Quando si inizia a cercare informazioni sul Test in Laib, la prima sensazione è quasi sempre la stessa: troppe pagine, troppi documenti, termini poco chiari e la paura di non capire cosa conta davvero.
In questo articolo affrontiamo, una per una, le domande che tutti si fanno all’inizio: che test è, com’è strutturato, quali materie bisogna studiare, da dove partire se si è indietro, come organizzare lo studio nel tempo, cosa dice davvero l’ente che lo organizza e quali errori evitare per non buttare mesi di preparazione.
Le informazioni che trovi derivano dal bando di ammissione ufficiale e dai documenti istituzionali del Politecnico di Torino, aggiornati all’anno accademico 2026/2027. L’obiettivo è fare da ponte tra quei testi e ciò che, concretamente, uno studente deve fare ogni giorno per arrivare pronto al test.
Cos’è il Test in Laib e perché è diverso dagli altri test
Il Test in Laib, spesso indicato anche come TIL, è la prova di ammissione richiesta dal Politecnico di Torino per l’accesso ai corsi di laurea triennali dell’area Ingegneria, Design e Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale.
Il nome deriva dal fatto che la prova si svolge nei laboratori informatici di Ateneo, in modalità computer based, con quesiti generati automaticamente.
Questo significa una cosa importante: ogni studente svolge un test diverso, ma con difficoltà equivalente. Non esiste quindi un “test facile” o “test difficile”, esiste solo una preparazione più o meno solida sulle materie richieste.
Struttura ufficiale del Test in Laib 2026
Nel 2026 la struttura del test cambia in base al percorso scelto, ma mantiene una logica comune: tempo limitato, più sezioni, penalizzazione per le risposte sbagliate.
Per l’area Ingegneria, il Test in Laib Ingegneria è composto da 42 quesiti da svolgere in 90 minuti.
Le sezioni sono Matematica, Comprensione del testo e logica, Fisica e Conoscenze tecniche di base. Ogni risposta corretta vale 1 punto, ogni risposta errata comporta una penalità di -0,25, mentre le risposte non date valgono 0.
Anche per Design e Pianificazione, il test è composto da 42 quesiti in 90 minuti, con sezioni dedicate alla logica e matematica, comprensione del testo, cultura generale e una parte più specifica legata alla cultura del progetto o al territorio e società.
Questo schema rende subito chiara una cosa: non basta essere forti in una sola materia, perché il punteggio finale è il risultato dell’equilibrio tra tutte le sezioni.
Materie e argomenti richiesti nel Test in Laib Ingegneria
Per Matematica, il test verifica conoscenze che partono dalle basi ma arrivano a concetti che richiedono sicurezza operativa.
Sono richiesti insiemi numerici, operazioni, potenze, calcolo algebrico, equazioni e disequazioni, oltre a probabilità e statistica di base. Non è una matematica astratta, ma una matematica da usare velocemente, senza esitazioni.
La sezione di Comprensione del testo e logica richiede la capacità di leggere un brano e rispondere solo in base a ciò che è scritto, senza interpretazioni personali. La parte logica valuta il ragionamento deduttivo, la capacità di gestire relazioni, negazioni, quantificatori e problemi logici elementari.
La Fisica comprende argomenti classici come cinematica, dinamica, lavoro ed energia, termodinamica, elettrostatica e circuiti elettrici, sempre con un approccio applicativo.
Le Conoscenze tecniche di base includono elementi di rappresentazione grafica e informatica. Qui il test non chiede di essere programmatori, ma di capire concetti fondamentali come algoritmi, variabili, cicli, logica booleana, sistemi operativi, reti, software e rappresentazione degli oggetti nello spazio.
Materie richieste per Design e Pianificazione
Per Design, oltre a logica e matematica di base, entrano in gioco cultura generale e cultura del progetto.
La cultura generale include storia, arte, letteratura, geografia, musica e attualità, con un livello coerente con una buona preparazione scolastica e attenzione a ciò che accade intorno.
La cultura del progetto verifica la capacità di collegare forma, spazio e rappresentazione, e di comprendere i linguaggi grafici essenziali.
Per Pianificazione, la sezione specifica riguarda territorio e società, quindi temi legati a ambiente, città, istituzioni, economia di base e educazione civica, sempre senza richiedere conoscenze specialistiche universitarie.
Esiste un syllabus ufficiale del Test in Laib
Nel 2026 non esiste un syllabus pubblico organizzato in capitoli, come avviene per altri test nazionali.
I documenti ufficiali indicano macro argomenti per ciascuna sezione e rimandano alle Guide rapide disponibili nella pagina personale dello studente.
