivale a rinunciare al posto, quindi la lettura attenta degli avvisi è parte integrante del processo.

Quando escono i risultati

Per il 2026 le date ufficiali non sono ancora state comunicate.

Nel 2025, la prova si è svolta il 12 settembre. La prima graduatoria è stata pubblicata entro pochi giorni, mentre gli scorrimenti sono stati diffusi a cadenza regolare, con finestre di immatricolazione spesso molto brevi.

Questo significa che, dopo il test, è necessario controllare frequentemente il sito dell’università, senza affidarsi al passaparola.

Esiste una graduatoria finale unica

No. Anche al termine di tutti gli scorrimenti non viene creata una graduatoria nazionale finale. Ogni ateneo conclude la propria procedura una volta coperti i posti o terminate le chiamate possibili.

Cosa succede in caso di pari punteggio

Quando due candidati hanno lo stesso punteggio complessivo, l’ordine in graduatoria viene stabilito seguendo criteri precisi. Vengono confrontati prima i risultati in alcune aree della prova, poi il voto dell’esame di Stato. Se la parità persiste, prevale il candidato più giovane.

Questo rende evidente quanto ogni risposta possa incidere, anche quando sembra poco rilevante.

Se non si entra subito

Non entrare al primo turno è una situazione molto più comune di quanto si pensi. Le rinunce sono frequenti e alimentano gli scorrimenti.

Finché la graduatoria è attiva, si può rientrare. È successo negli anni precedenti e continuerà a succedere.

Per questo, mentre si studia, non basta conoscere gli argomenti. Serve anche capire come funziona il sistema, monitorare il proprio livello e sapere dove ci si colloca. Avere uno strumento che permetta di simulare il test, analizzare gli errori e seguire i progressi aiuta a prepararsi in modo più sereno e strutturato.

Fonti

Le informazioni riportate derivano dalla documentazione ufficiale utilizzata negli ultimi cicli di ammissione, in particolare dal bando ministeriale per Scienze della Formazione Primaria, dal calendario e dalle comunicazioni ufficiali del Ministero, dal riparto dei posti per ateneo e dai bandi e dalle graduatorie pubblicate dagli atenei statali.

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Chi ha scritto questa guida

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