TEST ARCHED 2026: struttura e preparazione reale
Struttura e programma ufficiale del TEST ARCHED 2026, come prepararsi partendo da zero, errori da evitare e gestione del tempo per sezione.
Quando si inizia a preparare il TEST ARCHED, di solito le domande sono sempre le stesse, anche se formulate in modi diversi: come è fatto il test, quante sezioni ci sono, cosa rientra nel programma ufficiale, da dove partire se si parte da zero, come gestire 1, 3 o 6 mesi di studio senza perdersi, cosa evitare per non buttare via punti, e cosa fare nell’ultima settimana per arrivare lucidi al giorno della prova.
In questo articolo mettiamo ordine partendo dalle regole reali, quelle che governano davvero la prova, e le trasformiamo in indicazioni pratiche su cosa ci si deve preparare a fare. Non perché serva studiare “di più”, ma perché serve studiare meglio, rispettando la struttura dell’esame, i tempi, le sezioni e il programma.
Le informazioni che seguono derivano dal bando di ammissione del proprio ateneo e dai documenti istituzionali che definiscono struttura, criteri e programma, in particolare il decreto ministeriale ufficiale e il relativo programma ufficiale, oltre alle pagine operative dell’ente che gestisce la prova come struttura e sillabo, date e procedure del giorno del test.
Cosa è aggiornato al 2026 e cosa non lo è ancora
La prima cosa da chiarire, senza giri di parole, è questa: al 4 febbraio 2026 le date 2026 del TEST ARCHED risultano indicate come “in aggiornamento” nelle comunicazioni operative dell’ente che gestisce il test. Questo significa che non esiste, in quel momento, un calendario 2026 pubblicato con giornate e scadenze ufficiali univoche.
L’ultimo impianto completo e consultabile che definisce struttura, punteggio, criteri di graduatoria e programma è quello contenuto nella documentazione ministeriale dell’anno accademico 2025/2026. In quella documentazione si trova anche un riferimento temporale preciso, ossia che le prove per quell’anno accademico si svolgono entro il 30 settembre 2025. Per il 2026, quando verrà pubblicato un nuovo decreto con nuove scadenze, saranno quelle le date da seguire, insieme a quelle indicate dal proprio ateneo nel bando.
La conseguenza pratica è semplice: la preparazione va costruita sul programma ufficiale e sulla struttura della prova, mentre per la data concreta ci si deve sempre agganciare al proprio ateneo e agli aggiornamenti pubblicati.
Struttura ufficiale del TEST ARCHED
Il TEST ARCHED è composto da 50 quesiti complessivi a risposta multipla, con una sola risposta corretta per domanda. Le domande sono distribuite in 5 sezioni, ciascuna composta da 10 quesiti.
Il tempo totale a disposizione è 100 minuti, ma non è un tempo “libero” che si può gestire come si vuole. Ogni sezione ha il suo tempo dedicato, pari a 20 minuti, e le sezioni scorrono in modo sequenziale.
Qui c’è una regola che cambia completamente l’approccio allo studio: una volta terminato il tempo di una sezione, si passa alla successiva e non si può tornare indietro. Anche quando una sezione viene completata prima della scadenza, passando avanti si perde il tempo residuo. Quindi non basta sapere rispondere, bisogna saperlo fare nel tempo della singola sezione, senza contare su recuperi successivi.
Il punteggio massimo è 50. Una risposta corretta vale 1 punto, una risposta errata comporta una penalizzazione di 0,25 punti, una risposta non data vale 0 punti. Esiste anche una condizione importante: chi non risponde a nessuna domanda non viene inserito in graduatoria.
In caso di parità di punteggio, la graduatoria viene determinata guardando prima i risultati in ragionamento logico, poi in comprensione del testo, poi in disegno e rappresentazione, poi in fisica e matematica, e infine in conoscenze acquisite negli studi. Se la parità resta, prevale il candidato più giovane.
Per chi studia, questa struttura implica una scelta chiara: non ci si può permettere di ignorare una sezione, perché ogni sezione pesa allo stesso modo in numero di domande, e alcune sezioni contano anche nelle parità.
