Test Professioni Sanitarie 2026: guida a punteggi e graduatoria
Scopri come funziona il test Professioni Sanitarie 2026: punteggio, graduatoria, scorrimenti, posti disponibili e criteri ufficiali.
Chi si prepara al test di ammissione alle Professioni Sanitarie spesso si trova davanti alle stesse incertezze: come viene calcolato il punteggio, quanti posti ci sono davvero, come funzionano le graduatorie, se esistono scorrimenti e cosa succede se non si entra subito.
In questa guida affrontiamo una per una tutte queste domande, spiegando come funziona il test oggi, cosa è già definito per il 2026 e cosa invece non è ancora stato pubblicato, facendo sempre riferimento al quadro ufficiale più recente disponibile.
L’obiettivo è permettere a chi studia di capire le regole prima di sedersi all’esame, perché conoscere il meccanismo di punteggio e graduatoria è parte integrante della preparazione, tanto quanto esercitarsi sui quiz.
Come si calcola il punteggio del test
Per l’anno più recente regolato ufficialmente, il punteggio del test di ammissione alle Professioni Sanitarie viene calcolato secondo criteri chiari e uguali per tutti gli atenei, come previsto dal decreto ministeriale ufficiale.
Ogni risposta corretta vale 1,5 punti.
Ogni risposta errata comporta una penalizzazione di -0,4 punti.
Ogni risposta non data vale 0 punti.
Il test è composto da 60 quesiti a risposta multipla, quindi il punteggio massimo ottenibile è 90 punti.
È considerato idoneo il candidato che ottiene un punteggio maggiore di 0. Chi consegna il compito senza rispondere ad alcuna domanda non viene inserito in graduatoria.
Per il 2026, alla data attuale, non è stato ancora pubblicato un nuovo decreto che modifichi questi criteri. In assenza di indicazioni diverse, il riferimento resta il modello applicato nel 2025, che è quello appena descritto.
Capire bene questo meccanismo è fondamentale, perché influenza direttamente la strategia di risposta durante la prova. Allenarsi su simulazioni realistiche permette di valutare se conviene rispondere o lasciare in bianco in base al proprio livello di sicurezza. È qui che strumenti come TestBuddy aiutano a misurare il rendimento reale, senza affidarsi a sensazioni.
Punteggio minimo: cosa significa davvero e come stimarlo
Una delle domande più frequenti riguarda il punteggio minimo per entrare, ma è importante chiarire subito un punto centrale: non esiste un punteggio minimo nazionale fisso per le Professioni Sanitarie.
Il decreto ministeriale stabilisce solo l’idoneità, cioè il punteggio superiore a 0.
L’accesso effettivo dipende invece da:
- numero di posti disponibili per quel corso
- numero di candidati
- livello medio dei punteggi
- scorrimenti della graduatoria
Il punteggio minimo è quindi il punteggio dell’ultimo candidato ammesso, e varia ogni anno da ateneo ad ateneo e da corso a corso.
Non esiste nemmeno un archivio ministeriale unico con i punteggi minimi storici. Gli unici dati ufficiali sono quelli pubblicati dagli atenei nei propri bandi e nelle graduatorie finali.
Per questo, quando si studia, non ci si deve fissare su un numero “magico”, ma puntare a ottenere il punteggio più alto possibile, sapendo che ogni decimo può fare la differenza negli scorrimenti.
Posti disponibili e come vengono ripartiti
I posti disponibili per le Professioni Sanitarie vengono definiti ogni anno con un decreto ministeriale ufficiale che stabilisce il contingente nazionale e la sua distribuzione.
Per l’ultimo anno accademico completo disponibile, i posti complessivi sono stati 38.444, così ripartiti:
- 36.943 posti per candidati dell’Unione Europea e per candidati non comunitari residenti in Italia
- 1.501 posti per candidati non comunitari residenti all’estero
Questi posti sono poi suddivisi per ateneo e per singolo corso di laurea, attraverso tabelle ufficiali allegate al decreto.
Per il 2026, alla data attuale, non è ancora stata pubblicata la ripartizione ufficiale dei posti. Quando uscirà, seguirà la stessa logica di assegnazione per sedi e corsi.
Come funziona la graduatoria
Per le Professioni Sanitarie non esiste una graduatoria nazionale unica come per altri test universitari. La graduatoria è gestita a livello di ateneo, anche se il quadro normativo è nazionale.
Ogni università:
- organizza la prova
- raccoglie le preferenze dei corsi attivati nella propria sede
- pubblica la graduatoria locale
Esistono due graduatorie separate per ogni ateneo:
- una per candidati dell’Unione Europea e non comunitari residenti in Italia
- una per candidati non comunitari residenti all’estero
Il candidato concorre solo all’interno della graduatoria dell’ateneo presso cui ha sostenuto il test, salvo le fasi successive legate ai posti rimasti vacanti.
Scorrimenti: come funzionano e cosa aspettarsi
Gli scorrimenti di graduatoria sono una parte fondamentale del meccanismo di accesso e spesso permettono di entrare anche senza essere ammessi al primo colpo.
