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TEST ARCHED 2026: novità, regole e preparazione

Scopri cosa cambia nel TEST ARCHED 2026, come funziona la prova, le regole ufficiali e come prepararsi in modo chiaro e senza ansia.

Scritto daTeam TestBuddy
7 min lettura

Quando ci si avvicina al TEST ARCHED, le domande sono sempre le stesse. Cosa cambia quest’anno. In cosa è diverso rispetto all’anno scorso. Come funziona la prova, come ci si iscrive, come viene valutato il punteggio. E soprattutto come cambia la preparazione, cioè cosa conviene fare davvero per arrivare pronti senza perdersi nei dettagli burocratici.

In questo articolo affrontiamo proprio queste domande, una alla volta, seguendo quello che è ufficialmente previsto per il TEST ARCHED 2026. L’obiettivo è semplice: aiutare a capire cosa fare, quando farlo e su cosa concentrarsi, collegando in modo chiaro le regole ufficiali con la preparazione concreta allo studio.

Le informazioni che seguono derivano dalla lettura diretta dei documenti ufficiali che regolano il TEST ARCHED e l’accesso ai corsi di laurea in Architettura e Ingegneria edile-architettura. In particolare fanno riferimento al decreto ministeriale sull’accesso programmato, agli atti sui posti disponibili, alle pagine istituzionali del sistema di test e alle comunicazioni operative ufficiali. I link a questi documenti sono riportati all’inizio e riepilogati alla fine dell’articolo.

Le novità ufficiali del TEST ARCHED 2026

Per il 2026, la novità operativa più rilevante riguarda la modalità di svolgimento del test da remoto. A partire da gennaio 2026, per chi sostiene la prova da casa, l’accesso all’aula virtuale e il controllo della regolarità della prova avvengono tramite Webex e non più tramite Zoom. Questo significa che il dispositivo mobile utilizzato per il monitoraggio deve essere configurato con questa applicazione e che il candidato deve attenersi alle nuove istruzioni tecniche previste.

Dal punto di vista del contenuto della prova, non risultano modifiche ufficiali già pubblicate che cambino struttura, numero di quesiti o criteri di valutazione rispetto a quanto già in vigore. Il TEST ARCHED resta una prova di selezione utilizzata dagli atenei che adottano questo sistema per l’accesso ai corsi di Architettura, con modalità definite dal bando di ciascuna università, nel rispetto delle indicazioni ministeriali.

Un altro elemento importante per il 2026 è che le date del test non sono ancora fissate in modo centralizzato. Le pagine istituzionali indicano esplicitamente che il calendario è in aggiornamento. Questo rafforza un punto fondamentale: le date effettive non sono univoche a livello nazionale, ma dipendono dal bando dell’ateneo presso cui si intende immatricolarsi.

Differenze tra TEST ARCHED 2025 e 2026

Il confronto tra 2025 e 2026 non riguarda un cambiamento radicale della prova, ma alcune differenze operative e temporali che incidono sull’organizzazione dello studio.

Nel 2025 le date erano state progressivamente pubblicate dagli atenei entro finestre temporali già definite, mentre per il 2026, al momento, non esiste ancora un calendario completo. Questo rende meno prevedibile la pianificazione basata solo su una data fissa e sposta l’attenzione sul monitoraggio continuo dei bandi.

Un’altra differenza concreta riguarda la gestione tecnica della modalità da remoto. Chi ha sostenuto il test negli anni precedenti era abituato a un certo tipo di configurazione. Dal 2026, la piattaforma di controllo cambia e questo comporta un adattamento pratico che va considerato per tempo.

Sul piano normativo, è cambiata anche la tempistica di pubblicazione dei bandi di ammissione. Le università hanno ora un margine più ridotto rispetto al passato per pubblicare il bando prima della prova. Questo significa che alcune informazioni operative possono arrivare più tardi rispetto agli anni precedenti, rendendo ancora più importante saper leggere correttamente il bando quando viene pubblicato.

Per quanto riguarda posti disponibili, struttura del test e punteggio, non risultano differenze strutturali già formalizzate per il 2026 rispetto al 2025. Il numero di posti per l’anno accademico 2025/2026 è stato definito a livello ministeriale, con un lieve aumento rispetto all’anno precedente, ma la distribuzione resta legata alle singole sedi universitarie.

Struttura del test, punteggio, iscrizione e requisiti

Il TEST ARCHED è una prova a risposta multipla utilizzata per selezionare i candidati ai corsi di laurea ad accesso programmato in ambito architettonico. La struttura ufficiale prevede un punteggio massimo di 50 punti, con 1 punto per ogni risposta corretta, meno 0,25 punti per ogni risposta errata e 0 punti per le risposte non date. Questo dettaglio è centrale perché incide direttamente sulla strategia di risposta durante la prova.

