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Test Professioni Sanitarie 2026: come prepararsi davvero

Scopri struttura, materie e strategia ufficiale per prepararti al Test Professioni Sanitarie 2026 in modo chiaro e senza stress.

Scritto daTeam TestBuddy
7 min lettura

Chi si avvicina al test di ammissione ai corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie ha quasi sempre le stesse domande in testa. Come è fatto davvero il test ufficiale. Quali materie contano di più. Da dove si deve partire se si è all’inizio. Quanto tempo serve per prepararsi in modo sensato. E soprattutto come evitare di studiare tanto senza risultati concreti.

In questo articolo affrontiamo tutte queste domande, una per volta, con un obiettivo preciso: fare chiarezza. Le informazioni che trovi qui derivano direttamente da ciò che viene stabilito ogni anno nei documenti ministeriali ufficiali che regolano l’accesso programmato ai corsi delle professioni sanitarie, prendendo come riferimento l’ultima versione disponibile, cioè quella valida per il 2025. Per il 2026, al momento, non esistono ancora documenti pubblicati, quindi è fondamentale sapere cosa è stato previsto nell’ultimo test ufficiale e come usarlo come base solida di preparazione.

Com’è strutturato il test ufficiale delle Professioni Sanitarie

Il test ufficiale è una prova unica organizzata dagli atenei secondo quanto previsto dal decreto ministeriale ufficiale. La struttura è standardizzata ed è pensata per valutare sia le conoscenze scientifiche sia le capacità logiche e di comprensione.

La prova è composta da 60 quesiti a risposta multipla, ciascuno con 5 opzioni di risposta, di cui una sola corretta. Il tempo totale a disposizione è di 100 minuti, un aspetto che rende fondamentale non solo sapere le risposte, ma anche gestire bene il tempo.

Le domande sono suddivise in aree ben precise. Biologia è la materia con il peso maggiore, seguita da chimica, poi fisica e matematica, quindi ragionamento logico e problemi, e infine competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi. Questa distribuzione non è casuale e influenza direttamente il modo in cui ci si deve preparare.

Anche il sistema di punteggio è chiaro e va conosciuto prima di iniziare a studiare. Ogni risposta corretta vale 1,5 punti, ogni risposta errata comporta una penalizzazione di 0,4 punti, mentre le risposte non date valgono 0 punti. Questo significa che rispondere a caso è un errore, e che una preparazione efficace passa anche dalla capacità di decidere quando rispondere e quando no.

Qui entra in gioco un aspetto spesso sottovalutato: allenarsi con simulazioni realistiche che riproducano struttura, tempo e punteggio ufficiale. È uno dei motivi per cui, in TestBuddy, il simulatore segue fedelmente le regole ministeriali, permettendo di capire davvero come si comporta il proprio punteggio.

Materie, argomenti e programma ufficiale da studiare

Il programma ufficiale del test esiste ed è definito in modo preciso. Non si tratta di un elenco generico, ma di un syllabus dettagliato che indica esattamente cosa può essere chiesto.

Per biologia, il programma include la chimica dei viventi, la struttura e la funzione delle cellule, le membrane biologiche, il metabolismo energetico, il ciclo cellulare, la genetica classica e molecolare, le mutazioni, l’evoluzione, le biotecnologie, fino ad arrivare all’anatomia e alla fisiologia umana. È la materia più ampia e, non a caso, quella che pesa di più nel punteggio.

La chimica comprende la costituzione della materia, la struttura atomica, il sistema periodico, i legami chimici, la stechiometria, le soluzioni, gli equilibri chimici, gli acidi e le basi, il pH e le basi della chimica organica. È una materia che richiede metodo, perché molte domande derivano da relazioni logiche più che da pura memoria.

Per fisica e matematica, il programma include grandezze e unità di misura, cinematica, dinamica, meccanica dei fluidi, termodinamica, elettricità, oltre ad algebra di base, funzioni, geometria, probabilità e statistica. Qui la difficoltà maggiore è spesso la gestione del tempo.

Il ragionamento logico valuta la capacità di completare correttamente ragionamenti basati su premesse, mentre le competenze di lettura misurano la comprensione di testi e il corretto utilizzo delle informazioni.

