Cosa portare il giorno del test di Professioni Sanitarie
Scopri cosa portare e cosa è vietato il giorno del test di Professioni Sanitarie: documenti, regole d’aula e controlli spiegati in modo chiaro.
Chi arriva al test di ammissione alle Professioni Sanitarie 2026 deve sapere non solo cosa portare, ma anche cosa lasciare a casa, quali documenti mostrare all’ingresso, a che ora presentarsi e cosa fare se nasce un problema.
La prova in lingua italiana è fissata per 16 settembre 2026 alle 11:00, ma l’orario di convocazione è precedente e cambia in base all’università. Vediamo quindi come organizzare documenti e zaino, cosa controllare il giorno prima e quali regole rispettare una volta entrati in sede.
Cosa portare al test di Professioni Sanitarie 2026
Non esiste una lista nazionale identica per tutte le università. Il materiale richiesto dipende anche dal bando e dalla convocazione del proprio ateneo.
Prima di partire è quindi utile avere con sé:
- documento di identità valido in originale;
- ricevuta del pagamento, quando richiesta;
- ricevuta o documentazione di iscrizione, se prevista dall’ateneo;
- lettera di partecipazione o convocazione stampata, quando richiesta;
- eventuali ausili autorizzati per disabilità o Disturbi specifici dell’apprendimento;
- acqua o piccoli generi di conforto solo se consentiti dalla propria sede.
Per esempio, nel 2026 l’Università di Bologna richiede documento di identità originale e ricevuta del pagamento. Sapienza Università di Roma richiede documento valido, lettera di partecipazione stampata e invita ad avere con sé anche la ricevuta del pagamento per eventuali controlli.
La regola più importante è quindi semplice: la convocazione della propria università prevale su qualsiasi checklist generica.
Documenti obbligatori
Il documento centrale per l’identificazione è il documento di identità valido.
In alcune sedi l’originale è indispensabile. All’Università di Bologna, per esempio, chi si presenta il 16 settembre 2026 senza un documento di identità originale non può essere identificato e non viene ammesso alla prova.
Gli altri documenti possono cambiare da università a università:
- ricevuta del contributo di partecipazione;
- ricevuta di iscrizione;
- lettera personale di convocazione;
- altra documentazione indicata espressamente nel bando.
Non risulta invece prevista una autocertificazione nazionale obbligatoria per tutti i candidati da portare il giorno dell’esame.
Le autocertificazioni possono comparire per situazioni amministrative specifiche, ma non fanno parte della dotazione standard di ogni studente.
Cosa si può portare in aula
Qui è importante non generalizzare, perché le modalità possono essere molto diverse.
In alcune università il materiale necessario viene fornito direttamente dalla commissione. A Bologna, per esempio, viene consegnata la penna nera da utilizzare durante la prova e non è consentito tenere con sé materiale personale per scrivere.
In altre sedi la prova può essere organizzata in modo differente. A Sapienza, per esempio, nel 2026 il candidato riceve un tablet assegnato dall’organizzazione.
Anche acqua e piccoli generi di conforto dipendono dalle disposizioni locali. Sapienza consente, se necessario, di portare acqua e generi di conforto all’interno di una borsa o di uno zainetto di piccole dimensioni.
Non bisogna quindi dare per scontato che ciò che è consentito in una sede lo sia anche nelle altre.
Cosa è vietato durante il test
Tra gli oggetti soggetti alle restrizioni più rigide rientrano:
- smartphone e telefoni cellulari;
- smartwatch;
- tablet personali;
- auricolari;
- calcolatrici;
- dispositivi elettronici analoghi;
- libri e manuali;
- appunti;
- fogli personali;
- materiale di consultazione;
- strumenti di scrittura personali, quando vietati dalla sede.
La modalità di gestione dei dispositivi cambia però tra gli atenei.
A Bologna non è consentito tenerli con sé durante la prova e gli oggetti vietati devono essere depositati secondo le indicazioni della commissione.
A Sapienza, invece, telefoni, smartwatch, auricolari e altri dispositivi elettronici devono essere spenti e inseriti nella custodia schermata fornita dall’organizzazione. La custodia rimane con il candidato e viene riaperta soltanto durante le operazioni di uscita.
Per questo non è corretto considerare automaticamente vietato persino presentarsi in sede con un telefono. Ciò che conta è come il singolo ateneo impone di custodirlo durante la prova.
La calcolatrice è consentita?
Per il candidato ordinario, no nelle sedi in cui il bando ne vieta espressamente il possesso durante la prova.
Esistono però eccezioni legate agli adattamenti autorizzati.
