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Cosa portare il giorno del test di Professioni Sanitarie

Scopri cosa portare e cosa è vietato il giorno del test di Professioni Sanitarie: documenti, regole d’aula e controlli spiegati in modo chiaro.

Scritto daTeam TestBuddy
6 min lettura

Chi arriva al giorno del test di ammissione alle Professioni Sanitarie spesso ha studiato mesi, ma è proprio sull’organizzazione pratica che nascono i dubbi più grandi. Ci si chiede quali documenti servono davvero, cosa è permesso entrare in aula, cosa è vietato anche se spento, come organizzare lo zaino, cosa succede all’ingresso, come comportarsi se qualcosa va storto e quali errori possono costare l’esclusione.
In questa guida affrontiamo, una per una, tutte le risposte che servono per arrivare al giorno della prova senza incertezze, concentrandoci solo su ciò che è richiesto e consentito secondo le regole ufficiali che regolano il test.

Documenti obbligatori da portare

Il documento di identità valido è l’unico elemento che accomuna tutte le sedi e senza il quale non è possibile sostenere la prova. Deve essere in corso di validità e leggibile, perché viene utilizzato per l’identificazione personale prima dell’ingresso in aula. In molte università viene richiesto espressamente che sia lo stesso documento indicato durante l’iscrizione al concorso.

Accanto al documento di identità, alcuni atenei richiedono anche la ricevuta di iscrizione al concorso e la ricevuta del pagamento della tassa di partecipazione. Questa richiesta non è uniforme a livello nazionale, ma dipende dal bando del singolo ateneo. Per questo motivo è fondamentale verificare con attenzione la convocazione ufficiale della sede scelta e presentarsi con tutta la documentazione amministrativa richiesta, perché la mancanza di uno solo di questi documenti può comportare l’esclusione immediata.

Non è prevista una autocertificazione standard nazionale da compilare il giorno della prova. Eventuali dichiarazioni o certificazioni aggiuntive riguardano esclusivamente casi specifici, come disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento, e devono essere presentate nei tempi e nei modi indicati nel bando, non il giorno dell’esame.

Cosa è consentito portare in aula

Nel giorno del test, ciò che è consentito è estremamente limitato. In aula si entra con i documenti richiesti e con il materiale che la commissione fornisce direttamente ai candidati. Questo significa che penna, fogli e modulo risposte vengono consegnati in sede, e si devono utilizzare esclusivamente quelli.

In alcune sedi è consentito portare acqua, snack o caramelle, ma solo se espressamente indicato nella convocazione ufficiale. Anche in questi casi, il consumo può essere regolamentato durante la permanenza in aula e non sempre è permesso mangiare liberamente. Per esigenze mediche particolari è necessaria una documentazione preventiva.

Tutto il resto, anche se apparentemente innocuo, deve essere considerato con attenzione perché ciò che non è esplicitamente consentito viene generalmente considerato vietato.

Cosa è vietato portare o utilizzare

I divieti sono uno degli aspetti più rigidi della prova. È vietato introdurre o utilizzare telefoni cellulari, smartphone, smartwatch, tablet, auricolari, webcam, calcolatrici, occhiali intelligenti e qualsiasi dispositivo elettronico, anche se spento. La sola presenza di questi oggetti può comportare l’annullamento della prova.

Sono inoltre vietati appunti, libri, manuali, fogli personali, testi scolastici e materiali di consultazione di qualsiasi tipo. In molte sedi non è consentito neppure portare penne o strumenti di scrittura propri, perché tutto il materiale necessario viene fornito dalla commissione.

Anche gli orologi non analogici rientrano spesso tra gli oggetti vietati. Per questo è sempre consigliabile arrivare con il minimo indispensabile, evitando di portare con sé qualsiasi oggetto che possa creare problemi durante i controlli.