In TestBuddy tutto questo programma è già organizzato per argomento, così non ci si perde nel capire cosa è rilevante e cosa no, e si studia solo ciò che è realmente previsto.

Da dove partire se si comincia da zero

Quando si parte da zero, l’errore più comune è studiare tutto insieme senza una direzione. Il punto di partenza corretto è sempre lo stesso: la struttura del test.

Sapere che quasi il 40 percento delle domande è di biologia cambia completamente l’approccio. Significa che la priorità deve essere costruire basi solide lì, senza trascurare le altre materie ma distribuendo il tempo in modo proporzionale.

Un altro aspetto fondamentale è iniziare presto con esercizi e domande. Studiare solo teoria non basta. Serve capire come vengono poste le domande, quali sono gli errori ricorrenti e come funziona il punteggio.

È qui che una piattaforma come TestBuddy fa la differenza: già dalle prime settimane consente di fare esercizi mirati per argomento e vedere dove si è davvero in difficoltà, evitando mesi di studio alla cieca.

Come pianificare lo studio in 1, 3 o 6 mesi

I documenti ufficiali non forniscono un piano di studio, ma la pianificazione si può costruire in modo oggettivo partendo dal peso delle materie nel test.

In un percorso di 1 mese, la maggior parte del tempo deve essere dedicata a biologia e chimica, senza escludere fisica e matematica. Le aree di logica e comprensione vanno allenate in modo costante ma con carico ridotto.

In 3 mesi, il vantaggio è poter affrontare ogni materia con più calma, alternando studio teorico, esercizi e simulazioni. È il periodo ideale per consolidare e poi testarsi in modo realistico.

Con 6 mesi, si ha il tempo per costruire basi molto solide, rivedere più volte gli argomenti e arrivare all’esame con una gestione del tempo già rodata.

In TestBuddy, il piano di studio si adatta automaticamente al tempo disponibile e ai risultati delle simulazioni, così non si spreca tempo su ciò che è già chiaro e ci si concentra su ciò che fa davvero la differenza.

Come viene intesa la preparazione secondo le regole ufficiali

Nei documenti ufficiali non viene indicato come studiare, ma viene chiarito cosa viene valutato e come. Questo significa che la preparazione deve essere coerente con i programmi scolastici indicati e con il tipo di prova.

Il test non valuta nozioni universitarie, ma competenze da scuola secondaria superiore, applicate in modo logico e rapido. Questo è un messaggio chiave: non serve studiare oltre il programma, serve studiare meglio.

Errori comuni nella preparazione e come evitarli

Uno degli errori più frequenti è ignorare la penalizzazione delle risposte sbagliate. Questo porta a rispondere a caso nelle simulazioni, creando un’abitudine pericolosa.

Un altro errore è sottovalutare il peso della biologia o non conoscere i criteri di spareggio in graduatoria, che privilegiano alcune materie rispetto ad altre.

Infine, molti studenti non fanno abbastanza simulazioni complete. Allenarsi solo per argomento non basta. Serve misurarsi spesso con prove complete, con tempo e punteggio reali.

Con TestBuddy, ogni simulazione restituisce dati chiari su punteggio, andamento e aree critiche, aiutando a correggere questi errori prima che diventino un problema.

Ultima settimana e giorno prima della prova

Negli ultimi giorni non si costruisce la preparazione, si consolida. I documenti ufficiali chiariscono bene gli aspetti procedurali, come identificazione, tempi e regole d’aula, che devono essere già chiari prima di arrivare al giorno della prova.

L’ultima settimana serve per fare simulazioni leggere, rivedere gli errori più frequenti e mantenere il ritmo. Il giorno prima non è il momento di studiare nuovi argomenti, ma di arrivare sereni, sapendo cosa aspettarsi.

Avere già fatto più simulazioni realistiche riduce l’ansia in modo naturale. È uno dei motivi per cui TestBuddy è pensato per accompagnare fino al giorno dell’esame, senza sorprese.

Riferimenti ufficiali utilizzati

Le informazioni riportate derivano dai documenti ufficiali che regolano il test di ammissione ai corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie, in particolare dal bando di ammissione (link), dal decreto ministeriale su modalità e contenuti della prova (link) e dal programma ufficiale delle materie (link).

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Esperti in preparazione ai test di ammissione

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