Nel bando 2026 dell’Università di Bologna, per esempio, una calcolatrice non scientifica può rientrare tra gli strumenti concessi a candidati con specifiche necessità documentate.
Non significa che possa essere portata liberamente: deve trattarsi di un ausilio preventivamente autorizzato dall’ateneo.
Come organizzare lo zaino
Lo zaino dovrebbe contenere soltanto ciò che serve davvero.
Una checklist pratica prima di uscire di casa può essere:
- documento di identità originale;
- ricevute richieste dall’università;
- lettera di convocazione, se prevista;
- eventuale acqua, se consentita;
- eventuali ausili già autorizzati;
- nessun libro, appunto o materiale di studio;
- nessun dispositivo che non possa essere gestito secondo le regole della sede.
È meglio evitare borse grandi e oggetti non necessari.
A Bologna borse e zaini non possono essere tenuti con sé durante la prova. Sapienza invita invece a presentarsi con i soli effetti personali indispensabili e ammette soltanto borse o zainetti piccoli nelle condizioni indicate dalla convocazione.
A che ora bisogna arrivare
La prova nazionale del 16 settembre 2026 inizia alle 11:00.
Questo non significa che ci si possa presentare alle 11:00.
L’identificazione comincia molto prima e ogni ateneo comunica il proprio orario di convocazione.
Nel 2026, per esempio:
- l’Università di Bologna convoca i candidati alle 08:30;
- Sapienza Università di Roma li convoca alle 09:00.
L’orario da seguire è quindi sempre quello indicato nella propria convocazione, non semplicemente l’orario nazionale di inizio della prova.
Cosa succede all’ingresso
Prima di raggiungere il posto assegnato vengono svolte le procedure di identificazione e registrazione.
Il candidato deve mostrare i documenti richiesti e seguire le indicazioni del personale.
Le procedure possono comprendere:
- controllo del documento di identità;
- verifica della documentazione richiesta;
- assegnazione dell’aula o del settore;
- deposito o messa in sicurezza degli oggetti vietati;
- assegnazione del materiale necessario alla prova.
A Sapienza, per esempio, durante l’ingresso viene anche associato a ogni candidato il tablet utilizzato per il test.
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Cosa succede se si arriva in ritardo
Non risulta una tolleranza nazionale unica valida per tutte le università.
Non si può quindi dire che esista un numero di minuti entro il quale tutti i candidati vengono comunque ammessi.
Bisogna rispettare l’orario indicato nella convocazione della propria sede e verificare eventuali istruzioni operative pubblicate dall’università.
Questo punto è particolarmente importante perché alcuni atenei pubblicano informazioni sull’accesso molto vicino alla data della prova. L’Università di Bologna, per esempio, ha previsto per il 15 settembre 2026 la pubblicazione delle modalità di accesso all’area concorsuale e degli eventuali ulteriori adempimenti.
Cosa fare il giorno prima del test
Il 15 settembre 2026 conviene concentrare l’organizzazione sulle informazioni che possono realmente incidere sull’accesso alla prova.
Bisogna verificare:
- orario esatto di convocazione;
- sede e ingresso assegnati;
- documento di identità;
- ricevute richieste;
- eventuale lettera personale;
- disposizioni su zaini e dispositivi elettronici;
- eventuali comunicazioni pubblicate dall’ateneo.
È utile preparare tutto prima, evitando di dover cercare documenti o interpretare il bando poche ore prima della partenza.
Non esistono invece indicazioni ministeriali specifiche che prescrivano cosa mangiare, quante ore dormire o quale routine seguire il giorno precedente.
Cosa mangiare e bere prima della prova
Le disposizioni ufficiali del test non stabiliscono una dieta specifica per il giorno precedente o per la mattina del 16 settembre 2026.
Non vengono indicati pasti obbligatori, quantità, alimenti da evitare o regole sulla caffeina.
Le università possono invece disciplinare ciò che è possibile portare all’interno della sede. Sapienza, per esempio, consente acqua e piccoli generi di conforto nelle modalità indicate dalla propria organizzazione.
Prima di mettere cibo o bevande nello zaino bisogna quindi controllare le istruzioni della sede.
Cosa fare la sera prima
La sera del 15 settembre 2026 non servono procedure particolari previste dal regolamento nazionale.
La cosa utile è eliminare gli ultimi dubbi organizzativi:
- preparare i documenti;
- controllare nuovamente la convocazione;
- verificare eventuali avvisi pubblicati dall’università;
- organizzare il tragitto verso la sede;
- lasciare fuori dallo zaino ciò che è vietato.
