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Tecniche audioprotesiche 2026: test, corso e sedi

Tecniche audioprotesiche 2026: data del test, struttura, punteggio, sedi, requisiti e iscrizione spiegati in modo semplice e aggiornato per scegliere il corso.

Scritto daLucius Giulio Bacchilega
10 min lettura

Tecniche audioprotesiche è una laurea sanitaria triennale a numero programmato. Per iscriversi bisogna capire quando si svolge il test, come funziona la selezione, quali materie studiare, dove è attivo il corso e quali adempimenti completare dopo l’ammissione.

Vediamo anche cosa fa il tecnico audioprotesista, quanto dura il percorso universitario e quali informazioni per il 2026 sono già definitive. Dove i nuovi atti non sono ancora disponibili, useremo l’ultima disciplina ufficiale completa senza presentarla come già confermata.

Cosa fa il tecnico audioprotesista

Il tecnico audioprotesista è un professionista sanitario, non un medico.

Si occupa principalmente di:

  • fornire e adattare gli apparecchi acustici;
  • controllarne il funzionamento e l’efficacia;
  • rilevare l’impronta del condotto uditivo;
  • realizzare o applicare i sistemi di accoppiamento acustico;
  • svolgere prove di valutazione protesica;
  • spiegare alla persona come utilizzare correttamente il dispositivo;
  • collaborare ai percorsi di prevenzione e riabilitazione uditiva.

Opera su prescrizione medica, ma svolge gli atti di propria competenza con responsabilità professionale.

Non formula diagnosi mediche e non va confuso con il tecnico audiometrista, maggiormente coinvolto negli esami e nelle valutazioni della funzionalità uditiva.

Quale laurea bisogna conseguire

Il percorso ordinario per esercitare la professione è la laurea in Tecniche audioprotesiche, appartenente alla classe delle professioni sanitarie tecniche.

Il corso prevede:

  • 3 anni di studio;
  • 180 Crediti formativi universitari;
  • lezioni teoriche;
  • laboratori professionali;
  • tirocinio clinico;
  • una prova finale con valore abilitante.

Per accedere serve un diploma di scuola secondaria superiore o un titolo estero riconosciuto idoneo. Non è necessario avere frequentato un liceo specifico.

Possono essere riconosciuti anche alcuni titoli del precedente ordinamento e titoli sanitari conseguiti all’estero, ma soltanto attraverso le procedure previste dalle autorità competenti.

La laurea è online?

Nell’offerta universitaria verificata per il 2026/2027 non risulta un corso di Tecniche audioprotesiche svolto interamente online.

La formazione comprende infatti:

  • tirocinio obbligatorio;
  • attività pratiche;
  • laboratori;
  • esercitazioni con supervisione;
  • frequenza secondo le regole del singolo ateneo.

Una parte delle attività teoriche potrebbe essere organizzata anche con strumenti digitali, ma il percorso non può essere considerato una normale laurea telematica.

Quando si svolge il test di Tecniche audioprotesiche 2026

Il test rientra nella prova di ammissione ai corsi delle professioni sanitarie.

Per l’anno accademico 2026/2027, le date nazionali sono:

  • 16 settembre 2026 per i corsi in lingua italiana;
  • 17 settembre 2026 per i corsi in lingua inglese.

La data è uguale a livello nazionale, ma ogni università gestisce autonomamente:

  • iscrizione al concorso;
  • pagamento del contributo;
  • sede della prova;
  • eventuale scelta delle preferenze;
  • graduatoria;
  • scorrimenti;
  • immatricolazione.

Non bisogna quindi aspettare un portale nazionale unico. Si deve consultare il bando dell’università nella quale si vuole sostenere il test.

Come sarà strutturato il test 2026

Alla data del 5 agosto 2026, non è ancora stato pubblicato il provvedimento ministeriale definitivo con struttura, materie e criteri di valutazione della prova 2026/2027.

Non è quindi possibile affermare con certezza che il test 2026 manterrà la stessa composizione dell’anno precedente.