Il sistema funziona così:
Prima fase.
I posti non utilizzati dai candidati non comunitari residenti all’estero vengono riassegnati al contingente dei candidati comunitari e residenti in Italia, consentendo nuovi scorrimenti.
Seconda fase.
Se, dopo gli scorrimenti interni, restano posti vacanti, l’ateneo può pubblicare un avviso per accogliere candidati che hanno sostenuto il test in altre sedi, ma non sono stati ammessi.
Terza fase.
Le domande vengono valutate in ordine di punteggio, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Quando un candidato si immatricola in una nuova sede, decade automaticamente dalle altre graduatorie in cui era eventualmente inserito. Gli atenei comunicano questi movimenti tramite la piattaforma ministeriale condivisa, con controlli periodici.
Gli scorrimenti non hanno un calendario nazionale unico. I tempi dipendono dai singoli atenei, ma avvengono generalmente nelle settimane successive alla pubblicazione delle graduatorie.
Come leggere i risultati e dove trovarli
Per le Professioni Sanitarie non esiste un portale nazionale unico dove consultare il proprio punteggio e la propria posizione.
I risultati ufficiali vengono pubblicati:
- sul sito istituzionale dell’ateneo
- nelle sezioni dedicate al bando di ammissione
Qui si trovano:
- punteggio ottenuto
- posizione in graduatoria
- scadenze per l’immatricolazione
- avvisi di scorrimento
La piattaforma ministeriale citata nei decreti serve alla comunicazione tra università, non alla consultazione diretta da parte degli studenti.
Quando escono i risultati
Le date di pubblicazione dei risultati non sono fissate a livello nazionale.
Il decreto stabilisce la data della prova, ma graduatorie e scorrimenti vengono pubblicati secondo il calendario indicato nei bandi di ateneo.
Per il 2025, la prova si è svolta l’8 settembre 2025 in lingua italiana e il 10 settembre 2025 in lingua inglese.
Per il 2026, alla data attuale, la data ufficiale della prova e delle graduatorie non è ancora disponibile.
Esiste una graduatoria finale unica
No, per il test di ammissione alle Professioni Sanitarie non esiste una graduatoria finale nazionale unica.
Esistono:
- graduatorie di ateneo
- scorrimenti locali
- eventuali procedure di assegnazione dei posti vacanti tra sedi diverse
Ogni fase resta comunque regolata da criteri nazionali comuni.
Cosa succede in caso di pari punteggio
In caso di pari punteggio, l’ordine in graduatoria viene deciso seguendo criteri precisi, stabiliti dal decreto ministeriale ufficiale.
Conta, in ordine:
- punteggio nei quesiti di biologia
- punteggio nei quesiti di chimica
- punteggio nei quesiti di fisica e matematica
- punteggio nei quesiti di ragionamento logico
- punteggio nei quesiti di comprensione del testo
Se la parità persiste, viene data precedenza a candidati con invalidità certificata almeno del 66 percento o con disabilità riconosciuta ai sensi della normativa vigente.
In ultima istanza, prevale il candidato più giovane.
Se non si entra subito: rientrare è possibile
Non entrare al primo scorrimento non significa essere fuori definitivamente.
È possibile rientrare tramite:
- scorrimenti ordinari della graduatoria del proprio ateneo
- assegnazioni su posti vacanti in altre sedi
- rinunce di candidati già ammessi
C’è però un limite importante: una volta che tutti i posti di un corso in un ateneo sono stati coperti, ulteriori rinunce non generano nuovi scorrimenti.
Per questo è fondamentale monitorare costantemente gli avvisi ufficiali e conoscere bene la propria posizione. Allenarsi prima dell’esame con simulazioni complete, come quelle offerte da TestBuddy, aiuta ad arrivare con un punteggio competitivo fin dal primo tentativo.
Se non si rientra: ricorsi e alternative
Le modalità di ricorso e i termini per eventuali contestazioni non sono stabiliti in modo uniforme a livello nazionale. Devono essere consultati nel bando dell’ateneo presso cui è stata sostenuta la prova.
Non esiste, nei decreti ministeriali, una disciplina specifica su percorsi alternativi o su un cosiddetto “anno di attesa produttivo”. L’unica possibilità ufficiale è partecipare nuovamente al ciclo di ammissione dell’anno successivo, secondo le regole che verranno pubblicate.
Per questo motivo, arrivare preparati già al primo tentativo resta la strategia più solida. Avere uno strumento che permette di simulare l’esame, analizzare i punti deboli e seguire i progressi nel tempo consente di affrontare la prova con maggiore consapevolezza e meno ansia.
Fonti
Le informazioni contenute in questa guida derivano dalla documentazione ufficiale pubblicata dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dai portali istituzionali di riferimento, tra cui il portale sull’accesso programmato, il decreto ministeriale ufficiale più recente e il portale Universitaly per l’offerta formativa.
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Chi ha scritto questa guida
Team TestBuddy
Esperti in preparazione ai test di ammissione
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