Materie del TEST ARCHED: cosa rientra nel programma ufficiale
Comprensione del testo
Questa sezione serve a verificare la capacità di comprendere testi scritti in lingua italiana, con contenuti e intenti comunicativi diversi. I testi possono provenire dalla narrativa o dalla saggistica, possono essere classici o contemporanei, e possono essere anche testi di attualità pubblicati su quotidiani o riviste.
Quello che si valuta davvero è la capacità di cogliere significato, relazioni logiche, informazioni implicite, e di selezionare la risposta corretta senza farsi guidare dal “suona bene”. In preparazione, la differenza la fa l’allenamento a rispondere con precisione, perché 20 minuti per 10 quesiti significa che non ci si può perdere in riletture infinite.
Dentro TestBuddy questa parte si può gestire con esercizi mirati e monitoraggio dei risultati, così da capire se l’errore è di comprensione, di attenzione o di gestione del tempo, invece di restare nel dubbio.
Ragionamento logico
Il ragionamento logico serve a verificare la capacità di completare correttamente un ragionamento coerente con premesse date, presentate in forma simbolica o verbale. Le situazioni possono essere concrete o astratte, ma la chiave è sempre la stessa: seguire le regole interne del problema e arrivare alla conclusione senza contraddizioni.
Qui contano metodo, ordine mentale e la capacità di non farsi trascinare in scorciatoie. È anche la prima sezione che viene considerata nei criteri di parità, quindi chi punta a una buona posizione deve trattarla come una priorità reale, non come un riempitivo.
Una preparazione efficace, in pratica, richiede esercizi ripetuti e controllo della percentuale di errore nel tempo. Con un software con intelligenza artificiale come TestBuddy, questa cosa diventa più semplice perché l’allenamento può concentrarsi sui tipi di ragionamento in cui si sbaglia di più, senza perdere tempo su ciò che è già solido.
Conoscenze acquisite negli studi e storia
Questa sezione verifica competenze e conoscenze acquisite nel percorso di studi e include cultura generale e temi oggetto del dibattito pubblico contemporaneo. L’obiettivo dichiarato è valutare la capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo, collocando fenomeni storico culturali rilevanti, includendo anche vicende artistico-architettoniche, opere di architettura o correnti artistiche.
Rientrano anche conoscenze sulle principali istituzioni nazionali e internazionali e la comprensione di fenomeni legati agli ambiti giuridico, economico e di cittadinanza. Questo significa che non si tratta solo di ricordare date o nomi, ma di avere una base minima per leggere fatti, istituzioni e contesti con coerenza.
Chi parte da zero qui spesso fa un errore: prova a studiare “tutto”, senza un perimetro. Il perimetro, invece, è proprio quello del programma ufficiale. L’obiettivo pratico è costruire un quadro ordinato, con attenzione alle componenti storico culturali e a quelle istituzionali, perché sono esplicitamente incluse.
Disegno e rappresentazione
Questa sezione valuta la capacità di analizzare grafici, disegni e rappresentazioni iconiche e di riconoscere la corrispondenza tra ciò che è rappresentato e l’oggetto reale. Viene richiesto anche un livello di padronanza di nozioni elementari di rappresentazione, come piante, prospetti e assonometrie.
In pratica, questa parte richiede familiarità con il linguaggio grafico e con le trasformazioni spaziali che quelle rappresentazioni implicano. È una sezione tecnica, dove spesso il problema non è “sapere”, ma interpretare in fretta e senza ambiguità.
Per gestire bene questa sezione, serve esercizio ripetuto su domande simili e una correzione che faccia capire perché una lettura è stata sbagliata. Un sistema di simulazione con statistiche, come quello integrato in TestBuddy, è utile proprio perché rende visibile se l’errore è di lettura, di concetto o di tempo.