L’ultima struttura ufficiale completa, relativa al 2025/2026, prevedeva:

MateriaDomande
Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi4
Ragionamento logico e problemi5
Biologia23
Chimica15
Fisica e matematica13
Totale60

Il tempo disponibile era di 100 minuti, con 5 opzioni di risposta per ogni domanda.

Il punteggio veniva calcolato così:

  • +1,5 punti per ogni risposta corretta;
  • 0 punti per ogni risposta non data;
  • -0,4 punti per ogni risposta errata.

Questi dati sono un riferimento utile per organizzare lo studio, ma diventeranno validi per il 2026 soltanto se confermati dal nuovo atto ministeriale.

Come organizzare lo studio

Finché non viene pubblicata la struttura definitiva, ci si deve concentrare sulle materie presenti nell’ultima prova ufficiale:

  • biologia;
  • chimica;
  • matematica;
  • fisica;
  • logica;
  • comprensione del testo;
  • conoscenze acquisite durante il percorso scolastico.

Biologia e chimica rappresentavano la parte più ampia del test precedente. È quindi utile dedicare loro una quota maggiore del tempo, senza trascurare matematica, fisica e logica.

La preparazione dovrebbe alternare:

  • studio della teoria;
  • esercizi divisi per argomento;
  • revisione degli errori;
  • simulazioni complete da 100 minuti;
  • controllo periodico del punteggio;
  • allenamento nella gestione delle risposte dubbie.

Con TestBuddy si può iniziare gratis e riunire simulazioni, esercizi, manuale digitale e statistiche in un unico percorso. Il TB™ Score permette di controllare il livello raggiunto e capire quali argomenti richiedono ancora lavoro.

La graduatoria è nazionale?

No. Per le professioni sanitarie non esiste una graduatoria nazionale unica.

Ogni ateneo:

  • prepara o gestisce la propria prova;
  • pubblica la propria graduatoria;
  • stabilisce le regole sulle preferenze;
  • organizza gli scorrimenti;
  • assegna i posti disponibili nei propri corsi.

Il punteggio ottenuto in un’università non permette normalmente di entrare nella graduatoria di un altro ateneo.

Prima dell’iscrizione bisogna controllare con attenzione come funzionano le preferenze. In alcuni atenei è possibile scegliere più corsi delle professioni sanitarie e ordinarli in base alla priorità.

Come iscriversi al test

La procedura varia da università a università, ma generalmente richiede:

  • registrazione sul portale dell’ateneo;
  • iscrizione al concorso;
  • scelta dei corsi o delle preferenze;
  • pagamento del contributo;
  • caricamento degli eventuali documenti richiesti;
  • stampa della ricevuta o della lettera di partecipazione.

Il costo non è stabilito a livello nazionale.

Per esempio, Sapienza Università di Roma ha previsto per il 2026/2027:

  • iscrizioni dal 5 agosto al 3 settembre 2026;
  • contributo di partecipazione di 35 euro;
  • possibilità di indicare fino a 6 preferenze;
  • modifica dell’ordine delle preferenze fino alle ore 23:59 del 24 settembre 2026.

Queste condizioni valgono soltanto per Sapienza. Gli altri atenei possono stabilire costi, scadenze e procedure differenti.

Cosa portare il giorno della prova

Gli obblighi precisi sono indicati nel bando dell’università.

Normalmente possono essere richiesti:

  • documento d’identità valido;
  • ricevuta dell’iscrizione;
  • lettera di partecipazione;
  • eventuale documentazione relativa agli ausili autorizzati;
  • ulteriori moduli previsti dall’ateneo.

È necessario controllare anche:

  • orario di convocazione;
  • edificio e aula;
  • modalità di identificazione;
  • oggetti ammessi;
  • regole su telefoni, smartwatch e dispositivi elettronici.

Arrivare dopo la chiusura delle operazioni di identificazione può impedire l’accesso alla prova.

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Quanti posti ci sono nel 2026

Al 5 agosto 2026 non risulta ancora pubblicata l’assegnazione ministeriale definitiva dei posti per Tecniche audioprotesiche 2026/2027.