L’obiettivo è non dover prendere decisioni logistiche la mattina della prova.
Gestione del tempo durante il test
La prova 2026 prevede 60 quesiti in 100 minuti.
Matematicamente significa avere in media circa 1 minuto e 40 secondi per domanda, ma questa non è una suddivisione imposta dal regolamento: ogni candidato può gestire autonomamente i 100 minuti disponibili.
Non risultano tecniche ufficiali che stabiliscano quanti minuti dedicare a ogni quesito o quanto tempo lasciare alla revisione finale.
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Come gestire l’ansia in aula
Le regole ufficiali non prescrivono tecniche specifiche di respirazione, rilassamento o gestione dell’ansia.
Ci sono però alcune certezze pratiche che aiutano a evitare ulteriore confusione: conoscere in anticipo l’orario, avere già pronti i documenti e sapere cosa succederà all’ingresso riduce gli imprevisti organizzativi.
Se durante la prova nasce un problema, non bisogna confrontarsi con gli altri candidati o cercare di risolverlo autonomamente.
Bisogna rivolgersi al personale di vigilanza o alla commissione.
Studenti con disabilità e Disturbi specifici dell’apprendimento
Gli studenti con disabilità o Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) possono richiedere adattamenti compatibili con la documentazione presentata.
Tra quelli previsti nei bandi 2026 esaminati rientrano:
- tempo aggiuntivo;
- strumenti compensativi autorizzati;
- assistenza alla lettura o alla scrittura;
- altri ausili valutati dall’università.
A Bologna sono previsti, in base alla situazione documentata, fino al 30% di tempo aggiuntivo per Disturbi specifici dell’apprendimento, altri disturbi evolutivi specifici o determinate patologie e fino al 50% per alcune condizioni di disabilità o invalidità.
Gli adattamenti devono essere richiesti prima della prova seguendo modalità e scadenze dell’università.
A Bologna la richiesta per il test 2026 può essere presentata fino alle 13:00 del 31 agosto 2026 e l’esito viene pubblicato il 3 settembre 2026.
A Sapienza le richieste devono essere presentate entro la scadenza prevista per l’iscrizione al test, fissata al 3 settembre 2026.
Non bisogna quindi arrivare il giorno dell’esame aspettandosi di ottenere un adattamento che non sia stato precedentemente richiesto e autorizzato.
Problemi tecnici o altri imprevisti durante la prova
Qualsiasi problema durante il test deve essere comunicato al personale presente in aula.
Non bisogna:
- parlare con altri candidati;
- scambiarsi informazioni;
- utilizzare dispositivi personali;
- consultare materiale esterno;
- prendere iniziative non autorizzate.
Questo vale anche quando la prova utilizza strumenti elettronici forniti dall’università.
A Sapienza, per esempio, il test viene svolto sul tablet consegnato al candidato. Le disposizioni pubblicate non descrivono una procedura nazionale specifica per ogni possibile malfunzionamento, quindi in caso di problema bisogna rivolgersi direttamente agli addetti presenti.
Gli errori da evitare il giorno del test
Gli errori più importanti sono quelli che possono compromettere l’accesso o lo svolgimento della prova:
- presentarsi senza il documento richiesto;
- confondere le 11:00 di inizio con l’orario di convocazione;
- non controllare eventuali istruzioni pubblicate dall’ateneo;
- tenere con sé dispositivi vietati quando il bando impone di depositarli;
- consultare appunti, libri o altro materiale;
- comunicare con altri candidati durante la prova;
- utilizzare strumenti non autorizzati;
- portare uno zaino o effetti personali incompatibili con le regole della sede.
La parte pratica del test si gestisce meglio quando tutto è già stato verificato prima. Per la parte di preparazione, TestBuddy permette di esercitarsi con simulazioni ed esercizi, seguire il manuale digitale e controllare il proprio livello con statistiche e TB™ Score, con la possibilità di iniziare gratis.
Riferimenti ufficiali 2026
Le informazioni nazionali su data, orario e struttura della prova derivano dalle disposizioni pubblicate dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Le procedure utilizzate come esempio per documenti, convocazione, dispositivi elettronici, prova su tablet e candidati con disabilità o Disturbi specifici dell’apprendimento derivano dal bando 2026/2027 di Sapienza Università di Roma.
Le indicazioni utilizzate come esempio per convocazione, documento originale, ricevuta di pagamento, materiale vietato, penna fornita dall’ateneo e adattamenti derivano dalle informazioni ufficiali dell’Università di Bologna per l’ammissione alle Professioni Sanitarie.
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