Come organizzare lo zaino il giorno del test

Lo zaino deve essere essenziale. La regola pratica è semplice: tutto ciò che non è richiesto esplicitamente dal bando non deve essere portato.
All’interno devono esserci solo il documento di identità, le eventuali ricevute richieste dall’ateneo, e ciò che è stato indicato come consentito nella convocazione ufficiale.

Zaini voluminosi, borse grandi o valigie sono spesso sconsigliati e, in alcune sedi, possono creare difficoltà logistiche perché non sempre sono previsti spazi di deposito custoditi. Arrivare leggeri riduce il rischio di contestazioni e permette di affrontare l’ingresso con maggiore tranquillità.

Arrivo in sede e controlli all’ingresso

Il test inizia ufficialmente alle 11:00, ma la presentazione in sede è sempre anticipata. L’orario di convocazione varia da università a università e può essere anche di diverse ore prima dell’inizio della prova. È fondamentale rispettare l’orario indicato, perché l’accesso dopo la chiusura delle operazioni di identificazione non è consentito.

All’ingresso viene effettuata l’identificazione personale tramite documento valido. Successivamente si viene indirizzati verso l’aula o il settore assegnato, spesso in base al numero di iscrizione o di prematricola. In alcune sedi l’ingresso è scaglionato in fasce orarie precise, che devono essere rispettate con puntualità.

Cosa succede se si arriva in ritardo

Le regole sul ritardo sono tassative. Chi arriva dopo l’orario massimo indicato nella convocazione non viene ammesso alla prova, senza eccezioni. Non sono previste deroghe per traffico, trasporti o imprevisti personali.

Per questo è sempre necessario pianificare l’arrivo con largo anticipo, considerando anche eventuali controlli all’ingresso e il tempo necessario per raggiungere l’aula assegnata.

Studenti con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento

Per i candidati con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento, il decreto ministeriale ufficiale prevede misure compensative come tempo aggiuntivo, che può arrivare fino al 50 percento per disabilità e fino al 30 percento per disturbi specifici dell’apprendimento.

Queste misure non si attivano automaticamente il giorno del test. Devono essere richieste in fase di iscrizione al concorso, allegando la certificazione prevista dal bando dell’ateneo. Chi non ha presentato correttamente la documentazione entro le scadenze indicate non può ottenere agevolazioni in aula.

Problemi tecnici o imprevisti durante la prova

Durante lo svolgimento del test, qualsiasi problema deve essere segnalato esclusivamente al personale di vigilanza o alla commissione d’aula. Non è consentito alzarsi, comunicare con altri candidati o prendere iniziative autonome.

Per necessità organizzative o chiarimenti prima della prova, gli atenei indicano sempre canali ufficiali di contatto nella convocazione o nel bando. Fare riferimento solo a questi canali è l’unico modo corretto per ottenere informazioni affidabili.

Prepararsi senza aggiungere stress inutile

Arrivare al giorno del test sapendo esattamente cosa portare e cosa no elimina una parte enorme dell’ansia. La preparazione non è solo studio delle materie, ma anche controllo delle regole, delle tempistiche e dei dettagli pratici.
Avere simulato il test in condizioni realistiche, con tempi e modalità simili a quelle ufficiali, aiuta a non farsi sorprendere dal contesto. È qui che strumenti come TestBuddy diventano utili, perché permettono di allenarsi in modo strutturato, capire come si gestisce il tempo e arrivare alla prova con maggiore sicurezza, senza improvvisare.

Fonti

Le informazioni riportate derivano dal bando di ammissione alle Professioni Sanitarie e dalle convocazioni ufficiali degli atenei, pubblicate secondo quanto previsto dal decreto ministeriale ufficiale che disciplina il test.
Tra i riferimenti utilizzati rientrano il bando di ammissione dell’Università di Genova, il bando di ammissione dell’Università di Milano e la convocazione ufficiale dell’Università di Brescia.

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Esperti in preparazione ai test di ammissione

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