L’ultima distribuzione completa, relativa al 2025/2026, prevedeva:

  • 299 posti per cittadini dell’Unione europea e cittadini non appartenenti all’Unione europea residenti in Italia;
  • 28 posti riservati ai cittadini non appartenenti all’Unione europea residenti all’estero.

I 2 contingenti sono separati e non devono essere sommati per valutare i posti accessibili a ogni candidato.

Il numero definitivo per il 2026 sarà noto soltanto con la pubblicazione del nuovo atto ufficiale.

Dove studiare Tecniche audioprotesiche

Nell’ultima assegnazione nazionale completa, relativa al 2025/2026, erano presenti corsi o posti nelle seguenti università e sedi:

  • Università degli Studi di Bari Aldo Moro;
  • Università degli Studi di Catania;
  • Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Roma;
  • Università degli Studi di Messina;
  • Università degli Studi di Milano;
  • Università degli Studi di Napoli Federico II;
  • Università degli Studi di Padova, sedi di Padova e Treviso;
  • Università degli Studi di Palermo;
  • Università degli Studi di Parma;
  • Università di Pisa;
  • Sapienza Università di Roma;
  • Università degli Studi di Roma Tor Vergata;
  • Università degli Studi di Torino;
  • Università degli Studi di Verona.

Questo elenco non può essere considerato definitivo per il 2026/2027. Un corso può essere confermato, sospeso o modificato e il numero dei posti può cambiare.

Come funziona il corso di laurea

Il piano di studi non è identico in tutte le università.

Le aree formative comprendono generalmente:

  • anatomia e fisiologia;
  • biologia;
  • fisica;
  • statistica;
  • audiologia;
  • audiometria;
  • patologie dell’orecchio;
  • elettronica;
  • tecnologie audioprotesiche;
  • psicologia;
  • linguistica;
  • prevenzione;
  • organizzazione sanitaria;
  • lingua inglese;
  • laboratori;
  • tirocinio professionale.

Il totale rimane di 180 Crediti formativi universitari, ma nomi degli esami, moduli, crediti e ordine delle attività dipendono dal regolamento del singolo corso.

Possono essere previsti anche Obblighi formativi aggiuntivi per chi non raggiunge determinate soglie nella prova di ammissione. Devono essere recuperati entro i termini indicati dall’ateneo.

Frequenza e tirocinio

Tecniche audioprotesiche richiede una partecipazione costante alle attività formative.

La frequenza può essere obbligatoria per:

  • lezioni;
  • laboratori;
  • attività professionalizzanti;
  • tirocinio.

Per esempio, il regolamento 2026/2027 dell’Università di Padova richiede almeno il 70% di frequenza nelle attività previste.

La percentuale non è necessariamente uguale in tutti gli atenei. Prima dell’immatricolazione bisogna verificare:

  • obblighi di presenza;
  • sedi del tirocinio;
  • eventuali turni;
  • propedeuticità;
  • modalità di recupero delle assenze.

Candidati con disabilità o Disturbi specifici dell’apprendimento

Chi ha una disabilità o un Disturbo specifico dell’apprendimento può richiedere ausili e tempi aggiuntivi.

La domanda deve essere presentata:

  • entro la scadenza del bando;
  • attraverso la procedura indicata dall’università;
  • allegando una certificazione valida;
  • specificando gli strumenti necessari.

Non basta portare la certificazione il giorno del test senza avere inviato prima la richiesta.

Per i Disturbi specifici dell’apprendimento può essere richiesta una diagnosi aggiornata. Le condizioni precise cambiano in base al bando e alla data in cui la certificazione è stata rilasciata.

Candidati minorenni

Un candidato minorenne può dover presentare:

  • autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale;
  • copia del documento del genitore o tutore;
  • modulo specifico dell’università.

Non esiste un modello nazionale valido per tutti gli atenei. La modulistica deve essere scaricata dal portale dell’università scelta.