Matematica e fisica
La parte di matematica include insiemi numerici e calcolo aritmetico, con numeri naturali, interi, razionali e reali, ordinamento, confronto, ordine di grandezza, operazioni, potenze, radicali e logaritmi. Include calcolo algebrico e geometria euclidea, con poligoni, circonferenza e cerchio, misure, isometrie, similitudini, equivalenze e luoghi geometrici. Sono inclusi anche fondamenti di geometria analitica, probabilità e statistica e trigonometria.
La fisica include nozioni elementari di meccanica, con grandezze fondamentali come spostamento, velocità, accelerazione, massa, quantità di moto, forza, peso, lavoro e potenza, e con i principi fondamentali del moto e della statica. Sono presenti termodinamica, con concetti di temperatura, calore, calore specifico e dilatazione, ed elettrostatica ed elettrodinamica, con legge di Coulomb, campo e potenziale elettrico, condensatori, corrente continua, resistenza, legge di Ohm e collegamenti in serie e in parallelo.
Qui la preparazione deve tenere conto del formato a risposta multipla e del tempo per sezione. Si deve arrivare a riconoscere rapidamente quale modello applicare e a evitare errori di calcolo che costano punti e tempo.
Una parte del lavoro, nella pratica, è rendere automatiche le basi. In TestBuddy questa cosa si gestisce bene con esercizi per argomento e tracciamento: si vede subito se la difficoltà è sui concetti, sui passaggi o sulla velocità, e si può intervenire in modo mirato.
Da dove partire se si comincia da zero
Partire da zero non significa partire “dal primo capitolo di un libro a caso”. Significa costruire una base che rispetti struttura e programma, perché il test non valuta una disciplina sola e non lascia spazio a recuperi tra sezioni.
Il primo punto è prendere sul serio che esistono 5 sezioni con 10 quesiti ciascuna. Questo obbliga a evitare l’approccio sbilanciato, quello in cui si studiano solo le materie preferite e si spera che le altre “vadano bene”. Qui non funziona, perché 10 quesiti sono tanti e il tempo è rigido.
Il secondo punto è usare il programma ufficiale come confine: tutto ciò che si studia deve stare dentro quel perimetro. Quando si ha poco tempo o si parte confusi, la cosa che fa perdere più energie è studiare contenuti non rilevanti o troppo avanzati rispetto a quello che serve.
Il terzo punto è costruire fin da subito una routine che alterni teoria ed esercizio. Per questo noi spingiamo sempre un modello semplice: teoria essenziale ben strutturata, esercizi per argomento e simulazioni progressive. Il manuale teorico TestBuddy serve proprio a ridurre il caos iniziale, mentre l’app all-in-one con intelligenza artificiale serve a dare una direzione, mostrando dove ci sono i buchi e dove invece si può consolidare rapidamente.
Pianificazione su 1, 3 o 6 mesi, basata sulla struttura reale del test
Nei documenti ufficiali non esiste un piano di studio mese per mese. Quindi la pianificazione non va “copiata” da una fonte ministeriale, va costruita in modo coerente con struttura, sezioni e programma.
Su 6 mesi, l’errore tipico è rimandare troppo le simulazioni. In realtà, proprio perché le sezioni sono a tempo e non si può tornare indietro, le simulazioni devono entrare presto, anche quando la teoria non è completa. L’obiettivo iniziale non è fare punteggi alti, è imparare il meccanismo e ridurre gli errori grossi. La teoria si consolida in parallelo, ma sempre con esercizi che riflettono il formato del test.
Su 3 mesi, la priorità è l’equilibrio. Si deve lavorare su tutte le sezioni con continuità, perché ogni sezione pesa 10 quesiti. Qui il lavoro pratico è trasformare gli argomenti del programma in esercizi frequenti, controllando il tasso di errore e la velocità. Una piattaforma come TestBuddy è utile perché automatizza il monitoraggio: si vede se si sta migliorando davvero, e dove si sta perdendo tempo.