La struttura degli argomenti e il sillabo restano quelli ufficialmente previsti e pubblicati. Non sono state annunciate modifiche che cambino le materie o il peso delle singole sezioni per il 2026.

L’iscrizione al test non è centralizzata a livello nazionale. Ci si iscrive presso l’università in cui ci si vuole immatricolare. Il test sostenuto vale esclusivamente per partecipare alla graduatoria di quell’ateneo. Questo significa che non è possibile sostenere il TEST ARCHED in una sede e usare il risultato in un’altra.

I requisiti di partecipazione, incluse eventuali misure per candidati con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento, sono sempre indicati nel bando dell’ateneo. Il sistema di test fornisce il quadro generale, ma il documento che fa fede è il bando universitario.

Come cambiano davvero la preparazione e lo studio

Le novità del 2026 non stravolgono cosa bisogna studiare, ma incidono su come organizzare la preparazione.

Il primo punto è la gestione dell’incertezza sulle date. Non potendo fare affidamento subito su un calendario definitivo, la preparazione non può essere costruita solo contando i giorni che mancano alla prova. Serve un approccio continuo, che permetta di misurare il livello di preparazione indipendentemente dalla data esatta.

Il secondo punto riguarda il punteggio con penalizzazione. Sapere che una risposta errata toglie punti cambia il modo in cui ci si deve preparare. Non basta conoscere gli argomenti, serve allenarsi a distinguere tra ciò che si sa davvero e ciò che è solo intuito. Questo aspetto va integrato nello studio fin dall’inizio, non scoperto il giorno dell’esame.

Il terzo punto è la modalità da remoto. Anche se non è un contenuto di studio, la parte tecnica fa parte della prova. La preparazione include anche il rispetto delle regole operative, perché una prova formalmente irregolare può essere annullata indipendentemente dalla preparazione teorica.

Infine, il fatto che il test sia legato al bando dell’ateneo rende fondamentale studiare in modo aderente alla struttura ufficiale, senza affidarsi a schemi generici o non aggiornati. La preparazione efficace è quella che replica il più possibile la prova reale, sia per contenuti sia per logica di valutazione.

Cronologia ufficiale e documenti di riferimento

Il quadro normativo che disciplina il TEST ARCHED e l’accesso ai corsi di Architettura è definito dal decreto ministeriale ufficiale sull’accesso programmato, dagli atti che stabiliscono il numero di posti disponibili e dai bandi di ammissione pubblicati dagli atenei.

Per l’anno accademico 2025/2026, il decreto ministeriale ha definito la cornice generale entro cui le università organizzano le prove, lasciando agli atenei la scelta delle date entro i limiti temporali previsti. Successivamente è stato pubblicato l’atto che stabilisce il numero complessivo di posti disponibili a livello nazionale e la loro ripartizione.

Le informazioni operative sul test, sulla struttura, sul punteggio e sulle modalità di svolgimento sono pubblicate nelle pagine istituzionali del sistema di test, che rappresentano il riferimento tecnico e organizzativo per studenti e università.

Come restare aggiornati senza sbagliare

Restare aggiornati sul TEST ARCHED significa seguire le fonti giuste, non cercare scorciatoie.

La fonte primaria resta sempre il bando dell’università in cui si intende immatricolarsi. È lì che sono riportate date, modalità, scadenze e regole specifiche. Nessun altro documento sostituisce il bando.

Accanto al bando, le pagine istituzionali del sistema di test forniscono aggiornamenti operativi, come le comunicazioni sulle modalità da remoto o lo stato delle date. Le comunicazioni del Ministero chiariscono invece il quadro generale, come i posti disponibili e le regole comuni a tutti gli atenei.

Quando si studia per il TEST ARCHED, tenere insieme questi livelli permette di evitare errori formali e di concentrarsi davvero sulla preparazione, sapendo che le regole seguite sono quelle corrette.

Fonti ufficiali di riferimento

Le informazioni di questo articolo derivano dai seguenti documenti e pagine istituzionali:

  • Decreto ministeriale sull’accesso programmato ai corsi di Architettura per l’anno accademico 2025/2026
  • Decreto ministeriale sui posti disponibili per Architettura
  • Comunicazioni ufficiali sulle modalità di svolgimento del test da remoto
  • Pagine istituzionali del sistema TEST ARCHED con struttura, sillabo e regole operative

Riepilogo delle fonti ufficiali consultabili:
Decreto ministeriale accesso programmato
Decreto posti disponibili Architettura
Pagina ufficiale TEST ARCHED
Struttura e sillabo TEST ARCHED
Comunicazione modalità da remoto Webex

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