Studenti con diploma estero

Chi possiede un titolo conseguito all’estero deve verificare che permetta l’accesso all’università nel Paese in cui è stato ottenuto.

L’ateneo può richiedere:

  • diploma originale;
  • traduzione ufficiale;
  • legalizzazione;
  • attestazioni di comparabilità o verifica;
  • documenti relativi agli anni di scolarità;
  • certificazione linguistica;
  • procedure consolari.

I cittadini non appartenenti all’Unione europea residenti all’estero partecipano normalmente attraverso un contingente dedicato e possono dover completare la preiscrizione e la richiesta del visto per studio.

Cosa bisogna fare dopo la laurea

La prova finale del corso è abilitante, ma per esercitare è necessaria anche l’iscrizione all’albo dei tecnici audioprotesisti presso l’Ordine territoriale competente.

Dopo l’iscrizione, il professionista deve rispettare l’obbligo di aggiornamento previsto dall’Educazione continua in medicina.

Per il triennio 2026-2028, l’obbligo standard è di 150 crediti, prima dell’applicazione di eventuali esoneri, esenzioni o riduzioni personali.

Dopo la laurea triennale si può proseguire con:

  • master universitari di 1° livello;
  • laurea magistrale nelle scienze delle professioni sanitarie tecniche;
  • percorsi universitari dedicati a coordinamento, formazione o ricerca.

Questi titoli non sono necessari per iniziare a esercitare come tecnico audioprotesista.

Dove può lavorare un tecnico audioprotesista

I principali contesti professionali comprendono:

  • strutture sanitarie pubbliche;
  • strutture sanitarie private;
  • centri audioprotesici;
  • studi professionali;
  • imprese che producono o distribuiscono dispositivi acustici;
  • attività di consulenza;
  • ricerca e formazione.

Si può lavorare come dipendente oppure come libero professionista, nel rispetto delle regole fiscali e professionali applicabili.

Non esiste uno stipendio mensile ufficiale unico per tutti. La retribuzione varia in base a:

  • contratto applicato;
  • settore pubblico o privato;
  • esperienza;
  • inquadramento;
  • incarichi;
  • indennità;
  • attività libero-professionale.

Le cifre generiche diffuse online non permettono di stabilire quanto guadagnerà un singolo laureato.

Riferimenti ufficiali utilizzati

La data della prova 2026 deriva dal calendario pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dalla relativa rettifica ministeriale.

La struttura di 60 domande, la durata e il punteggio indicati come ultimo riferimento completo derivano dal provvedimento ministeriale per il 2025/2026.

Le informazioni generali sull’accesso programmato derivano dalla pagina istituzionale dedicata ai corsi a numero programmato.

Le scadenze, il costo e le preferenze riportati come esempio derivano dal bando Sapienza per le professioni sanitarie 2026/2027.

I posti e le sedi dell’ultimo anno completo derivano dal provvedimento nazionale per il 2025/2026 e dalla relativa tabella dei posti per cittadini dell’Unione europea e residenti in Italia.

Durata, crediti, frequenza, tirocinio e Obblighi formativi aggiuntivi sono verificabili nel regolamento didattico 2026/2027 dell’Università di Padova.

Il profilo e le attività professionali derivano dalla definizione normativa pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.

Le modalità di iscrizione professionale sono descritte nella procedura ufficiale della Federazione nazionale degli Ordini.

L’obbligo formativo 2026-2028 deriva dalla delibera pubblicata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

Le procedure per i titoli sanitari esteri sono disponibili nelle pagine del Ministero della Salute dedicate alle qualifiche conseguite nell’Unione europea e ai titoli conseguiti fuori dall’Unione europea.

La modulistica per chi non ha ancora compiuto 18 anni è consultabile nella pagina degli avvisi di ammissione dell’Università di Padova.

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Chi ha scritto questo articolo

Lucius Giulio Bacchilega

Sono Lucius Giulio Bacchilega, esperto nel campo dei test di ammissione universitari. Mi dedico a fornire informazioni utili e aggiornate per aiutare gli studenti nella loro preparazione ai test di ammissione.

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