Su 1 mese, l’obiettivo è evitare dispersione. Ci si deve concentrare su ciò che ricorre, su ciò che il programma include con chiarezza, e su ciò che fa perdere più punti. Il formato con penalità sugli errori richiede anche un’attenzione specifica alle scelte: ci si deve allenare a riconoscere quando conviene rispondere e quando conviene lasciare in bianco, perché la penalizzazione può trasformare l’incertezza in punteggio negativo.
In tutti i casi, la regola pratica è la stessa: la preparazione deve rispettare il fatto che ogni sezione ha un tempo rigido. Quindi una parte dello studio deve sempre essere dedicata a rispondere in 20 minuti, non solo a “sapere la teoria”.
Come prepararsi secondo gli enti ufficiali, senza interpretazioni
Gli enti ufficiali definiscono struttura, programma e modalità di svolgimento. Non forniscono un metodo di studio dettagliato, non pubblicano un calendario di ripasso e non indicano una routine didattica standard.
Quello che emerge in modo netto è che ci si deve preparare sul programma ufficiale e che ha senso confrontarsi con le prove degli anni passati, perché permettono di capire il formato, lo stile delle domande e il livello di dettaglio richiesto.
Questa indicazione, nella pratica, si traduce in un comportamento semplice: evitare preparazioni generiche e puntare su esercizi e simulazioni coerenti con struttura e sillabo, altrimenti si studia tanto senza trasformare lo studio in punti.
Errori comuni che fanno perdere punti e tempo
Un errore molto frequente è ignorare la regola delle sezioni sequenziali. Chi si allena solo con esercizi “liberi” e senza vincoli di tempo si ritrova poi a dover gestire 20 minuti rigidi senza aver mai costruito il ritmo. Questo porta a due conseguenze: si finisce il tempo con domande non lette, oppure si risponde in fretta senza controllo.
Un secondo errore è trattare tutte le sezioni come se fossero uguali in difficoltà personale. In realtà ogni studente ha punti forti e punti deboli, e senza tracciamento si tende a ripetere ciò che piace e a rimandare ciò che pesa. La soluzione pratica è misurare e correggere: qui un’app come TestBuddy, con intelligenza artificiale e statistiche, serve perché rende oggettivo dove si sta perdendo punteggio, senza ansia e senza sensazioni vaghe.
Un terzo errore, spesso sottovalutato, riguarda la parte operativa. Il risultato del test è utilizzabile secondo le regole dell’ente che lo gestisce, e ci sono vincoli su dove si può sostenere e per quale università vale. Ignorare questi aspetti significa rischiare di fare il test nel modo corretto ma di non poter usare quel risultato come si pensava.
Ultima settimana e giorno della prova, con focus sulle regole operative
Negli ultimi 7 giorni, più che inventarsi strategie nuove, conta arrivare con le procedure chiare e con una routine di simulazione già consolidata. Le indicazioni operative ufficiali insistono su un punto concreto: bisogna controllare comunicazioni, modalità di svolgimento e requisiti tecnici, soprattutto se la prova viene erogata a distanza.
La parte pratica qui è non ridursi all’ultimo momento con accessi, strumenti e verifiche tecniche. Il giorno della prova, l’obiettivo è evitare qualunque imprevisto operativo e arrivare già abituati al formato, alla scansione per sezioni e alla gestione del tempo.
La differenza, per molti, è arrivare con una sensazione di “già visto”. E questa sensazione nasce dalle simulazioni. Un simulatore completo, con correzione e statistiche, riduce l’ansia perché trasforma la preparazione in un percorso misurabile. È esattamente ciò per cui abbiamo costruito TestBuddy: una piattaforma all-in-one che unisce esercizi per argomento, simulazioni e intelligenza artificiale per evidenziare cosa migliorare, senza confusione.
Riferimenti ufficiali
Per consultare direttamente le fonti istituzionali su cui si basano struttura, programma e modalità operative del TEST ARCHED: bando di ammissione, decreto ministeriale ufficiale, programma ufficiale, struttura e sillabo, date, indicazioni sul giorno del test, domande e risposte, guide ufficiali, prove degli anni passati.
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Chi ha scritto questa guida
Team TestBuddy
Esperti in preparazione ai test di ammissione
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