Questo è un punto cruciale: lo studente deve saper trasformare indicazioni generiche in uno studio strutturato. È proprio qui che molti si bloccano, perché sanno cosa studiare “in teoria”, ma non sanno come farlo in modo ordinato.
Per questo motivo, avere un manuale teorico strutturato per argomento, come quello integrato in TestBuddy, aiuta a coprire tutto il programma senza lasciare buchi, mantenendo il collegamento diretto con ciò che il test richiede davvero.
All’interno dell’app, ogni argomento è collegato a esercizi, simulazioni e statistiche, così non si studia mai alla cieca.
Da dove partire se si comincia da zero
Chi parte da zero spesso fa un errore: inizia dagli argomenti più difficili pensando che siano quelli decisivi.
In realtà, nel Test in Laib le basi fanno la differenza, perché il tempo è poco e ogni esitazione costa punti.
Si deve partire da una mappatura completa delle materie, verificando cosa è già solido e cosa no. Questo non si fa “a sensazione”, ma con test di ingresso e simulazioni, che mostrano in modo oggettivo i punti deboli.
È qui che usare un software di simulazione intelligente, come quello di TestBuddy, cambia l’approccio: le simulazioni non servono solo a fare punteggio, ma a capire dove si perde tempo e perché. L’intelligenza artificiale analizza gli errori e permette di riorientare lo studio sugli argomenti che contano davvero.
Come organizzare lo studio a 1, 3 e 6 mesi dal test
Nei documenti ufficiali non esiste una pianificazione temporale prescritta. Questo significa che l’organizzazione dello studio è responsabilità dello studente.
Con 6 mesi a disposizione, si può lavorare in modo progressivo: prima consolidare le basi di matematica e logica, poi inserire fisica e le altre sezioni, lasciando l’ultimo periodo alle simulazioni complete.
Con 3 mesi, la priorità diventa l’efficienza. Si studiano gli argomenti ad alto impatto, si alternano teoria ed esercizi e si misura continuamente il livello con prove simulate.
Con 1 mese, non si costruiscono nuove competenze, ma si ottimizza ciò che già si sa, migliorando velocità, gestione del tempo e strategia di risposta.
TestBuddy nasce proprio per adattarsi a questi scenari: il piano di studio si modella automaticamente sul tempo disponibile e sul livello reale, evitando di perdere settimane su argomenti secondari.
Come l’ente che organizza il test indica di prepararsi
Il Politecnico di Torino, nei documenti ufficiali, indica che la preparazione passa attraverso la conoscenza degli argomenti richiesti, lo studio delle Guide rapide e l’utilizzo dei test di allenamento disponibili nella pagina personale.
Non vengono fornite metodologie di studio dettagliate, né calendari, né strategie. Questo conferma che il test non premia chi “sa il regolamento”, ma chi ha competenze reali e allenate.
Errori comuni nella preparazione e come evitarli
Uno degli errori più frequenti è ignorare la penalizzazione, rispondendo a caso. Ogni risposta sbagliata abbassa il punteggio e può compromettere il risultato finale.
Un altro errore è trascurare una sezione, pensando che basti compensare con le altre. Nel Test in Laib, un buco grave in una materia pesa sempre.
C’è poi l’errore organizzativo: arrivare al test senza conoscere bene regole, tempi e modalità, oppure non aver fatto abbastanza simulazioni realistiche.
Allenarsi in un ambiente che riproduce fedelmente la struttura del test, come quello di TestBuddy, permette di evitare questi errori prima che costino caro il giorno dell’esame.
Ultima settimana e giorno prima del test
Nei documenti ufficiali non è prevista una routine di studio per l’ultima settimana. Quello che conta, in questa fase, è non introdurre nuove difficoltà, mantenere allenata la mente con simulazioni mirate e arrivare al test conoscendo perfettamente la struttura della prova.
Il giorno prima non è il momento di recuperare argomenti mancanti, ma di consolidare sicurezza e gestione del tempo. Chi ha simulato abbastanza arriva al test sapendo cosa aspettarsi, senza ansia inutile.
Riferimenti ufficiali utilizzati
Le informazioni contenute in questo articolo derivano dal bando di ammissione ufficiale e dalla documentazione istituzionale del Politecnico di Torino relativa al Test in Laib 2026, consultabili qui:
bando di ammissione
bandi e regolamenti 2026/2027
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Chi ha scritto questa guida
Team TestBuddy
Esperti in preparazione ai test di ammissione
Siamo il team di TestBuddy, composto da docenti, tutor ed esperti nel campo dei test di ammissione universitari e concorsi pubblici. Ci dedichiamo ogni giorno a creare contenuti aggiornati, accurati e utili per aiutare migliaia di studenti a raggiungere i propri obiettivi accademici e professionali.
